Docs Blog – Pagina 2 – Pordenone Docs Fest

Nord Est Doc Camp

C’è tempo fino al 20 febbraio per presentare la propria candidatura alla prima edizione di Nord/Est/Doc/Camp, laboratorio di consulenza e tutoraggio per documentari in fase di ultimazione, prodotti nel nord-est. 
 
I nomi degli esperti che saranno a disposizione di registi e produttori – tutti di alto profilo internazionale – sono il regista Marco Segato, la regista e produttrice Claudia Tosi, la montatrice e documentarista Sara Zavarise, e Rebecca De Pas, programmer di festival ed esperta di produzione internazionale. Al Pordenone Docs Fest, nell’ambito del quale si terrà la prima tappa del laboratorio, con la visione e discussione delle versioni di lavorazione dei documentari selezionati, il panel dei tutor verrà completato da Sergio Fant, responsabile della programmazione del Trento Film Festival, selezionatore alla Berlinale, consulente per altri festival, fondi e laboratori, e co-ideatore di Nord/Est/Doc/Camp. 
 
Il progetto, rivolto alle nuove creazioni cinematografiche documentarie prodotte in Triveneto, nasce dall’incontro tra tre festival molto radicati sul territorio: Pordenone Docs Fest, Trento Film Festival ed Euganea Film Festival, e gode del sostegno di IDM Film Commission Südtirol, Trentino Film Commission, Veneto Film Commission, Friuli Venezia Giulia Film Commission e la collaborazione del Fondo Audiovisivo FVG
 
L’iniziativa si rivolge a registi e produttori di documentari e consiste in un itinerario a tappe, che parte dal Pordenone Docs Fest – Le voci del documentario, il festival internazionale di Cinemazero, dal 29 marzo al 3 aprile: qui i team selezionati potranno confrontarsi con i tutor, che li accompagneranno in un percorso mirato a elaborare strategie e soluzioni per esprimere il massimo potenziale dai film in lavorazione, con indicazioni e consigli pratici. La seconda tappa sarà al Trento Film Festival, dal 28 aprile al 7 maggio, dove i progetti saranno presentati a una platea selezionata di produttori, buyer, distributori, esercenti, e rappresentanti di festival, broadcaster e piattaforme, con appuntamenti individuali tra i professionisti presenti e le equipe dei film. L’ultima sessione si terrà nell’ambito dell’Euganea Film Festival, dal 21 giugno al 2 luglio, dov’è previsto un workshop guidato da esperti negli ambiti della promozione, distribuzione, marketing e comunicazione, con sessioni di lavoro e consulenza specifiche per ognuno dei progetti. 
 
Nord/Est/Doc/Camp però non offre ai progetti selezionati solo consulenza qualificata e una visibilità che andrà ben oltre il Triveneto, ma anche premi in servizi e sostegni concreti alla finalizzazione, diffusione e promozione dei 4 documentari, grazie ai partner Rete Doc by Doc Servizi (network che offrirà due lavorazioni audio e video presso lo studio Synchro di Dosson di Casier, Treviso), Arte Video (azienda internazionale con sede a Palmanova, che mette a disposizione codifiche video – per rispettare i più alti standard cinematografici – DCP più servizi di sottotitolatura), e Fabrica, il centro di ricerca per giovani talenti fondato nel 1994 a Catena di Villorba, Treviso, da Luciano Benetton e Oliviero Toscani (consulenza per la direzione artistica, grafica e immagine coordinata di un documentario). 
 
Il bando è consultabile QUI 
La partecipazione alla selezione è gratuita, QUI il modulo di iscrizione
Una commissione composta dai rappresentanti dei tre festival sceglierà tra i progetti iscritti i quattro selezionati, che verranno annunciati a inizio marzo. 

I premi di Nord/Est/Doc/Camp 2023 

Premio Rete Doc by Doc Servizi – Video con messa a disposizione della sala di color correction per 1 settimana (operatore non compreso), presso lo studio Synchro di Dosson di Casier, Treviso. 

Premio Rete Doc by Doc Servizi – Audio con messa a disposizione della sala di mix audio per 1 settimana (operatore non compreso), presso lo studio Synchro di Dosson di Casier, Treviso. 

Premio Arte Video per un servizio di authoring DCP, con conformazione di master video ai parametri cinematografici, ricodifica in massima risoluzione PRORES e uscita DCP relativa, compreso di realizzazione e inserimento dei sottotitoli in inglese o in italiano. 

Premio Fabrica per la direzione artistica, consulenza grafica e immagine coordinata di un documentario, offerto dal centro di ricerca e residenza per talenti under 25 fondata nel 1994 da Luciano Benetton e Oliviero Toscani, con sede a Catena di Villorba, Treviso. 

Aspettando Pordenone Docs Fest

È un ritratto dinamico, di un’Italia attraversata da tensioni, dubbi e speranze, quello che emerge dal programma di anteprime della XVI edizione del Pordenone Docs Fest, tutti i giovedì dal 9 febbraio al 23 marzo alle 20:45 a Cinemazero, sempre alla presenza degli autori e dei protagonisti dei film.

Si parte con “Se fate i bravi”, l’atteso documentario sul G8 di Genova 2001, di Daniele Gaglianone e Stefano Collizzolli, presentato alle Giornate degli Autori della Mostra del Cinema di Venezia. A oltre vent’anni dai fatti di Genova, gli autori del documentario sentono l’esigenza di raccontare una storia con cui, a loro parere, il nostro paese non ha mai fatto i conti fino in fondo. «Non è chiuso il sogno di Genova 2001, perché i grandi temi di quei giorni, come la crescente disuguaglianza, la finanza che accentra le risorse nelle mani dei pochi e precarizza o schiaccia i più, la rapina ai danni dell’ambiente, le grandi migrazioni, sono i temi di oggi, solo più urgenti». Gaglianone e Collizzolli intervengono in sala il 9 febbraio a Cinemazero. 
Il secondo appuntamento, il 16 febbraio alle 20:45, è dedicato al tema del lavoro: uno dei più importanti documentaristi italiani, Gianfranco Pannone, presenterà il suo “Via Argine 310”, dopo la prima alla Festa del cinema di Roma. Il film racconta la crisi dello stabilimento Whirpool di Napoli, dove 426 operai in cassaintegrazione rischiano di essere licenziati e lottano per il loro posto. Al loro fianco si schiera l’attore e regista Alessandro Siani, figlio di operai campani, fermandosi davanti ai cancelli di Via Argine 310, al presidio, scambiando con loro opinioni, battute, storie di vita intorno al fuoco che riscalda le ancora fresche giornate di tarda primavera.  
Il 23 febbraio sarà la volta di “Pluto” di Renzo Carbonera, con protagonista assoluto Andrea Pennacchi, un film tra fiction e realtà, che narra l’angoscia per la possibilità di un’apocalisse nucleare, in un momento in cui gli scenari geopolitici fanno tornare la minaccia dell’atomica drammaticamente d’attualità. Regista e attore saranno presenti a Cinemazero per la proiezione del film. 
Ospite della quarta serata, giovedì 2 marzo, sarà Benedetta Argentieri, con il suo “The Matchmaker”, presentato fuori concorso a Venezia. Il film mostra il volto di Tooba Gondal, una delle più note jihadiste britanniche, famosa per essere riuscita a organizzare una dozzina di matrimoni tra donne occidentali e combattenti dell’ISIS. La regista l’ha ritrovata in un campo di prigionia in Siria, in seguito alla sconfitta dell’ISIS da parte dell’esercito di liberazione curdo, e ne ha ricostruito la storia, facendone un ritratto che apre a dubbi, domande, anche molto scomode. 
Il 9 marzo il programma di Aspettando le voci del documentario accende i riflettori su una controversa storia italiana, quella del TAV Torino – Lione, con “La scelta” di Carlo Bachschmidt, presentato al Torino Film Festival. Per ben dieci anni l’autore ha ricercato le ragioni profonde che muovono i protagonisti a portare avanti un’azione di resistenza, sapendo che la “vittoria” sul campo è lontana, e forse impossibile. In un racconto corale, i protagonisti sono disposti a pagare le conseguenze della loro scelta, a confrontandosi con la repressione, il carcere, persino la morte. Intervengono il regista Bachschmidt e il direttore della fotografia Stefano Barabino.  
Rebellion” è il documentario in programma il 16 marzo. Le due autrici, la londinese Maia Kenworthy e la spagnola Elena Sánchez Bellot, di base a Londra, raccontano la storia del movimento ambientalista Extinction Rebellion: un gruppo di persone unite per chiedere un cambiamento radicale per contrastare l’urgenza della crisi climatica: un appassionante film sul costo umano e personale dell’attivismo. 
Con l’ultimo appuntamento, giovedì 23 marzo, torna al centro il tema del lavoro: Filippo Maria e Lorenzo Enrico Gori introducono la loro opera prima “E tu come stai?”, presentato al Festival dei Popoli. Il documentario segue le vicende dell’azienda Gkn Driveline di Firenze, da quando, la mattina del 9 luglio 2021, i proprietari annunciano senza preavviso la chiusura della produzione e, in un colpo solo, vengono licenziati tutti i 422 operai. Ma loro non ci stanno: riescono a entrare nella fabbrica e danno avvio a un’assemblea permanente. Il film è il racconto di una delle più grandi mobilitazioni operaie degli ultimi anni in Italia. Un monito di fronte alla progressiva perdita dei diritti dei lavoratori nel nostro paese. 
Il festival si aprirà poi la settimana successiva, a Cinemazero dal 29 marzo al 2 aprile. 

Il nostro Manifesto Green

MANIFESTO GREEN 2026

Primo in Italia, dal 2023 il Pordenone Docs Fest si è dotato di un decalogo, il Manifesto Green, quale modello virtuoso per trasformare l’industria culturale e renderla più sostenibile, dal punto di vista ambientale e sociale.

Un impegno visionario che nasce da anni di azioni concrete di Cinemazero e del festival nel segno della sostenibilità.

Un impegno che va oltre le dichiarazioni d’intenti, ispirato alle Linee Guida Green Festival di AFIC (Associazione Festival Italiani di Cinema), arricchito dalle direttive europee di Europa Cinemas e dalle indicazioni fornite dalla Regione Friuli – Venezia Giulia nell’ambito della Strategia Regionale per lo Sviluppo Sostenibile.

1. MOBILITÀ SOSTENIBILE

Invitiamo lo staff, gli ospiti e il pubblico, quando possibile, a scegliere la mobilità sostenibile per l’organizzazione e la fruizione dell’evento.

Il centro di Pordenone è un ottimo esempio di “città dei 15 minuti”. Le distanze, per chi frequenta il cinema, possono essere anche più brevi, da percorrere a piedi o in bicicletta.

Chi si impegna, nei giorni del festival, a raggiungere il cinema a piedi, in bicicletta o con i mezzi pubblici, ha diritto a una riduzione sull’abbonamento al festival (basta scegliere l’opzione “abbonamento green”).

Pubblichiamo sul sito e consegniamo agli ospiti una mappa con i luoghi del festival, i punti per il bike sharing e le colonnine per la ricarica di mezzi elettrici. Per chi non ha altra scelta che arrivare in auto, possibilmente condividendo gli spostamenti (car pooling), indichiamo i parcheggi più comodi.
Forniamo indicazioni su come raggiungere la città di Pordenone in treno o autobus. 

2. CONSUMI ENERGETICI SOSTENIBILI

L’indicazione generale di AFIC è di utilizzare energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, privilegiando i fornitori di energia sostenibile e di attuare tutte le misure possibili per diminuire i consumi energetici.

Cinemazero ha dotato i suoi spazi di pannelli fotovoltaici. Nel corso del 2023, inoltre, ha realizzato interventi per l’efficientamento energetico della struttura di Piazza Maestri del Lavoro e, per ridurre il più possibile il consumo energetico, l’illuminazione tradizionale del cinema è stata sostituita con apparecchi LED di ultima generazione.

Lo staff e, tutto l’anno, i dipendenti di Cinemazero, si impegnano ad adottare comportamenti virtuosi, volti al massimo risparmio di energia, quali:

– spegnere e scollegare le attrezzature elettriche ed elettroniche nelle ore di inattività;

– sospendere l’utilizzo di reti, connessioni e telefoni quando non strettamente necessario;

– ridurre al minimo indispensabile l’illuminazione artificiale dei locali e prevedere lo spegnimento delle luci quando non necessarie;

– impostare il sistema di condizionamento dei locali su temperature adeguate alla stagione: nel periodo invernale non superare i 19°C e nel periodo estivo stabilire una temperatura che non superi i 6° di differenza rispetto alla temperatura esterna, ricordando sempre di spegnere il riscaldamento o il condizionatore quando i locali sono vuoti.

Evita l’utilizzo di radiatori e funghi riscaldanti negli spazi esterni.

3. STAMPA DEI MATERIALI

Per tutti i materiali promozionali, del festival e di Cinemazero, tutto l’anno, viene utilizzata carta naturale di pura cellulosa E.C.F. – FSC proveniente da fibre di riciclo.

Tutti i materiali sono stampati fronte e retro.

Le campagne di promozione sono basate sulla distribuzione di materiale cartaceo in luoghi strategici e in modo mirato, evitando gli sprechi.

Parte dei materiali viene realizzata solo in formato digitale, quando non si ritiene necessaria la stampa.

Il pubblico è invitato tutto l’anno a privilegiare l’acquisto del biglietto online, anche con una precisa indicazione sui programmi cartacei, oltre che sul sito, newsletter, social network…

4. ALLESTIMENTI

Per gli allestimenti vengono privilegiati materiali rinnovabili, riciclati e riciclabili, senza riferimento al numero di edizione, per poterli riutilizzare nel futuro.

5. GESTIONE DEI RIFIUTI

Durante il festival, come tutto l’anno, Cinemazero gestisce i rifiuti seguendo il sistema di raccolta differenziata.

L’impegno è ridurre il più possibile la produzione di scarti, evitando la plastica.

 6. PRODUZIONE DI GADGET

I premi per i vincitori delle varie sezioni del festival sono realizzati in legno certificato da foreste gestite in modo sostenibile.

Il festival recupera diversi materiali per realizzare gadget ecologici. 

Le borse del festival vengono realizzate da un laboratorio di sartoria sociale, con materiale di recupero, riutilizzando tessuti di scarto, senza riportare il numero della specifica edizione.

7. OSPITALITÀ

Gli ospiti vengono incoraggiati a scegliere per i loro viaggi l’opzione più ecologica, in particolare a prediligere il treno all’aereo, quando possibile. Molti apprezzano l’attenzione del festival per la sostenibilità e scelgono, per le tratte più brevi, di viaggiare in treno. 

Per i trasferimenti degli ospiti a cura dello staff, il festival prende a noleggio un’auto elettrica. Sono privilegiati i trasporti condivisi, quando possibile.

Vengono privilegiate strutture ricettive che dimostrano attenzione alla sostenibilità, situate a breve distanza dai luoghi del festival. Alle strutture partner viene inviato il testo del manifesto.

Gli ospiti sono accolti con una lettera di benvenuto contenente indicazioni sia sulla mobilità in città (vedi punto 1) sia sui locali e negozi in cui trovare prodotti locali a basso impatto ambientale. 

8. BEVANDE E ALIMENTI

Un capitolo importante, spesso sottovalutato, è quello dell’impatto ambientale dei cibi e delle bevande che consumiamo.

A Cinemazero non vengono utilizzate bottigliette d’acqua in plastica durante gli incontri e i dibattiti.

I locali convenzionati con il festival sono invitati a: 
– prediligere la somministrazione di acqua microfiltrata alla spina; 
– proporre vini e cibi del territorio, a chilometro zero, biologici, etc;
– proporre sempre un’alternativa vegetariana e vegana;

I buffet offerti dal festival vengono calcolati in modo da evitare gli sprechi alimentari e utilizzando preferibilmente prodotti vegani o vegetariani, di stagione e a basso impatto ambientale. 

9. INCLUSIVITÀ E SOSTENIBILITÀ SOCIALE

Cinemazero e la Mediateca sono privi di barriere architettoniche e accessibili alle persone diversamente abili e con esigenze specifiche. Inoltre, sono dotati di un sistema di gestione della sicurezza dei luoghi e della salute dei lavoratori.

Tutte le iniziative promosse da Cinemazero sono inclusive, promuovono l’uguaglianza di genere e la piena partecipazione, anche in termini di fruizione autonoma, sicurezza, comodità e benessere. 

Il festival (e Cinemazero per tutte le altre iniziative) opera valorizzando i giovani talenti e coinvolgendo nell’organizzazione uno staff trans-generazionale. 

Molte sono le azioni volte a valorizzare il territorio. Lo staff è sempre a disposizione per consigliare specifiche destinazioni da visitare a seconda dell’interesse degli ospiti. Tutto ciò contribuisce a rendere unica l’esperienza del visitatore a un festival che coniuga la cura dei rapporti con le persone e l’attenzione all’ambiente e al territorio. 

10. ECOLOGIA E DIGITALE

Il programma del festival comprende film che trattano tematiche legate all’ambiente e alla sostenibilità, in cui si evidenzia che la dimensione ambientale va di pari passo con quella sociale. Il Green Documentary Award premia il miglior film a tematica ecologica.

Ogni nostra azione, comprese quelle nel mondo virtuale, dall’uso del computer allo smartphone, all’intelligenza artificiale, ha un impatto sull’ambiente. 

Per ridurre l’impronta digitale, ciascuno può fare moltissimo. 

Ecco alcuni consigli:
– inviare file pesanti attraverso la nuvola o piattaforme di scambio come WeTransfer, che ottimizzano l’energia per il trasferimento dei file cancellandoli dopo pochi giorni, evitando allegati grandi o inutili; 
– eliminare le foto inutili dallo smartphone;
– preferire messaggi di testo a foto, video e vocali;
– non mettere in pausa e lasciare video in streaming quando non li guardiamo; 
– salvare solo le e-mail importanti: ciascuno di noi ha moltissimi messaggi che occupano spazio dati sia sul dispositivo che sui server;
– spegnere il video in una videoconferenza (se non serve): consente di ridurre le emissioni di CO2 dei server che fanno funzionare la rete;
– eliminare le app che non si usano, perché anche se inutilizzate, consumano energia e scambiano dati;
– eliminare i file inutili dai cloud: la spazzatura digitale consuma energia e inquina come quella materiale; 
– sostituire i dispositivi solo quando serve, smaltendoli nelle strutture di raccolta per il recupero e il riciclaggio RAEE, anche per consentire il riciclo dei materiali rari che contengono;
– tenere aperti solo i dispositivi e le finestre che si usano: meno multitasking riduce il consumo di energia;  

– interrogarsi e informarsi sulla sostenibilità etica e ambientale dei servizi di AI, preferendo quelli che si impegnano su questi fronti.

Be my voice da ora on demand!

“Be my voice” di Nahid Persson è ora disponibile on demand su CG tv, Apple tv, iTunes, Prime Video Store, Chili, e Google Play.Il filmoffre allo spettatore un’occasione per leggere la complessa situazione dell’Iran, Paese che sta vivendo uno dei più grandi atti di disobbedienza civile mai registrati.

È distribuito in Italia da Tucker Film insieme al Pordenone Docs Fest – Le Voci del documentario, dove ha conquistato il Premio del Pubblico.

Il potentissimo documentario della regista Nahid Persson (Prostitution Behind the Veil), racconta una donna, un popolo, una scelta. Masih Alinejad è l’esempio per milioni di donne iraniane che si ribellano contro l’hijab forzato: guida uno dei più grandi atti di disobbedienza civile nell’Iran di oggi e usa la sua libertà in esilio per dare voce alla protesta nel suo paese d’origine. Una guerriera lontana dalla sua terra (oggi vive sotto protezione negli Stati Uniti) ma non dall’anima del suo Paese, che lotta da anni contro ogni limitazione dei diritti civili, per il rispetto delle donne. In Be My Voice sono raccolte testimonianze e video inediti, che portano ad altissimo ritmo dentro un fronte di battaglia che conosciamo ancora troppo poco.

Tango con Putin ritorna in sala!

Natalia Sindeeva, direttrice dell’unica televisione indipendente russa: “Dozhd TV – Il canale dell’ottimismo”, è stata dichiarata “agente straniero” da Mosca lo scorso 29 ottobre. Il provvedimento interessa anche due suoi collaboratori, due giornalisti che assieme a lei continuano da mesi a fare informazione libera dalla Lettonia, attraverso Youtube. Proprio in questi giorni la storia di “Dozhd TV” e di Natalia arriva nei cinema italiani con il documentario “Tango con Putin”, a Cinemazero di Pordenone, Visionario di Udine e Kinemax di Gorizia dal 3 novembre.

Il film, con il titolo originale di “F@ck this job”, è stato presentato in anteprima nazionale lo scorso aprile, in occasione della XV edizione del Pordenone Docs Fest, e oggi viene distribuito in sala da OpenDBB. Uno dei primi gesti di Putin dopo l’invasione dell’Ucraina è stato la chiusura di Dozhd, il 4 marzo, un’isola di libertà politica e di attenzione ai diritti civili, l’ultima emittente rimasta a dare voce alle minoranze, nota come Rain TV. Dozhd infatti significa pioggia. “Tango con Putin” ne racconta l’ascesa e il declino.

È il 2008 quando Natalia, una donna ricca di 35 anni, in cerca di fama e visibilità, decide, piena di ottimismo, di lanciare una nuova televisione indipendente: Dozhd TV. Accanto a lei c’è una squadra di giornalisti giovani ed entusiasti, tra cui Vera Krichevskaya, regista del documentario. Insieme, si troveranno presto a combattere una guerra tra verità e propaganda e Natalia perderà i suoi soldi. Suo malgrado, la sua “creatura” diventerà l’unica voce libera nella Russia di Putin. Quando la televisione compie dieci anni, è costretta a chiudere. Poi, sappiamo, riaprirà e chiuderà ancora, in una storia che non sembra finire.

“Tango con Putin” è un importante documento, che mostra le contraddizioni e la censura del governo russo. Il racconto in presa diretta è di Vera Krichevskaya, regista e testimone delle scelte controcorrente, ambiziose e coraggiose della sua editrice. Vera, co-fondatrice e co-proprietaria di Dozhd TV, afferma: «Sono stata la seconda persona a entrare in redazione, piena di ottimismo e ingenuità, come Natalia, la protagonista. Lei è riuscita a crederci fino al 2019, mentre io avevo già perso tutto lo slancio. La chiusura dell’emittente e del nostro sogno di una televisione indipendente in Russia sarebbe stata il cuore del film. Ma come sempre nei documentari, non si sa mai come va a finire».

PnDocsFest: è di Mattia Balsamini la foto della XVI edizione

È di Mattia Balsamini la foto simbolo della XVI edizione del Pordenone Docs Fest. Le voci del documentario, il festival di Cinemazero che ogni anno porta in città il meglio del cinema del reale da tutto il mondo. Nel 2023 la kermesse si terrà dal 29 marzo al 2 aprile e vedrà una novità: per la prima volta il manifesto presenta un’immagine a firma di un artista, locale ma di chiarissima fama, fotografo giovane ma già affermato nel mondo, nella cui figura e opera la dimensione internazionale si intreccia con quella locale. Nato a Pordenone nel 1987, Balsamini si trasferisce giovanissimo negli Stati Uniti per studiare fotografia e inizia a lavorare in California, prima in ambito commerciale, poi presso lo studio di David LaChapelle, una star del settore. «A quel punto ho deciso che volevo farlo io, quel mestiere. Sono tornato in Italia e mi sono messo in gioco», Balsamini racconta così la sua scelta controcorrente, «all’inizio ho abitato a Milano, ma non vedevo l’ora di venire in Friuli. Ho un legame molto forte con questi luoghi». Ed ecco che sono arrivati i lavori per i più grandi marchi internazionali e – fra gli altri – Financial Times, Fondazione Prada, GQ, GEO, Internazionale, Liberation, il Max Planck Institut di Monaco, il MIT di Boston, la NASA, TIME, The New York Times, The Observer, il Politecnico di Milano, The Guardian, Vogue, WIRED… Inevitabile la sinergia con il Pordenone Docs Fest, che ha sempre avuto uno sguardo globale, restando ben radicato sul territorio e pronto a valorizzare gli artisti contemporanei, come da tradizione di Cinemazero. E i punti di contatto non si fermano qui: l’impegno per l’ambiente è un altro aspetto che lega il festival, che da anni porta avanti azioni mirate alla sostenibilità, e il lavoro di Balsamini. La foto simbolo di Pordenone Docs Fest 2023 è legata a un articolato progetto di ricerca artistica che verrà presentato all’inizio del prossimo anno dedicato all’inquinamento luminoso e all’incredibile “scomparsa del buio”, luce e oscurità che sono anche elementi caratterizzanti del cinema. Nel suo lavoro, Balsamini mette al centro storie che intrecciano scienza, tecnologia, temi sociali e problematiche ambientali, rappresentandoli in modo onirico. «Mi dedico agli aspetti più oscuri, meno conosciuti, cercando di portarli alla luce in una chiave tale da incuriosire, per attirare l’attenzione di chi non li aveva mai considerati. In particolare, nella mia ricerca fotografica rivaluto il rapporto tra luce e ombra. Di qui il tema del buio, inteso non come entità da cui proteggersi ma come spazio per esprimermi, per dare respiro a ciò che non si considera, per far emergere qualità che vengono appiattite dalla troppa luce che ci circonda giorno e notte».

È questo anche il senso del festival del documentario di Pordenone: raccontare la realtà in modo essenziale, andare oltre il sensazionalismo mediatico e l’infinità di immagini viste, prodotte e rilanciate in continuo. Spegnere le luci, rallentare e darsi il tempo per riflettere, con i tanti film che si vedranno a Cinemazero e grazie alle foto di Mattia Balsamini.

UAU! … di viaggi, a volte sognati, a volte non visti…

I giochi d’acqua, le fronde dei salici in movimento, il fascio di luce che illumina uno schermo davvero speciale, un piccolo tesoro “nascosto” in pieno centro a Pordenone… Non potrai non dire UAU!

Un salotto a cielo aperto e a ingresso gratuito, fortemente voluto da Cinemazero per valorizzare un luogo ameno e poco frequentato della nostra città. Una speciale programmazione pensata per il pubblico giovane – ma non solo – con documentari originali, fuori dai canoni della grande distribuzione, di elevata qualità e interesse, acclamati da critica e grandi maestri, con un occhio speciale per il viaggio, per i paesi del mondo, per quello che – soprattutto in questi ultimi due anni – avremmo voluto conoscere, ma non abbiamo potuto vedere.

UAU! Uno spazio per il cinema che sa sorprendere e incantare, un’arena per un pubblico che ama essere stupito.

Martedì 12 luglio – ore 21.30
​UAU! – Un’Arena Urbana – Giardini “Francesca Trombino”

VIAGGIO IN RUSSIA

NAVALNY
di Daniel Roher Or.: USA, 2022 Durata: 98’

Nell’agosto 2020, Alexei Navalny è costretto a un atterraggio di emergenza per poi cadere in coma: risulterà essere stato avvelenato con gas nervino. Al suo ritorno in Russia viene arrestato con l’accusa di appropriazione indebita e condannato a nove anni di carcere. Il docufilm ricostruisce le indagini e la coraggiosa lotta di un uomo contro la corruzione: un documentario fondamentale per capire la Russia di Putin.


Martedì 19 luglio – ore 21.30
​​UAU! – Un’Arena Urbana Giardini – “Francesca Trombino”
in collaborazione con Pordenone Docs Fest e Caritas Pordenone

VIAGGIO IN ITALIA

ONE DAY ONE DAY
di Olmo Parenti Or.: Italia, 2022 Durata: 78’
Premio “Cipputi” 2022 Interviene Olmo Parenti, regista del film

In Italia oltre 500.000 immigrati vivono senza documenti. In assenza di un’alternativa, molti di loro cercano rifugio e lavoro nelle campagne, dove vengono impiegati per raccogliere il cibo che tutti mangiamo. One Day One Day racconta un anno della vita di queste persone dall’interno della baraccopoli pugliese di Borgo Mezzanone.

Martedì 2 agosto – ore 21.00
UAU! – Un’Arena Urbana – Giardini “Francesca Trombino”
Proiezione alla presenza del regista Stefano Deffenu

VIAGGIO IN INDIA

ANANDA
di Stefano Deffenu Or.: Italia, 2020 Durata: 60’

Un vagabondaggio nell’antica India, dove il tempo porterà lo sguardo di un ingenuo viaggiatore a confondersi tra l’illusione di false verità e la consapevolezza di una bugia che pare più vera del vero. La ricerca di una tribù di bambini fantasma, gli Ananda, che appare e scompare lungo una strada densa di magia e di primitiva superstizione condurrà alla ricerca di un sogno perduto.

Martedì 9 agosto – ore 21.00
UAU! – Un’Arena Urbana – Giardini “Francesca Trombino”

Omaggio a Cuba
In collaborazione con Cartel Cubano – Venezia e Associazione di Amicizia Italia-Cuba

VIAGGIO A CUBA

MEMORIAS DEL SUBDESARROLLO
di Tomás Gutiérrez Alea. Or.: Cuba, 1968. Durata: 97’

L’America latina raccontata dall’America latina. La Rivoluzione vista da Cuba. Un cult della storia del cinema torna sul grande schermo. Fidel ha trionfato, tutto è cambiato. I ricordi infantili del protagonista si intrecciano con riprese documentarie, televisive, immagini della Baia dei Porci. Il 22 ottobre 1962, John F. Kennedy annuncia l’isolamento di Cuba. Il mondo è sull’orlo della guerra atomica.  Un film da vedere almeno una volta nella vita.

Intervengono:

Mirta Grand Averhoff – Ambasciatrice di Cuba in Italia
Luigi Mezzacappa – giornalista autore di Cinema cubano tra realismo e realtà

Martedì 16 agosto – ore 21.00
​​UAU! – Un’Arena Urbana – Giardini “Francesca Trombino”
Cineconcerto
in collaborazione con Museo della Jugoslavia e  Vicino/Lontano Mont

VIAGGIO NEI BALCANI

ZOGRAF / FIOR DELLE BOLGE  in

​​il Quaderno di Radoslav e altre storie 

Aleksandar Zograf è uno dei maggiori esponenti a livello internazionale del graphic journalism; il suo nuovo libro “il Quaderno di Radoslav e altre storie della II guerra mondiale”, diventa incontro e racconto attraverso musica, disegno, parole, fumetto: poeti, narratori, avventurieri, viaggiatori si mescolano in una serata tra passato e futuro, tra Italia e Balcani, tra il mondo che è stato e quello che sarà. 

Lo spettacolo è accompagnato dal vivo dai Fior delle bolge, trio dalle melodie minimali fumose e sotterranee e, con loro, dalla narrazione di Alessandro Gori, viaggiatore instancabile…soprattutto nei Balcani.

Alan Liberale – percussioni, batteria
Luca Zuliani – violoncello
Federico Galvani – fisarmonica, sintetizzatore e voce
Alessandro Gori – viaggi, idee, voce
Alexsandar Zograf – disegni dal vivo

Martedì 23 agosto – ore 21.00
​​UAU! – Un’Arena Urbana – Giardini “Francesca Trombino”
Proiezione in collaborazione con FIAB Pordenone Aruotalibera

VIAGGIO IN AFGHANISTAN

AFGHAN CYCLES
di Sarah Menzies Or.: USA, 2018→2021, 90’

In Afghanistan a donne e ragazze è negata la più elementare libertà di movimento: per loro, le due ruote sono un simbolo di libertà, della possibilità di muoversi e viaggiare senza dover chiedere il permesso. Le atlete della prima squadra di ciclismo femminile afghana hanno compiuto – per un breve intervallo di tempo, purtroppo – una vera e propria rivoluzione, in sella alla bicicletta. Questa è la loro storia.

Interviene Francesca Monzone, giornalista sportiva

Martedì 30 agosto – ore 21.00
​​UAU! – Un’Arena Urbana – Giardini “Francesca Trombino”

VIAGGIO NEI VULCANI DEL MONDO

FIRE OF LOVE
di Sara Dosa Or.: Canada, USA 2022, Durata: 93’

Gli intrepidi e spericolati vulcanologi francesi Katia e Maurice Krafft hanno viaggiato per il mondo alla ricerca di eruzioni vulcaniche e nuvole di cenere. Fortunatamente, hanno filmato tutti i loro viaggi, e il loro incredibile archivio personale di pellicole in 16mm è una testimonianza avvincente di una vita dedicata all’esplorazione, alla ricerca di eruzioni vulcaniche e nuvole di cenere… Fino alla fine.

La cinepresa non è una bomba molotov

È stato ritrovato un documentario importantissimo, praticamente inedito, con Damiano Damiani (ricorre il centenario della nascita del regista originario di Pasiano di Pordenone) e con protagonisti anche Bernardo Bertolucci e Cesare Zavattini. “La cinepresa non è una bomba Molotov”, del fotografo, regista e giornalista tedesco Gideon Bachmann, considerato perduto dopo un solo passaggio televisivo a fine anni ’70 in Germania, torna al pubblico, proprio nell’anno dell’anniversario di Damiani, che fa da narratore e demiurgo del film.

Il documentario pone domande attualissime: il cinema può essere politicamente utile? Può causare sconvolgimento sociale? Il film è davvero una tale forza di cambiamento come si è sempre creduto, o può solo introdurre nuove abitudini, nuove mode, nuove ossessioni? A dare il titolo, “La cinepresa non è una bomba Molotov”, è una frase pronunciata nel film da Bernardo Bertolucci.

Il documentario verrà presentato a Bologna, presso l’Auditorium DAMSLab, lunedì 27 giugno alle 14:45, nell’ambito della XXXVI edizione del festival “Il cinema ritrovato”. L’introduzione è affidata a Riccardo Costantini, responsabile archivi di Cinemazero e coordinatore del festival Pordenone Docs Fest: il documentario infatti è stato restaurato dall’associazione culturale pordenonese presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata, a partire da una copia 16mm conservata dalla Cineteca del Friuli.

Protagonista, in un insolito mockumentary, è Damiano Damiani, regista, scenografo e sceneggiatore originario di Pasiano di Pordenone, scomparso a Roma nel 2013, che ha diretto, tra l’altro “Il giorno della civetta” (1968) e alcuni episodi del celebre sceneggiato televisivo sulla mafia “La piovra” (1984-95). Bachmann, per garantirsi la fiducia della produzione tedesca committente, aveva promesso di realizzare un film sulla vita del regista italiano ma durante le riprese scoprì che «Damiani era molto più interessato a lavorare con noi a un film sul cinema di strada che a essere oggetto di un normale lavoro biografico». Così è nato un grande documentario politico, fatto, prosegue l’autore «con la speranza che la politica potesse motivare i giovani e che i film potessero essere veicolo di tale motivazione. Io ero allora, come molti post-sessantotto, convinto che l’educazione e la coscienza fossero le strade future del miglioramento sociale. Io credevo ancora che il cinema fosse uno strumento di rivoluzione».

Oggi, a 44 anni di distanza, immersi in una crisi forse ancor più profonda di allora, rivedere quel documentario e ascoltare le riflessioni di grandi cineasti dell’epoca, può fornire nuovi spunti per interpretare il ruolo del cinema nella società. Per Bachmann, «ciò che i film politici possono fare per noi è darci la sensazione di non essere soli là fuori nella tempesta. Che qualcuno condivida le nostre opinioni. Il cinema può fornire solidarietà».

A seguire, dopo “La camera non è una bomba molotov”, verrà presentato “Il Carso”, cortometraggio di Franco Giraldi ritrovato e restaurato da Cinemazero, Pordenone Docs Fest e Fondazione Cineteca di Bologna, dalla copia d’epoca 35mm di Videa. Il film, prodotto nel 1960 dalla Documento Film e girato durante le vacanze di Natale del 1959 sul Carso triestino era stato dato per perduto, fino al ritrovamento da parte di Lorenzo Codelli di una copia conservata in ottimo stato negli archivi della Cineteca di Bologna. Il regista, attore, scrittore e sceneggiatore sloveno Franco Giraldi, all’epoca ex giornalista cinematografico emigrato a Roma e attivo come assistente alla regia, firmava un personalissimo, dolceamaro affresco ‘western’ sulla propria terra d’origine. Giuseppe Pinori – in seguito direttore della fotografia per Nanni Moretti, Marco Tullio Giordana, i fratelli Taviani – immortalava tramite immagini indelebili il duro lavoro quotidiano dei pescatori e dei contadini di Santa Croce / Sveti Križ. Un villaggio in rapido spopolamento, schiacciato tra il confine con la Jugoslavia di Tito e le pendici a strapiombo sul Golfo di Trieste. È del critico triestino Callisto Cosulich, anche lui emigrato nella capitale, il lirico commento fuori campo.

«In questo documentario, ma anche magnificamente nei suoi film di fiction, il Carso è un vero protagonista: non posso non ricordare lo splendido “Un anno di scuola”, film che ho amato molto e che ho visto nascere, – è il commento di Claudio Magris – Il Carso, per me e per Giraldi, diventa personaggio indissolubile dalla storia di quell’epoca: un territorio aspro, slataperiano, in contrasto con la “vecchia Europa” della città, dove i ragazzi si danno “del lei”. Vedendo questo documentario, non posso non ricordare il magnifico Carso che appare in un film che ritengo un autentico capolavoro di Giraldi, “La frontiera”. Un film bellissimo, forse il suo più bello».

Marco Bertozzi vince il Premio dell’Accademia nazionale dei Lincei 

È motivo di orgoglio anche per Cinemazero il Premio del Ministro della Cultura per la Critica dell’arte e della poesia dell’Accademia nazionale del Linceiconsegnato al docente e regista riminese Marco Bertozzi venerdì 17 giugno, alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Professore ordinario di Storia del cinema, fotografia, televisione presso lo IUAV di Venezia e componente della Scuola di Dottorato in Architettura, Bertozzi fa parte del Comitato scientifico dell’associazione pordenonese.  

Nei suoi lavori, ha spesso dedicato attenzione ai ricchi archivi di Cinemazero, ultimamente concentrandosi sull’approfondimento svolto da Pordenone Docs Fest su Nico Naldini e il suo “Fascista” e sulle risorse dedicate a Fellini. Nella motivazione del premio, infatti, l’Accademia segnala il recente “L’Italia di Fellini. Immagini, paesaggi, forme” (Venezia 2021), volume di ricerca che comprende appunto molti materiali fotografici e documentali di Cinemazero. Bertozzi ha inoltre pubblicato, con Pordenone Docs Fest, il fondamentale “Documentario come arte. Riuso, performance, autobiografia nell’esperienza del cinema contemporaneo”, 2018, edito per Marsilio e Cinemazero. 

Nella motivazione del premio, si legge: «svolge attività di ricerca e di studio secondo un ampio e qualificato programma, che già dalla formazione mostra di spaziare dalle discipline storico artistiche all’ambito delle immagini in movimento; su questa base ha anche svolto un’attività operativa nel campo della video-documentazione e della video-saggistica, e ha prodotto testimonianze originali nel panorama degli studi del settore». Viene inoltre sottolineata «l’attenzione rivolta alle immagini d’archivio e al loro uso nella produzione audiovisiva odierna». 

Autore di una fitta serie di pubblicazioni, alcune monografie, saggi e articoli, Bertozzi è stato anche organizzatore di convegni e curatore di numerose mostre: tra gli ultimi lavori il “Museo Fellini” a Rimini, anch’esso realizzato contando su materiali rari di Cinemazero; ha compiuto esperienze didattiche e di ricerca in diversi Paesi stranieri e ha ottenuto riconoscimenti «che ne testimoniano il ruolo significativo nell’area della storia della cultura e dei media». 

Conclude l’Accademia: «Capace di cogliere le connessioni fra discipline diverse e di indagarne i peculiari apporti, ha confermato lo spessore della sua ricerca affrontando l’analisi di aspetti meno esplorati di un autore come Fellini, e dei percorsi di artisti d’impronta sperimentale come Paolo Gioli e Gianikian-Ricci».  

Revolution of our times dal 30 giugno nelle sale italiane

Dopo l’esordio europeo, quasi clandestino, al Festival di Cannes e l’anteprima nazionale al Pordenone Docs Fest, premiata con la vittoria del Premio del Pubblico, esce nelle sale italiane il documentario Revolution of Our Times.

Il film, che uscirà nei cinema il 30 giugno, è una potentissima immersione all’interno delle proteste di Hong Kong tra la repressione cinese e il crescente senso di comunità della popolazione.

15 marzo 2019: inizia la battaglia che oppone Hong Kong e la Cina continentale. È trascorso meno di un mese dalla proposta di legge governativa sull’estradizione, una legge che di fatto spezzerebbe la linea di autonomia tra i due sistemi giuridici, e il cuore della città prende fuoco. Revolution of Our Times è il racconto di quel fuoco. Della gigantesca rivolta popolare che culminerà nel lungo assedio al Politecnico e finirà per coinvolgere due milioni di persone. Soprattutto giovani e giovanissimi. Un documentario tanto asciutto quanto doloroso, costruito da Kiwi Chow che coordina e si fa portavoce del collettivo di registi The Hongkongers, alternando le testimonianze dirette dei protagonisti e le incredibili immagini riprese in presa diretta durante i cortei e le manifestazioni.  

La data di uscita segue la ricorrenza del 1°luglio, ossia a 25 anni dalla restituzione della colonia britannica alla Cina avvenuta il primo luglio 1997 (la città è tuttora amministrata separatamente in base all’accordo “un Paese, due sistemi”).

LE PRIME SALE

FIRENZE, Arena Manifattura, 03/07

MILANO, Anteo – dal 30/06

NAPOLI, Modernissimo – dal 30/06

PERUGIA, Postmodernissimo – dal 30/06

PIACENZA, Arena Daturi – 01/07

ROMA, Greenwich – dal 30/06

TORINO, Massimo – dal 30/06

TRIESTE, Ariston – 30-01/07

UDINE, Arena Loris Fortuna – 30/06

UDINE, Visionario – dal 30/06

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