Chi Siamo – Pordenone Docs Fest

Chi Siamo

Esercitare, in un’epoca troppo sbrigativa, la “memoria dell’oggi” tramite la proposta dei migliori documentari internazionali è lo scopo del nostro festival Pordenone Docs Fest. Uno sguardo – tramite l’occhio del “cinema del reale” – sulla più stretta attualità: dai cambiamenti del costume all’evoluzione geo-politica internazionale, dalle trasformazioni sociali, ai nuovi linguaggi mediatici fino alla situazione dell’ambiente che ci circonda, senza dimenticare di ricordare e celebrare i grandi maestri di un genere antico e nobile come l’inchiesta cinematografica e televisiva. 

Una manifestazione dall’originale impianto multimediale, d’interesse internazionale, ideata per favorire un confronto del pubblico e degli operatori con il cinema del reale, con il documentario d’impegno civile e lo “strumento” dell’inchiesta. È l’unica a livello nazionale con questi scopi.

Il palinsesto si articola in cinque giorni proiezioni, incontri, letture, dibattiti, organizzati e suddivisi per temi e forme d’inchiesta, distribuiti nelle quattro sale di Cinemazero, presso la sua Mediateca in centro città e in molti altri luoghi limitrofi, che valorizzano il centro storico. Fiore all’occhiello del festival sono gli ospiti davvero d’eccezione. “Le voci dell’inchiesta” riunisce sempre a Pordenone alcuni maestri e i protagonisti odierni del cinema del reale, dell’inchiesta filmata (cinematografica e televisiva), dell’inchiesta giornalistica (in tutte le sue manifestazioni: fotografia, internet, nuovi media, realtà virtuale…) 

Per cinque giorni Pordenone diviene la capitale italiana del documentario a ogni aprile nuovamente l’osservatorio privilegiato di quelle “realtà mai viste”, selezionate nei più importanti festival internazionali al mondo, come IDFA, Sheffield Doc/Fest, DoKLeipzig, HotDocs, Vision du réel, Sundance, Locarno, Göteborg, Toronto FF, Tribeca FF, Doc NYC, Berlinale… Diverse centinaia di film vengono visionati quest’anno per selezionare la line-up finale tutti premiatissimi nei festival di genere. 

Circa 60 eventi, una quarantina di opere contemporanee in programma, diverse in anteprima nazionale, alcune assoluta, da tutto il mondo

Il documentario contemporaneo ci sembra sempre più essere il genere cinematografico maggiormente vivo, interessante e denso di contenuti: mai come ora – anche per la disponibilità di strumenti di ripresa leggeri, a costo contenuto e di qualità eccellente – il reale irrompe con forza inusitata sugli schermi.

I film contemporanei vengono fatti “dialogare” con film d’epoca, di grandissimi autori di documentari e cinema del reale, per testimoniare continuità o discontinuità, generare dibattito e confronto, discutere di modelli e forme stilistiche. Un festival tutto sulla produzione contemporanea, ma con occhi anche retrospettivi. 

Fra i 70 e i 100 ospiti da tutto il mondo previsti in calendario, tra registi, produttori, esperti, giornalisti, per i relativi approfondimenti dei singoli film; previste matinée per le scuole (migliaia di studenti), workshops con esperti e professionisti, una sezione interamente dedicata alla realtà virtuale: una piazza cittadina e la Mediateca Pordenone di Cinemazero allestite con appositi visori e smartphone, che permetteranno agli spettatori di vivere questa nuova esperienza fruendo di alcuni dei lavori più interessanti a livello internazionale. 

Il festival organizza anche retrospettive su grandi maestri del cinema del reale, presentazioni di libri, pubblica ricerche e studi, realizza reportage inediti, workshop, seminari, mostre fotografiche, installazioni urbane, racconti di buone pratiche sociali e ambientali… 

La parte “retrospettiva” del festival vuole esercitare la memoria dell’oggi, ricordare da dove siamo venuti, almeno ripensare, rivedere i modelli che hanno formato il nostro sguardo, il nostro modo di vedere, cosa che è forse oggi diventato un imperativo. Riscoprire, rivedere e valorizzare i grandissimi, per fare degli esempi Sergio Zavoli, Gianni Minà, Liliana Cavani, Ugo Gregoretti- già omaggiati e ricordati, presenti a Pordenone -, significa anche educare a un’ecologia naturale dell’immagine, dell’informazione, del racconto. Testimoniare la qualità della grande produzione documentaristica italiana. 

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