PCS_Admin – Pordenone Docs Fest

Cannes Docs

Quest’anno, Pordenone Docs Fest – Le Voci del documentario varcherà le soglie della Croisette per partecipare attivamente a Cannes Docs, la prestigiosa piattaforma del Marché du Film dedicata esclusivamente al documentario creativo.

La presenza del festival pordenonese a Cannes non è solo una vetrina, ma un riconoscimento del lavoro svolto sul territorio. In un ecosistema cinematografico in continua evoluzione, il festival di Cinemazero si conferma un punto di riferimento per il cinema del reale, portando la propria identità in uno dei contesti più influenti al mondo.

Durante le giornate di Cannes Docs, il team del festival sarà impegnato in una serie di attività strategiche:

  • Scambio di “Best Practices”: Incontri con i direttori e direttrici di altri festival internazionali per condividere modelli di gestione, strategie di programmazione e approcci innovativi alla distribuzione del cinema del reale.
  • Networking Professionale: Dialoghi con produttori, produttrici e regist3 per intercettare le produzioni più coraggiose e visionarie da portare nelle prossime edizioni a Pordenone.
  • Focus sull’Innovazione: Partecipazione ai panel tecnici per discutere le nuove sfide del documentario, dalle nuove tecnologie ai nuovi modelli di finanziamento.

La partecipazione a Cannes Docs permette al festival di consolidare la propria posizione come hub per il documentario, anche in vista di Pordenone Capitale della Cultura 2027.

Itineranze DOC 2026

Sono stati selezionati i 6 progetti che prenderanno parte a ITINERANZE DOC 2026, il programma di formazione e training gratuito che vuole supportare a livello creativo e produttivo giovani autori e autrici di cinema del reale nello sviluppo del loro primo (o secondo) lungometraggio.

L’esperienza nasce nel 2022, da un’idea di Luciano Barisone, critico e programmatore, che mette in rete in rete i 6 festival, fra i più attenti al documentario in Italia, per accompagnare giovani talenti lungo le fasi di avvicinamento alla realizzazione della loro opera. Un cammino che si sviluppa in 6 tappe, da vivere nel cuore di ogni festival, a stretto contatto con professionisti e addetti ai lavori e la guida di docenti d’eccezione. Il progetto è promosso da Bellaria Film Festival, PerSo – Perugia Social Film Festival, FrontDoc – festival Internazionale del cinema di Frontiera,  Festival dei Popoli, e Pordenone Docs Fest – Le voci del documentario e si svolge con il sostegno del MiC e di SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea” e della Fondazione di Sardegna.

 
La quinta edizione di ITINERANZE DOC prende il via il 6 maggio, nell’ambito del Bellaria Film Festival di Bellaria Igea Marina (Rimini), dove i partecipanti si incontreranno per la prima volta e presenteranno ufficialmente i loro progetti. Quindi il programma proseguirà fino a novembre attraverso altre cinque tappe..


A guidare il laboratorio itinerante saranno anche quest’anno i tutor Chiara Andrich (direttrice artistica del Sole Luna Doc Film Festival), Alberto Diana (regista e programmatore del Festival dei Popoli) e Gianluca Rossi (sceneggiatore e direttore artistico di FrontDoc). 

ITINERANZE DOC 2026 t Raccontare ciò che resta

Questa selezione riunisce sei opere che esplorano, attraverso forme ibride tra documentario e visione, i territori dell’identità e della memoria. Dai paesaggi isolati di Alicudi alle trasformazioni urbane del Villaggio Olimpico di Roma, fino a spazi intimi e simbolici come archivi, diari e ambienti digitali, i film costruiscono un dialogo costante tra esperienza personale e dimensione collettiva.

Al centro emergono figure in ricerca — figli, donne, comunità — sospese tra passato e presente, tra ciò che è stato e ciò che viene ricordato o reinventato. I percorsi narrativi interrogano il confine tra realtà e rappresentazione, tra memoria e costruzione, aprendo riflessioni su cosa resti di noi nelle immagini, nei racconti e nei corpi.

I film sono stati selezionati per l’originalità degli sguardi e per la capacità di utilizzare il linguaggio cinematografico in modo personale e contemporaneo, trasformando ogni storia in uno spazio di confronto vivo tra identità, perdita e possibilità di trasformazione.

OSSI DI CANE di Lorenzo Spinelli

Cosa resta quando tutto il resto marcisce? Attraverso frammenti di archivio e diari intimi, un narratore incognito indaga la vita estrema di Philippe Berson: il modello che fuggì dal glamour di Parigi per trovare nelle catacombe di Palermo un macabro trionfo della vita, trasformando scarti di ossa animali in opere d’arte.

IL VILLAGGIO di Camilla Iannetti

Nel Villaggio Olimpico di Roma, nato per le Olimpiadi del 1960 e diventato quartiere popolare, nuovi cantieri di riqualificazione scuotono una comunità frammentata di abitanti storici e vite di passaggio.

L’IMFURA’ di Jean Hilaire Juru

“l’Imfurà” è il percorso di un figlio italiano alla scoperta di un padre ruandese, una

ricerca profonda tra memoria e riconciliazione con un passato doloroso.

FILMISI di veronica Orrù

Storia di una gatta immortale e di un padre che ha scelto di lasciare poche tracce. Tra diario e archeologia, una ricerca sulla morte ai tempi di internet: dov’è il confine tra preservare una memoria e falsificarla? Cosa rimane di una persona quando le parole con cui l’abbiamo descritta si rivelano imprecise?

ALI di Vittoria Paglino

Sulla remota isola di Alicudi, una giovane donna divisa tra visioni e realtà tenta di conquistare la propria libertà.

NON CI CREDERAI CHE NEL SONNO di Valentina Manzoni

Se i ricordi che abbiamo perso vivessero in un deposito collettivo di ricordi altrui? Esplorando il desiderio tra corpo, immagini e spazi digitali, l’autrice interroga l’intelligenza artificiale nel tentativo di ricostruire una memoria che il suo corpo conserva, ma la sua mente non vede.

Un laboratorio in sei tappe, da maggio a novembre 2026

ITINERANZE DOC non è solo una formazione, ma un percorso condiviso in cui i progetti si evolvono e crescono. Dopo l’avvio a Bellaria Film Festival, dove si lavorerà dal 7 al 10 maggio sull’identità dell’idea cinematografica, il viaggio proseguirà ad Iglesias per un workshop residenziale di scrittura dal 21 al 24 maggio in collaborazione con APA Vd’A, CIC Arci Iglesias e il sostegno della Fondazione di Sardegna e del Csc della Società Umanitaria di Carbonia Iglesias. A luglio, a Palermo, al Sole Luna Doc Film Festival, si approfondiranno le scelte registiche e stilistiche, mentre a settembre si affronterà il tema del teaser durante un workshop residenziale a Pordenone in collaborazione con Pordenone Docs. 

Novembre sarà il mese conclusivo: prima al Frontdoc, ad Aosta e poi al Festival dei Popoli di Firenze dove i progetti saranno presentati in un pitch finale davanti a professionisti del settore.

Dalla sua nascita, ITINERANZE DOC ha sostenuto 24 progetti, contribuendo a far nascere nuove opere, alleanze creative e comunità artistiche. Tra i docenti e mentor delle scorse edizioni figurano nomi di rilievo come Marco Alessi, Paolo Benzi, Carlo Chatrian, Pierre-Alexis Chevit, Giulia Campagna, Giovanni Cioni, Beppe Leonetti, Laura Marzi, Sirkka Möller, Francesco Giai Via, Zeynep Guzel, Aline Hervé, Brigid O’Shea.


Con l’edizione 2026, la rete di ITINERANZE DOC si amplia ancora, continuando a sostenere nuove voci pronte a raccontare il reale con passione, urgenza e sguardo autoriale.

ITINERANZE DOC 2026 – IL PROGRAMMA DEI WORKSHOP 

Bellaria Igea Marina (RN) | 7-10 maggio 2026

BELLARIA FILM FESTIVAL

L’idea cinematografica: come metterla a fuoco e verificarne le possibilità

Iglesias (CI)| 21-24 maggio 2026

WORKSHOP RESIDENZIALE

in collaborazione con APA Vd’A, CIC Arci Iglesias e il sostegno della Fondazione di Sardegna e del Csc della Società Umanitaria di Carbonia Iglesias

La scrittura: dall’idea al soggetto 

Palermo | 8-11 Luglio 2026 

SOLE LUNA DOC FILM FESTIVAL 

Lo stile e le scelte di regia

Pordenone |  TBC settembre 2026

WORKSHOP RESIDENZIALE

in collaborazione con PORDENONE DOCS FEST

Il montaggio del teaser

Aosta |  19 -25 Ottobre 2026

FRONTDOC – Festival Internazionale del Cinema di Frontiera

La preparazione ai pitch

Firenze (FI) | 5-7 Novembre 2026

FESTIVAL DEI POPOLI 

Il pitch finale (alla presenza di produttori e distributori internazionali).

NIUDOCS 2026 – prima fase

Si è conclusa, durante la XIX edizione di Pordenone Docs Fest, la prima fase di NIUDOC 2026 – Where Stories Begin, il programma dedicato allo sviluppo di giovani talenti emergenti nel cinema documentario.

A fronte di oltre 75 candidature pervenute, sono stati selezionati sei progetti documentari che prenderanno parte al percorso di sviluppo:

  • Il Kaiju Friulano di Giulio Golfieri e Matteo Quaiattini
  • Lumin di Giovanni Bez
  • I Remember… di Arta Kroni
  • L’Oro e il Miele di Matteo Trevisan
  • Weird Bridges di Faye Shu
  • Where Is My Bed? di Ana Vučićević

La selezione è stata curata da Massimo Iannetti (Pordenone Docs Fest) e Linda Venturini (Lago Film Fest), in collaborazione con la regista e visual artist Nika Saravanja.

Nel corso di questa prima fase, i filmmaker hanno presentato i propri progetti attraverso sessioni di pitch e incontri one-to-one con realtà produttive del Triveneto e dei Balcani, dando vita a un confronto ricco di stimoli creativi e prospettive produttive.

La giornata si è conclusa con la cerimonia di premiazione, durante la quale sono stati assegnati i seguenti riconoscimenti:

  • Il Kaiju Friulano di Giulio Golfieri e Matteo Quaiattini – Impronta Films Consultancy Award, in collaborazione con Impronta Films
  • I Remember… di Arta Kroni – #DocsConnect Taskovski Training Award, in collaborazione con Taskovski Films
  • Where Is My Bed? di Ana Vučićević – NIUDOC 2026 Best Project Award

Il programma proseguirà ora con un percorso di tutoring che accompagnerà autori e autrici nello sviluppo dei progetti, nella scrittura e nella realizzazione di pitch deck e teaser, tra aprile e luglio. I materiali prodotti saranno presentati a luglio 2026 nell’ambito del Lago Film Fest.

NIUDOC è un’iniziativa promossa da CNA Cinema Audiovisivo FVG, CNA Cinema Audiovisivo Veneto, Pordenone Docs Fest – Le voci del documentario e Lago Film Fest, in collaborazione con il Fondo per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia.

¡No pasarán!

La Guerra Civile Spagnola fu il primo conflitto a essere raccontato in modo massiccio attraverso il cinema, generando una straordinaria varietà di sguardi, ideologie e forme. Documentari, cinegiornali e film di finzione – realizzati da autori spagnoli e registi stranieri – divennero strumenti di propaganda e testimonianza, riflettendo le molte anime in lotta: comunisti filo-sovietici, anarchici, falangisti, nazisti inviati da Hitler, cattolici reazionari.

La retrospettiva ¡No pasarán!, a cura di Federico Rossin, propone una polifonia di immagini e racconti che restituiscono l’essenza di questo cruciale passaggio storico, la sua intensità e la sua persistente attualità. In un’epoca segnata dal ritorno di forti nazionalismi, ripensare quella vicenda significa interrogare il presente.

Il programma si articola in più serate, offrendo un percorso attraverso alcune delle opere più significative dedicate al conflitto: da Terra di Spagna di Joris Ivens, testimonianza fondamentale della lotta repubblicana, al lirico Guernica di Alain Resnais; dall’intensità politica di Cuore di Spagna di Paul Strand e Leo Hurwitz, fino all’opera unica di André Malraux, Sierra de Teruel. La retrospettiva prosegue con il monumentale Morire a Madrid di Frédéric Rossif e si conclude con i film di Henri Cartier-Bresson, intensi appelli alla solidarietà internazionale.

PROGRAMMA:

Giovedì 2 aprile, ore 20.45
Terra di Spagna – Joris Ivens
Realizzato a sostegno della Repubblica, è il più importante film sulla guerra civile spagnola. Girato sul fronte repubblicano con la collaborazione, tra gli altri, di Ernest Hemingway, intreccia immagini di guerra e vita contadina, mostrando il legame profondo tra il fronte e la sopravvivenza civile.
A seguire: Guernica – Alain Resnais, Robert Hessens
Un potente film sull’arte e sulla storia: attraverso le opere di Pablo Picasso, una denuncia del bombardamento della città basca e una meditazione sulla violenza del Novecento.

Giovedì 9 aprile, ore 20.45
Cuore di Spagna – Paul Strand, Leo Hurwitz
Un’opera di montaggio innovativa e profondamente politica, che racconta la vita dei combattenti repubblicani attraverso il simbolo della donazione di sangue.
A seguire: Sierra de Teruel – André Malraux
Un film unico per stile e genesi, sospeso tra finzione e realtà, anticipatore del neorealismo.

Giovedì 16 aprile, ore 20.45
Morire a Madrid – Frédéric Rossif
Grande affresco costruito con materiali d’archivio, che contribuì a rilanciare negli anni Sessanta il mito dell’antifascismo internazionale.

Giovedì 23 aprile, ore 20.45
Vittoria della vita – Henri Cartier-Bresson
Un documentario dedicato alla solidarietà internazionale e alla mobilitazione sanitaria repubblicana.
A seguire: La Spagna vivrà – Henri Cartier-Bresson
Un appello alla resistenza antifascista realizzato negli ultimi mesi del conflitto, testimonianza intensa e commovente di un ideale destinato a sopravvivere alla sconfitta.

Pordenone Docs Fest Awards

Si è conclusa ieri, con la cerimonia di premiazione, la XIX edizione di Pordenone Docs Fest, il festival di cinema del documentario che dal 25 al 29 marzo ha portato a Pordenone il meglio della produzione documentaria internazionale, trasformando la città in un luogo di incontro, confronto e condivisione. 

Per cinque giorni, le sale di Cinemazero sono state attraversate da un’energia viva e partecipata: oltre 250 ospiti provenienti da tutto il mondo — tra registe e registi, autori e autrici, critici, esercenti e distributori — insieme a tantissimi studenti e studentesse hanno animato ogni momento del festival, dando vita a un dialogo continuo tra pubblico e protagonisti del cinema del reale. Tutte le serate hanno registrato il tutto esaurito, così come gli incontri, i laboratori e i momenti di approfondimento che hanno reso questa edizione particolarmente ricca e partecipata. 

I documentari possono cambiare il mondo” ha dichiarato Riccardo Costantini, curatore del festival. “Questo era il claim di questa edizione, e ne abbiamo avuto una conferma concreta in questi giorni: oltre 6000 persone hanno vissuto il festival, lo hanno attraversato, hanno partecipato con curiosità e passione, contribuendo a renderlo uno spazio vivo, necessario.” 

Ad aggiudicarsi il Gran Premio della Giuria è stato A Fox under a Pink Moon di Mehrdad Oskouei. La giuria internazionale, composta dalla scrittrice Esther Kinsky, dal regista Igor Bezinović — vincitore agli EFA 2026 con Fiume o Morte! — e presieduta da Nikolaus Geyrhalter, tra i più autorevoli autori del documentario contemporaneo, ha premiato il film con la seguente motivazione: “Il film offre uno sguardo autentico e diretto sui rischi legati all’intraprendere una rotta migratoria, un percorso segnato da minacce costanti per chi lo attraversa. È stato realizzato nell’arco di cinque anni con un semplice telefono cellulare dalla stessa protagonista, restituendo una prospettiva intima e profondamente personale. La protagonista, ancora adolescente durante le riprese, rende questo racconto ancora più potente: auspichiamo che il film possa raggiungere un pubblico giovane, spesso distante dalla comprensione delle dimensioni più umane e individuali delle migrazioni.” 

La giuria ha inoltre assegnato una menzione speciale a Peacemaker di Ivan Ramljak, definendolo “un prezioso lavoro di raccolta e valorizzazione di materiali d’archivio, capace di costruire il ritratto di una figura che merita di essere ricordata”, sottolineando come il film ci ricordi con forza che, oggi più che mai, l’impunità rappresenta uno dei nodi cruciali nei conflitti contemporanei. 

Il Green Documentary Award è stato assegnato a Supernature di Ed Sayers, che ha conquistato anche il Premio del Pubblico, ricevendo un’accoglienza calorosa e partecipe. La motivazione evidenzia come, “in un’epoca segnata da crisi e disattenzione verso l’ambiente, il film sia un invito ad aprire gli occhi sulla bellezza che ancora resiste, nonostante tutto. Un invito ad agire, a sentirsi parte di una narrazione collettiva che unisce esseri umani, natura ed elementi in un unico grande racconto condiviso.” 

La Young Jury, composta da studenti e studentesse provenienti da tutta Europa insieme al Cinemazero Young Club, ha assegnato lo Young Jury Award a 32 meters di Morteza Atabaki per la sua capacità di raccontare con sensibilità il desiderio di libertà, crescita e scoperta di sé, attraverso il percorso delle sue protagoniste verso l’autonomia, restituendo con autenticità aspirazioni, paure e determinazione nel ridefinire il proprio ruolo all’interno della società. 

Un segnale forte e profondamente attuale è arrivato anche dal DocsXR Audience Award, assegnato all’esperienza immersiva Under the Same Sky, che accompagna lo spettatore nel racconto di un giornalista palestinese intento a documentare gli orrori della Striscia di Gaza, oggi ridotta in macerie. Un’opera capace di coinvolgere in prima persona e di trasformare la visione in esperienza, rendendo ancora più urgente e tangibile la realtà raccontata. 

Le opere premiate raccontano storie necessarie, storie di cambiamento, capaci di interrogare lo sguardo e aprire nuove prospettive. È proprio questa tensione verso un punto di vista diverso, più profondo e consapevole, ad aver rappresentato il filo rosso dell’intera XIX edizione. 

Pordenone Docs Fest Day 4

Sabato 28 marzo Pordenone e Cinemazero entrano nel vivo della quarta giornata del Pordenone Docs Fest, con un programma denso che attraversa sguardi, geografie e linguaggi diversi. 

La giornata si apre alle 10.00 con Fiume o morte! di Igor Bezinović, membro della giuria della XIX edizione e presente in sala, premiato come miglior documentario europeo agli European Film Awards 2026: un’opera che va oltre la ricostruzione storica e si configura come una riflessione profonda sulle radici dell’estremismo, intrecciando le visioni dannunziane con le tensioni nazionaliste contemporanee.  A seguire, il regista sarà protagonista di una masterclass che offrirà al pubblico l’occasione di entrare nel cuore del suo processo creativo, tra costruzione del reale e riflessione sul rapporto tra estetica e politica. 

In parallelo, il festival si apre anche al confronto professionale con l’evento industry Vero! Connecting Docs, che riunisce autori e autrici insieme a rappresentanti di festival internazionali per dare visibilità a opere selezionate, creando nuove opportunità di circolazione e incontro tra creatività e industria. Il dialogo tra pratiche e modelli produttivi prosegue nel pomeriggio con un panel dedicato alle nuove strategie di distribuzione del documentario, tra reti collaborative, piattaforme condivise e circuiti alternativi capaci di ampliare il pubblico e ridefinire l’ecosistema del settore. 

La dimensione internazionale si riflette anche nelle anteprime, come Wise Women di Nicole Scherg, in programma anche per le scuole alle 10.30 a ingresso gratuito, che segue cinque ostetriche in diverse parti del mondo, restituendo un ritratto potente e necessario di chi difende il diritto a una nascita sicura e consapevole. Il film, proiettato in collaborazione con Voce Donna ETS, Carta di Pordenone e Ordine delle Ostetriche, mette in luce come il momento del parto sia al tempo stesso esperienza individuale e questione collettiva, profondamente intrecciata a diritti, cultura e giustizia sociale. Nel pomeriggio, alle 14.30, lo spazio dedicato ai talenti emergenti italiani propone visioni intime e sperimentali come Night Blooms e Sueña Ahora, opere che esplorano il confine tra realtà e immaginazione, tra desiderio e isolamento, portando sullo schermo nuove forme narrative e sensibilità contemporanee. 

Il percorso nella memoria storica e politica continua con la retrospettiva dedicata alla guerra civile spagnola con la proiezione de Il disincanto di Jaime Chávarri, in cui una vedova e i tre figli di un poeta franchista raccontano le loro storie con una franchezza gioiosa e folle: ovvero come fare a pezzi il patriarcato fascista. Spazio anche al focus sull’assedio a Sarajevo con la consueta sezione curata da Alessandro Del Re che alle 17.30 propone Retour à Sarajevo di Philippe Grandrieux,\\   Images from the Corner di Jasmila Žbanić. 

Balcani, che ritornano anche con Peacemaker di Ivan Ramljak, presentato in anteprima nazionale alle 15.45 alla presenza del regista in collaborazione con Bottega Errante e Meridiano 13. Il film ricostruisce la figura dimenticata di Josip Reihl Kir, un eroe dimenticato, che alla vigilia della guerra croato – serba cercò di fermare l’orrore prima che il sangue cancellasse ogni speranza. 

Accanto al cinema, il festival si apre anche ad altri linguaggi e pratiche. Alle 16.30 in Mediateca appuntamento con GameZero  in cui si analizzerà il videogioco Horses, ispirato a Salò di Pasolini, definito da Wired come il videogioco più controverso dell’anno. Sempre in Mediateca alle 17.00 prende il via il laboratorio per il pubblico più giovane con Mediacreativa, dedicato alla fotografia istantanea, che invita a rallentare lo sguardo e a riscoprire il valore dell’immagine come esperienza concreta e irripetibile. 

Evento speciale non solo di questa giornata, ma dell’intero festival, la speciale proiezione di Moana with Sound, capolavoro di Robert Flaherty del 1926, film che ha decretato la nascita della parola documentario e che racconta il “mondo lontano” della Polinesia, offrendo oggi – ancor più nella sua versione sonora realizzata dalla figlia dello stesso Flaherty nel 1981 – una riflessione su antropologia e colonialismo visuale. 

Il festival comincia con questa proiezione unica in Italia, un nuovo viaggio: Guardare il reale, una collana dedicata ai capolavori centenari del cinema del reale, con l’idea che alcuni documentari chiave della storia del cinema, fondamentali per l’evoluzione dello stile ma anche di eccezionale valore estetico, debbano essere visti – e magari approfonditi – dal grande pubblico. Ogni anno un volume e un film (nella migliore versione possibile) saranno proposti, con l’idea di offrire un testo di guida alla visione ma anche di documentazione, che includa poi la possibilità di guardare il film in streaming in alta qualità, grazie alla partecipazione della piattaforma nazionale CGTV. 

La giornata è costellata, oltre da quelle già citate, da altre anteprime che affrontano temi urgenti e universali.  Le tensioni in Medio Oriente ritornano in Far from Maine, in programma alle 17.30 in collaborazione con Un Ponte Per. Il regista israeliano Roy Cohen, che sarà presente in sala, nel film ripercorre la sua adolescenza, trascorsa insieme all’amico palestinese Aseel, ucciso dalla polizia durante una manifestazione. Negli anni ’90, entrambi avevano fatto parte di una delegazione di giovani che ambivano a essere i semi di un futuro pacifico per il Medio Oriente. In Far From Maine Roy si interroga sul lutto e sul senso di responsabilità in una Tel Aviv sempre più radicalizzata. 

Spazio, infine alla resistenza femminile nella Turchia contemporanea con 32 Meters, dove una gara di tiro diventa atto simbolico di emancipazione.  Il film, presentato alle 21.00 in collaborazione con Voce Donna e Carta di Pordenone, sarà introdotto in sala dal regista Morteza Atabaki e dalla direttrice della fotografia Zeynep Secil. 

Pordenone Docs Fest Day 3

Venerdì 27 marzo Pordenone Docs Fest entra nel vivo con una giornata ricchissima di appuntamenti che attraversano temi urgenti del presente – dai diritti delle donne alla memoria dei conflitti, dal lavoro alle crisi ambientali. 

La mattina si apre alle 10.30 con l’anteprima nazionale di Girls Don’t Cry delle registe Sigrid Angelika Klausmann e Lina Lužytė. Il film racconta cosa significhi essere adolescenti oggi attraverso le storie di sei ragazze provenienti da paesi e contesti diversi, unite dalla stessa determinazione a rivendicare il diritto all’autodeterminazione. L’evento è realizzato in collaborazione con Voce Donna ETS ed è a ingresso gratuito, aperto anche alle scuole. 

Nello stesso orario altra proiezione importante, dedicata al pubblico più giovane. Non è un’anteprima, ma si è ritenuto necessario, per il tema trattato, inserirla nel palinsesto di questa edizione: Giulio Regeni – Tutto il male del mondo, il primo documentario che ricostruisce la verità giudiziaria sul sequestro, le torture e l’uccisione del ricercatore italiano ritrovato morto nei pressi del Cairo il 3 febbraio 2016. Inoltre, sarà inaugurata per l’occasione davanti a spazioZero una panchina gialla, simbolo permanente di riflessione sui diritti fondamentali e sull’urgenza di difenderli. 

Sempre nella mattinata, prende il via NIUDOC 2026 – Where Stories Begin!, progetto dedicato ai giovani talenti del documentario. L’iniziativa offre a registi e registe emergenti la possibilità di presentare le proprie idee attraverso sessioni di pitching e incontri one-to-one con produttrici e produttori del Nord Est e dei Balcani.  L’obiettivo è favorire la collaborazione transfrontaliera e creare un ponte tra nuove voci e professionisti del settore. Il progetto è promosso da Pordenone Docs Fest insieme a Lago Film Fest e CNA Cinema Audiovisivo FVG e Veneto, in collaborazione con il Fondo per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia. 

Nel pomeriggio, alle 14.30 nella Sala Pasolini, con la sezione Italian Doc Future si riflette sui diritti e sul lavoro. Il primo è The Trials di Marta Massa, che racconta il caso di Maja T., giovane attivista non binary detenutə in isolamento a Budapest e coinvoltə nel cosiddetto “Budapest Complex”, processo politico legato alla repressione delle opposizioni in Ungheria. A seguire Macchina Continua di Ruben Gagliardini conduce lo spettatore a Fabriano, dove per secoli il rumore della grande macchina F3 ha scandito il ritmo della vita e del lavoro. Quando l’impianto si ferma, il silenzio diventa il simbolo di un’Italia che ha progressivamente smantellato il proprio tessuto industriale. I due incontri sono moderati dai registi Alessandro Rossi e Michele Mellara. 

Terzo appuntamento in sala alle 15.00 con la retrospettiva dedicata alla memoria della Guerra Civile Spagnola con La vecchia memoria di Jaime Camino, monumentale documentario del 1977 che ricostruisce la storia della Repubblica e del conflitto attraverso una straordinaria composizione di testimonianze.  Alle 18.00, invece, l’attenzione si sposta sulla retrospettiva dedicata all’assedio di Sarajevo con una serie di opere realizzate durante il conflitto. Ecce Homo di Vesna Ljubić è una toccante sinfonia urbana che restituisce la vita quotidiana della città sotto assedio attraverso suoni, gesti e immagini;  Les 20 heures dans le camp di Chris Marker racconta l’esperienza di un gruppo di rifugiati che crea un proprio telegiornale per riappropriarsi dell’informazione. Il percorso prosegue con Sarajevo Film Festival di Johan van der Keuken, riflessione sul senso del fare cinema in una città bombardata, e con Waiting for Godot… in Sarajevo, documento dedicato alla storica messa in scena di Aspettando Godot diretta da Susan Sontag nel 1993 come atto di resistenza culturale. Interviene Alessandro Del Re. 

Alle 15.15 sarà presentata l’anteprima nazionale di Confessions of a Mole della regista Mo Tan, presente in sala. Tornata in Cina per il Capodanno dopo anni trascorsi all’estero, l’autrice si ritrova immersa nelle dinamiche familiari e nelle superstizioni dei genitori, fino a quando una diagnosi di cancro al seno trasforma quella visita in un viaggio intimo e doloroso. Mescolando documentario e animazione in stop-motion, il film diventa un racconto tragicomico sulla famiglia, sulla fragilità e sulla possibilità di riconciliarsi con il passato.  

Alle 16.00  spazioZero ospita l’incontro industry “Oltre i confini – strategie, coproduzioni e opportunità per il documentario”, dedicato alle coproduzioni internazionali e alle opportunità di collaborazione tra autori, produttori e istituzioni dell’area adriatico-balcanica. 

Spazio ai temi ambientali, da sempre cifra stilistica del festival con l’anteprima nazionale alle 17.15 di Melt del regista austriaco Nikolaus Geyrhalter – che sarà presente in sala – in collaborazione con Bolzano Film Festival Bozen e Legambiente Pordenone. Attraverso immagini spettacolari girate in tutto il mondo – dall’Antartide all’Islanda, dal Canada alle Alpi – il film racconta la lenta ma inesorabile scomparsa dei ghiacci, trasformando il paesaggio in una testimonianza visiva del cambiamento climatico. Un’opera maestosa e dolorosa che osserva la fusione quotidiana delle nevi come una perdita irreversibile per le generazioni future.  

Dopo la proiezione consueto ormai l’incontro a spazioZero con AperiDocs!, accompagnato dalla musica del Cuerdas Trio, che intreccia chitarra classica, elettrica e charango in un viaggio sonoro tra tradizioni colte e popolari dell’America Latina. 

La serata prosegue alle 21.00 con l’anteprima nazionale in collaborazione con Amnesty International Italia di The Beauty of the Donkey della regista svizzero-albanese Dea Gjinovci, che sarà presente in sala in compagnia del padre, protagonista del documentario. Il film racconta il ritorno in Kosovo di Asllan, padre della regista, che dopo cinquant’anni di esilio decide di tornare nel villaggio della propria infanzia insieme alla figlia. Di quel luogo non resta quasi nulla, distrutto dalla guerra del 1998, ma attraverso un gesto poetico padre e figlia coinvolgono la comunità locale per ricostruire i ricordi perduti e affrontare i traumi della storia.  

La serata si trasforma in una festa musicale con il concerto esclusivo dell’artista Arbëreshë, che rielabora i canti popolari albanesi intrecciando voce, chitarra e strumenti tradizionali in un dialogo tra memoria e contemporaneità. Più tardi, intorno alle 22.30, la musica si riversa a  spazioZero con l’energia travolgente della Kosovo Wedding Band, ensemble che porta sul palco l’energia delle tradizioni balcaniche trasformandole in un’esperienza musicale collettiva e irresistibilmente danzante. 

Infine, la giornata si conclude con l’anteprima nazionale di Edge of the Night del regista estone Vladimir Loginov. Il film racconta un’intera notte nella città di Tallinn, seguendo le vite di chi abita le ore più silenziose: neonati che piangono, musicisti di strada, infermieri, nottambuli e solitudini urbane. Un mosaico poetico e sorprendente che trasforma la notte in uno spazio di sogni, desideri e umanità condivisa. 

Pordenone Docs Fest Day 2

Quest’anno il premio Images of Courage del Pordenone Docs Fest va all’attivista uigura Kalbinur Sidik, e alla regista olandese che ha dato voce alla sua storia nel film Eyes of the Machine. Il riconoscimento, dedicato a chi utilizza il cinema come strumento di testimonianza e difesa dei diritti umani, verrà consegnato giovedì 26 marzo alle 18, a Cinemazero, dopo l’anteprima nazionale del documentario. Kalbinur Sidik, sopravvissuta ai campi di rieducazione nello Xinjiang, oggi è rifugiata nei Paesi Bassi. Lei e la regista saranno presenti in sala per ritirare il premio in collaborazione con l’Ordine nazionale dei giornalisti e con l’Associazione Il Capitello. 

Dopo il sold out per tutti gli spettacoli della prima giornata di festival, che ha dovuto aggiungere anche proiezioni ulteriori per accontentare tutti, tra gli appuntamenti più attesi della seconda giornata del festival c’è, alle 21, un evento speciale che intreccia cinema, storia e musica dal vivo. A Nord! Nobile, successi e cadute presenta rari filmati degli Archivi LUCE-Cinecittà, dedicati alle spedizioni polari di Umberto Nobile negli anni Venti, in particolare all’impresa centenaria del 1926 assieme ad Amundsen (primi a sorvolare il Polo in aerostato), accompagnate dal vivo dal vibrafono di Luigi Vitale. A seguire l’anteprima nazionale di Ice Grave di Robin Hunzinger, un affascinante thriller archeologico che ricostruisce la misteriosa spedizione di tre esploratori a bordo di un aerostato verso il Polo Nord nel 1897. Decenni dopo la loro scomparsa, il ghiaccio restituisce i corpi e i rullini fotografici grazie ai quali riemergono istanti degli ultimi giorni di quella missione leggendaria. Tra storia, scienza e memoria, il film riflette sul fragile equilibrio dell’Artico, in un’epoca segnata dal cambiamento climatico, ma anche sulle mire espansionistiche verso quelle terre che ritornano preoccupantemente attuali. 

Le anteprime nazionali iniziano al mattino, alle 10.30, con The Longer You Bleed del regista britannico Ewan Waddell in collaborazione con Medici Senza Frontiere. La proiezione è dedicata anche a studenti e studentesse. In un’epoca dominata dallo scrolling, la guerra rischia di trasformarsi in contenuto da consumo rapido. Alcuni giovani ucraini rifugiati a Berlino osservano la loro patria bruciare attraverso Instagram: così il trauma si trasforma nell’era digitale e si resta pericolosamente assuefatti al dolore. L’umorismo surreale resta l’unico scudo possibile contro una realtà che rischia di normalizzare l’orrore. Alla proiezione partecipano il regista e la protagonista e produttrice Liubov Dyvak

Alle 16:30 l’anteprima nazionale di Cinema Kawakeb, del regista giordano Mahmoud Al Massad, è il ritratto poetico ed affascinante della più antica sala cinematografica di Amman, che sopravvive – con le storie di chi lo vive – tra debiti, abbandono e tensioni politiche, mentre si accendono le proteste per la guerra a Gaza. 

Il Pordenone Docs Fest dà spazio a diversi eventi industry, per addetti ai lavori: alle 10:30 in Mediateca vengono esplorate nuove vie per esplorare il reale, tra documentario ed esperienze immersive, un incontro dedicato alle trasformazioni del linguaggio documentario nell’epoca dell’Extended Reality. Alle 14.30, sempre in Mediateca, si terrà “Formare lo sguardo – educare al documentario tra scuola e politiche culturali”, un confronto internazionale dedicato alle strategie per portare il cinema del reale nei percorsi educativi. Il panel, realizzato in collaborazione con l’Associazione Videoteche e Mediateche Italiane nell’ambito del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, fa dialogare esperienze italiane ed europee che hanno integrato il documentario nei curricula scolastici attraverso festival, archivi e piattaforme educative, riflettendo su come costruire un’alfabetizzazione visiva capace di formare cittadini e cittadine consapevoli. 

Il ricchissimo programma comprende la proiezione, alle 18, in Sala Modotti, di Homo Sapiens, per il ciclo omaggio al regista austriaco Nikolaus Geyrhalter, presidente di giuria della XIX edizione del Pordenone Docs Fest. Il film mostra un mondo in cui l’uomo è scomparso e la natura si riappropria lentamente degli spazi urbani e industriali abbandonati, trasformando le rovine della civiltà in un paesaggio silenzioso e inquietante. 

E, ancora, alle 14.45 prende il via la sezione Italian Doc Future!, che dà spazio a talenti emergenti del cinema italiano, con Il Castello Indistruttibile di Danny Biancardi, Stefano La Rosa e Virginia Nardelli. Nel quartiere palermitano di Danisinni, tre bambine trasformano un asilo abbandonato in un rifugio segreto dove immaginare un futuro diverso: è il loro “Castello”, spazio di libertà e complicità. 

Proseguono anche le due retrospettive del festival. Per “Sarajevo, l’assedio: 1992–1996”, curata da Alessandro Del Re – Senior Programming Manager per MUBI, alle 14:30 c’è Serbian Epics di Paweł Pawlikowski, realizzato nel 1992: uno sguardo inquietante dietro le linee dei nazionalisti serbi guidati da Radovan Karadžić. A seguire Les Vivants et les Morts de Sarajevo di Radovan Tadic, girato tra il 1992 e il 1993, che restituisce il punto di vista degli abitanti della città assediata. 

Alle 17.00 il secondo appuntamento, con ospite d’eccezione il massimo storico del cinema spagnolo Esteve Riambau, della retrospettiva curata da Federico Rossin sulla guerra civile spagnola è con Le due memorie di Jorge Semprún, realizzato nel 1972. Attraverso interviste girate tra Francia e Spagna, spesso in semi-clandestinità, lo scrittore e intellettuale esplora il difficile rapporto tra amnistia politica e amnesia collettiva, interrogandosi sul ruolo della memoria nella costruzione della democrazia. 

Dalle 19.30 torna a spazioZero  AperiDocs!, accompagnato dalla musica elettronica di Gullidanda & Al Sagor, tra suggestioni industriali, psichedelia e ritmi techno.  

E, ancora, per tutte le giornate del festival, è possibile immergersi nel mondo DocsXR, la sezione del Pordenone Docs Fest dedicata alle nuove tecnologie narrative. Otto opere presentate in anteprima nazionale, per “vivere” altre vite e altri mondi. Le esperienze immersive sono disponibili gratuitamente in due sedi: lo stand vetrato in piazza XX Settembre e la Mediateca in via Mazzini, 3.  

Pordenone Docs Fest – Day 1

Mercoledì 25 marzo si apre a Cinemazero la XIX edizione del Pordenone Docs Fest. Uno degli appuntamenti più attesi dà il via alla retrospettiva “Sarajevo, l’assedio: 1992-1996”: alle 18 l’anteprima nazionale del clamoroso documentario Sarajevo Safari porta alla luce l’agghiacciante vicenda dei cecchini stranieri che pagavano per sparare sui civili nella città assediata. Alla proiezione, in collaborazione con Kinoatelje ed EMERGENCY, intervengono il regista Miran Zupanič, Andreina Di Sanzo e Andrea Paco Mariani di OpenDDB.

Alle 21, per la serata di apertura, lo sguardo si sposta sull’Iran, con la storia inaspettata – sempre in anteprima nazionale – di una giovanissima artista, Soraya, in fuga dall’Afghanistan e poi dall’Iran. Il delicato A Fox Under a Pink Moon,del regista iraniano Mehrdad Oskouei, arriva a Pordenone, in anteprima nazionale, dopo aver vinto il prestigioso premio per il miglior film all’IDFA, il festival di Amsterdam, punto di riferimento per il cinema del reale in Europa. Saranno presenti l’autore e la protagonista Soraya Akhalaghi, che ha partecipato al film come direttrice della fotografia, tecnico del suono e co-regista. La proiezione è in collaborazione con Voce Donna.

Alla guerra civile spagnola sono dedicate la seconda retrospettiva del festival: ¡No pasarán!, a cura del critico cinematografico Federico Rossin (inizia alle 15:30 conViva la Spagna! di José María Berzosa, realizzato in Francia nel 1976 e considerato una delle analisi più lucide e devastanti del regime franchista mai realizzate)e la mostra fotografica “Omaggio a Robert Capa e Gerda Taro. La fotografia, l’amore, la guerra”, in collaborazione con CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia. L’inaugurazione della mostra a spazioZero, alle 19:30, è accompagnata dall’AperiDocs con il concerto dei Club d’Heritage, per un viaggio musicale che intreccia atmosfere cinematografiche, paesaggi sonori onirici e vibrazioni eleganti. La mostra celebra due figure fondamentali del fotogiornalismo del Novecento, che hanno saputo raccontare attraverso l’intensità delle immagini la guerra civile spagnola. Il percorso espositivo testimonia la forza narrativa e il coraggio del loro sguardo: fotografie che restituiscono la vita al fronte, la resistenza della popolazione e la complessità umana della guerra, trasformando la documentazione sul campo in memoria storica e coscienza civile.

Non solo immagini, come sempre il Pordenone Docs Fest dà spazio agli incontri su temi che riguardano la cultura in tutte le sue declinazioni. Alle 17.30, la Mediateca di Cinemazero ospita l’incontro pubblico Città aperta: tavola rotonda per spazi culturali sicuri, inclusivi e accessibili, un momento di confronto dedicato al ruolo della cultura nella costruzione di comunità accoglienti. In vista di Pordenone Capitale italiana della cultura 2027, il festival e Cinemazero (e con loro le realtà sociali che hanno lavorato alla stesura del progetto), avviano con questo appuntamento il percorso “Città Aperte”, un dialogo aperto con realtà culturali, associative e con la cittadinanza per immaginare insieme e lavorare nel tempo su un Manifesto degli spazi culturali sicuri, inclusivi e accessibili. All’incontro partecipano Graziella Bildesheim, presidente di EWA Network con oltre trent’anni di esperienza nel settore audiovisivo europeo, dove si occupa in particolare di parità di genere; la giornalista e scrittrice, con focus su femminismo, giornalismo culturale e divulgazione, Jennifer Guerra; l’avvocata Roberta Parigiani, specializzata nella tutela dei diritti civili e della persona, e la filosofa e formatrice Sofia Righetti Nottegar, impegnata sui temi della disabilità e delle politiche di diversità, equità e inclusione.

Il festival di Cinemazero si tiene sotto l’alto patrocinio del Parlamento Europeo, con il sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, del Comune di Pordenone e della Fondazione Friuli, con il supporto di CGN Servizi, ITACA Cooperativa Sociale e GEA – Gestioni Ecologiche e Ambientali – SPA, anche quest’anno propone un programma capace di intrecciare cinema, storia, diritti e cultura contemporanea.

Manifesto per una comunicazione responsabile e ampia

Cinemazero si impegna da sempre nella promozione di una comunicazione responsabile e ampia, riconoscendo l’impatto cruciale che
le parole hanno sulla società e sul territorio.
La nostra missione è costruire contesti in cui ogni persona si senta rispettata e rappresentata.
Attraverso questo manifesto, vogliamo condividere i nostri principi e le nostre pratiche che ci guidano verso una comunicazione rispettosa e ampia, con l’obiettivo di creare un dialogo – con le persone e il pubblico, con le associazioni, con le realtà del territorio… – che rifletta valori di uguaglianza e rispetto.
Il nostro orizzonte principale è costruire un ambiente comunicativo dove ogni persona si senta rappresentata e rispettata, riconoscendo che il processo potrebbe portare a errori da cui imparare.
Questo documento è frutto di un percorso di formazione, che ha visto come protagonista tutto il personale dipendente di Cinemazero.

A condurre il lavoro è stata Manuela Manera, linguista ed esperta in gender studies.
Abbiamo la certezza che il lavoro fatto finora non terminerà con questo manifesto, ma fa parte necessariamente di un percorso che intraprendiamo anche assieme al nostro pubblico. Ci scusiamo già in partenza se qualche volta commetteremo qualche involontario errore.
Vi chiediamo di sostenerci e accompagnarci in questo processo: se desiderate contribuire al miglioramento della nostra comunicazione, vi invitiamo a condividere suggerimenti e feedback scrivendo a cinemazero@cinemazero.it

CLICCA QUI PER SCARICARE IL MANFIESTO

COMUNICAZIONE
La nostra comunicazione è progettata per essere, ampia e rispettosa.
Ci impegniamo a:
• Garantire un linguaggio ampio e non discriminatorio, andando anche a modificare documenti o comunicazioni qualora non rispettino questa norma;
• Utilizzare immagini che evitino stereotipi, assicurando una rappresentazione più ampia possibile della società;
• Applicare diverse strategie linguistiche per costruire una comunicazione più ampia e rispettosa di tutte le persone (utilizzeremo forme neutre, maschili e femminili e, se ce ne sarà bisogno, ricorreremo alla schwa o ad altre forme in uso);
• In sala, prima di un film, segnaleremo – attraverso specifici avvertimenti – contenuti potenzialmente traumatici, offrendo supporto per chiunque possa trovarsi a disagio;
• Evitare parole e terminologie che rimandano a contesti coloniali o razzializzanti.

SPAZI
I nostri spazi sono progettati per essere accessibili e sicuri.
Ci impegniamo a:
• Garantire bagni accessibili, senza distinzione di genere;
• Proporre visioni al cinema per persone ipoudenti e ipovedenti;
• Offrire spazi e luoghi adeguati e ben segnalati per il pubblico (ad esempio: ascensore per persone con disabilità o indicazioni per persone con esigenze specifiche);
• Favorire accesso a persone con disabilità, in gravidanza o esigenze specifiche
• Assicurare ingresso con biglietto omaggio al cinema per le persone con disabilità e biglietto ridotto per chi l’accompagna;
• Allestimento di punti “Baby Pit Stop” per allattamento e cura di bambine/i in un contesto accogliente e sicuro.

PERSONE E RELAZIONI
Cinemazero si impegna a creare relazioni rispettose e ampie tra le persone valorizzandone la loro unicità e vedendo le differenze sempre come arricchimento e mai come ostacolo.
Ci impegniamo a:
• Permettere a chiunque di indicare i pronomi (nei badge e nelle firme mail) che più ne rappresentano la persona;
• Accogliere in modo ampio le persone nei nostri spazi, eliminando la richiesta del genere nelle nostre modulistiche e permettendo l’uso del nome di elezione;
• Assicurare che i nostri dipendenti e chi collabora con noi possano esprimersi liberamente e sentirsi in un ambiente sicuro;
• Mantenere un dialogo aperto e costante con associazioni di promozione sociale sul territorio.
• Offrire azioni pratiche di accoglienza per persone in contesti di fragilità;
• Organizzare eventi e momenti di confronto per discutere del cambiamento delle narrazioni e per riflettere su temi di inclusività.

ANTIVIOLENZA
Cinemazero sostiene il contrasto alla violenza, di qualsiasi tipo e in ogni sua manifestazione.
Ci impegniamo a:
• Distribuire materiale informativo relativo al tema nelle nostre sale e in mediateca, nonché in occasione dei nostri eventi.
• Dare informazioni su associazioni e realtà dedicate al sostegno delle persone (in particolare donne o individui in contesti di fragilità) vittime di violenza e collaborare con loro.
• Fornire indicazioni di percorsi sicuri e illuminati in prossimità del cinema, per favorire la fruizione dei luoghi della cultura in sicurezza.

Cinemazero, noi tutti e tutte, ci impegneremo – come abbiamo sempre fatto – a promuovere i principi e le buone pratiche oggetto del presente manifesto. Crediamo che un manifesto sia importante per ricordare sempre qual è il nostro ruolo come operatori e operatrici culturali, onorando la nostra professione attraverso un esempio concreto di accoglienza concreta e ampia.
Speriamo e ci auguriamo che altre realtà culturali possano trarre spunto da questo manifesto, anche copiandolo liberamente se ritenuto valido, o – se già aggiornate e competenti – ci possano dare supporto per migliorare il percorso intrapreso.
Crediamo che chiunque possa essere determinante nel creare un ambiente più inclusivo, rispettoso e sicuro per chi lo attraversa.
Per questo, come Cinemazero, noi tutte e tutti, forti di un pubblico di alcune centinaia di migliaia di persone, faremo del nostro meglio affinché il percorso e il manifesto siano conosciuti il più possibile.


Per qualsiasi feedback o suggerimento:
cinemazero@cinemazero.it

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