Gennaio 2026 – Pordenone Docs Fest

Aspettando Pordenone Docs Fest 2026

8 documentari, 8 serate, 8 temi diversi, 8 appuntamenti speciali di Aspettando Pordenone Docs Fest per prepararsi al meglio alla XIX edizione del festival del cinema documentario che quest’anno
si terrà dal 25 al 29 marzo a Cinemazero.
Come sempre una proposta molto varia e articolata per riflettere insieme sulla nostra realtà, sull’attualità e su visioni ed esperienze che formano il presente.
Spazio a temi quali l’omicidio di Giulio Regeni, il terrorismo rosso, le migrazioni, i diritti dei minori, la situazione in Iran, la guerra in Ucraina la Palestina e Gaza, la dittatura in Albania… la storia e la politica contemporanea, i conflitti, le battaglie sociali, attraversando Paesi, oltre quelli già citati, come Polonia, Bielorussia, Afghanistan, Serbia, Bosnia, per un percorso selezionato – e di grande qualità – per ricordare il passato, vivere il presente e riflettere sul futuro.

Venerdì 30 gennaio | h 20.45

Giulio Regeni – Tutto il male del mondo (Simone Manetti. Italia, 2026. 70’)

Il primo documentario che ricostruisce la verità giudiziaria sul sequestro, le torture e l’omicidio del ricercatore italiano ritrovato ucciso nei pressi del Cairo il 3 febbraio del 2016.
Un documentario che ripercorre il caso di Giulio Regeni, tra verità negate, indagini spezzate e silenzi che pesano come macigni. A raccontare la storia di Giulio, per la prima volta, sono i suoi genitori, Claudio e Paola: un padre e una madre che hanno trasformato il dolore in coraggio, sfidando la dittatura di al-Sisi. Con loro, la voce dell’avvocata Alessandra Ballerini, nella battaglia che dopo otto anni ha condotto al processo contro quattro agenti egiziani. Un racconto di amore, giustizia e resistenza.
Interviene il regista Simone Manetti

Giovedì 5 febbraio | h 20.45

The Guest (Zvika Gregory Portnoy e Zuzanna Solakiewicz. Polonia, Qatar, 2024. 78’)
L’incontro – poetico e intenso – tra una famiglia polacca e un giovane rifugiato siriano, bloccato nei boschi al confine con la Bielorussia, racconta le tensioni di una crisi migratoria divenuta terreno di scontro politico.
Nel 2021 il confine tra Polonia e Bielorussia diventa una terra di nessuno, dove i rifugiati restano intrappolati in un crudele gioco politico. Maciek accoglie in casa Alhyder, giovane siriano stremato. Tra paura, attesa e scelte impossibili, nasce un legame fragile e umano. Un documentario intimo che, senza clamore, racconta lo stallo, il pericolo e la forza silenziosa della solidarietà.

Nell’occasione verrà presentato il cortometraggio La scuola Penny Wirton di Pordenone realizzato da Cinemazero e Pordenone Docs Fest che da poco inaugurata ha lo scopo di insegnare l’Italiano ai minori stranieri non accompagnati: in Friuli Venezia Giulia sono ben 700, ciascuno con il proprio peso dei traumi subiti durante viaggi dolorosi e lunghi.
In collaborazione con Mondovisioni – I documentari di Internazionale, Penny Wirton Pordenone, Associazione Migranti, Caritas Diocesana di Concordia-Pordenone.

Mercoledì 11 febbraio | h 20.45
Toni, mio padre (Anna Negri. Italia, 2025. 109’)
Interviene la regista Anna Negri

Un ritratto intimo e sincero del rapporto tra la regista e suo padre, Toni Negri, che intreccia memoria personale e storia collettiva in un dialogo profondo tra affetti, politica e libertà.
A quattordici anni Anna vede suo padre Toni Negri arrestato, accusato di essere il capo occulto del terrorismo italiano negli anni di piombo. Anni dopo, da quell’assenza nasce un film: un dialogo intimo tra una figlia e un padre al tramonto. A Venezia, sapendo che sarà l’ultima volta, camminano insieme tra parole essenziali e silenzi carichi di senso. È il racconto di due generazioni ferite che provano, finalmente, a ritrovarsi.

Giovedì 19 febbraio | h 19.00

Past Future Continuos – Gli uccelli del Monte Qaf (Firouzeh Khosrovani. Iran, Norvegia, Italia, 2025. 80’)

Interviene la regista Firouzeh Khosrovani

Un racconto poetico sull’esilio di Maryam, che osserva da lontano la casa della sua famiglia in Iran tramite videocamere: un viaggio tra passato e presente, nostalgia e radici perdute, sullo sfondo di un Paese irraggiungibile.
Maryam fugge dall’Iran a vent’anni, nascosta tra le pecore che attraversano le montagne verso la Turchia. La rivoluzione ha inghiottito i suoi amici, la famiglia la salva mandandola via per sempre. Dall’America, guarda i genitori attraverso videocamere tremolanti: un filo fragile con la sua terra. Quando la rete si spegne, si spezza anche il legame. Un racconto poetico di esilio, memoria e nostalgia, come il Monte Qaf: un ritorno impossibile, che vive solo nei sogni.

In collaborazione con Zalab

Giovedì 26 febbraio | h 20.45

2000 metri ad Andrijvka (Mstyslav Chernov. Ucraina, 2025. 106’)
In occasione del quarto anniversario dell’inizio della Guerra in Ucraina

Mai abbiamo visto la guerra così vicina e così realistica: una testimonianza unica per comprendere la dinamica degli scontri bellici contemporanei e la situazione attuale del conflitto ucraino.
Nel 2023, durante una controffensiva destinata a fallire, il reporter Mstyslav Chernov segue una brigata ucraina tra gli alberi di una foresta trasformata in trincea. Un miglio di terra verso Andriivka, villaggio occupato dai russi, diventa un viaggio nell’anima della guerra. Con incredibili riprese sul campo delle bodycam dei soldati, emerge una verità straziante: più avanzano nella loro patria distrutta, più comprendono che per loro questa guerra potrebbe non finire mai. Una guerra di trincea, alla conquistra di pochi metri, con un numero di vittime enorme.

In collaborazione con Wanted Cinema

Sabato 28 febbraio | h 16.30 ANTEPRIMA ASSOLUTA

Orcolat – Il racconto del terremoto del Friuli ’76 (Federico Savonitto. Italia, 2026, 92′)

Intervengono il regista Federico Savonitto e i produttori Marco Caberlotto e Lucio Scarpa

Un racconto corale che intreccia memoria, identità e rinascita del Friuli a cinquant’anni dal terremoto del 1976. Attraverso le testimonianze di artisti, sportivi, scrittori e studiosi – tra cui Dino Zoff, Fabio Capello, Manuela Di Centa, Paolo Rumiz, Davide Toffolo e Tullio Avoledo – il film restituisce un mosaico emotivo di quel momento storico che ha segnato il territorio e la sua gente.
Lontano da ogni retorica, Orcolat esplora non solo la forza e la solidarietà della ricostruzione, ma anche le sue contraddizioni e le ombre dei primi interventi di soccorso. Lo sguardo del regista Federico Savonitto si apre a una dimensione internazionale, che parla non solo a chi quegli eventi li ha vissuti ma a un pubblico di tutte le età. Con le musiche di Elisa Toffoli, dei Tre Allegri Ragazzi Morti e di Lorenzo Commisso il film diventa un viaggio nella memoria e nella resistenza di un popolo capace di rinascere, trasformando il dolore in energia vitale e patrimonio condiviso.

In collaborazione con Kublai Film

Giovedì 5 marzo | h 20.45 (Dorra Zarrouk. Egitto, Arabia Saudita, 2024. 79’)


La storia di una famiglia palestinese fuggita da Gaza, sospesa tra dolore, perdita e il desiderio di ritorno. Attraverso ricordi, immagini d’archivio e testimonianze, il film ritrae la resilienza di chi tenta di ricostruire un futuro dopo la fuga.
Una famiglia palestinese con otto figli fugge da Gaza tre mesi dopo l’inizio della guerra. Tra loro c’è Nadine, giovane madre di due gemelle nate dopo anni di attesa. Hanno perso casa, beni e affetti, lasciando un luogo amato, affollato e vivo. In Egitto sognano il ritorno, ma la distruzione di Gaza incombe come una seconda Nakba. Con la chiave della loro casa in mano, portano con sé memoria e nostalgia di un mondo che forse non rivedranno più.

In collaborazione con Mondovisioni – I documentari di Internazionale, Neda Day

Giovedì 12 marzo | h 20.45

Waking Hours (Federico Cammarata e Filippo Foscarini. Italia, 2025. 78’) Intervengono i registi


Un viaggio immersivo nella foresta balcanica, spazio reale e simbolico in cui un gruppo di passeur afgani vive nell’attesa di traghettare migranti oltre il confine: un racconto notturno di sospensione, pericolo e trasformazione.
Nella foresta della rotta balcanica, dove il visibile si dissolve, nasce un film che trasforma il bosco in corpo vivo e luogo di metamorfosi. Attorno al fuoco, presenze furtive si raccolgono mentre in lontananza rimbombano spari. Poco oltre, un muro di metallo segna l’inizio dell’Europa. Un clan di passeurs afgani attende chi deve attraversare, vagando in una notte senza fine. La foresta diventa confine, rifugio e soglia, spazio di smarrimento e speranza.

In collaborazione con Luminalia

Giovedì 19 marzo | h 20.45

Film di Stato (Roland Sejko. Italia, 2025, 78’) Interviene il regista

Un’esplorazione attraverso materiali d’archivio della propaganda sotto il regime di Enver Hoxha: un viaggio nella costruzione del potere e nelle immagini che per decenni hanno definito e controllato la narrazione dell’Albania.
Per oltre quarant’anni l’Albania coincide con un solo volto: Enver Hoxha. Film di Stato attraversa quel regime usando le immagini che il potere ha creato per raccontare se stesso. Film di propaganda, archivi segreti, materiali inediti compongono un viaggio ipnotico dentro un paese isolato, dove il cinema era strumento di controllo. Oggi, quelle stesse immagini si ribellano e svelano crepe, silenzi, paure. Un racconto potente su come il potere costruisce la propria memoria e su ciò che, col tempo, non riesce più a nascondere.

In collaborazione con Cinecittà – LUCE

Call for students 2026

Dal 25 al 29 marzo 2026 Pordenone diventerà la capitale del cinema del reale grazie al Pordenone Docs Fest, uno degli appuntamenti più importanti dedicati al documentario contemporaneo. Per le studentesse e gli studenti universitari c’è un’opportunità unica: partecipare al festival dall’interno entrando a far parte della Young Jury.

Essere nella Young Jury significa passare dall’altra parte dello schermo e vivere il festival come protagonista, condividendo un’esperienza intensa di visione, confronto e formazione all’interno di una vera community internazionale.

Cosa offre l’esperienza Young Jury

Le persone selezionate avranno la possibilità di:

  • Entrare ufficialmente nella Young Jury, visionare i documentari in concorso ed esprimere il proprio voto per l’assegnazione dello Young Award.
  • Incontrare e dialogare con registe, registi e protagonisti delle opere in programma, provenienti da tutto il mondo.
  • Esplorare la sezione XR, dedicata alle migliori esperienze documentarie in realtà virtuale e aumentata.
  • Partecipare a masterclass esclusive, panel e momenti di approfondimento per scoprire i meccanismi e le professioni del settore audiovisivo.
  • Prendere parte a workshop dedicati alla creazione documentaria.
  • Fare networking condividendo cinque notti in hotel con le altre e gli altri membri della giuria, favorendo la nascita di amicizie e collaborazioni professionali.
  • Arricchire il proprio curriculum vitae e ricevere un attestato ufficiale valido per il riconoscimento dei CFU.

Promo Early Bird

Chi si candida entro il 20 febbraio può accedere alla Promo Early Bird, che include accredito al festival, alloggio in hotel e partecipazione alla giuria al costo agevolato di 79 euro.

Come candidarsi

La candidatura è aperta alle studentesse e agli studenti universitari interessati al cinema documentario e ai nuovi linguaggi audiovisivi. Per partecipare è sufficiente compilare il modulo di iscrizione.

Un’occasione concreta per vivere il cinema documentario da dentro, formarsi, confrontarsi e costruire nuove relazioni nel mondo del cinema del reale.

NIUDOC 2026 – Where Stories Begin

APERTE LE ISCRIZIONI

Sei un autore e un’autrice con un’idea originale per un documentario?

Vuoi svilupparla con il supporto di esperti del settore? 

NIUDOC è un’iniziativa di CNA Cinema Audiovisivo FVG, CNA Cinema Audiovisivo Veneto, Pordenone Docs Fest – Le voci del documentario e Lago Film Fest, in collaborazione con il Fondo per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia.

CHI PUÒ PARTECIPARE? 

  • Autori e autrici Under 35 con un progetto di documentario (senza limitazioni di formato, tipologia o tematica, inclusi VR/XR e nuovi media)
  • Autori e autrici nazionali e internazionali interessati a sviluppare progetti in connessione o legati al Triveneto (regioni Friuli Venezia Giulia, Trentino, Veneto), con i suoi territori e le sue storie, oppure con un’ottica transfrontaliera e legata all’area balcanica (in particolare Serbia, Slovenia e Croazia)
  • L’idea può essere per un lungometraggio, cortometraggio o mediometraggio. Anche se non hai ancora definito il formato per la tua idea, puoi comunque candidarti!

COME FUNZIONA?

  • La prima fase di pitch (la presentazione avverrà in lingua inglese) e incontri avverrà il 27 Marzo 2026 a Pordenone
  • I progetti selezionati parteciperanno a una serie di speed date di matchmaking con affermate realtà produttive del Nord Est e dell’area Balcanica, creando opportunità concrete per lo sviluppo del progetto.
  • Un programma di tutoring online guiderà gli autori e le autrici nello sviluppo, scrittura e realizzazione di un pitch deck e teaser, tra Aprile e Luglio, che verrà presentato a Luglio 2026 a Lago Film Fest.
  • Sia a Pordenone che a Revine Lago, una giuria di esperti/e decreterà un vincitore.

I Progetti Vincitori Potranno Ricevere:

  • CinemaRental: buono per il noleggio attrezzature
  • KublaiFilm: realizzazione del DCP
  • ZaLab: l’opportunità di una possibile distribuzione sulla piattaforma streaming ZaLab View 

Inoltre, a Pordenone ciascun progetto selezionato potrà concorrere per due prestigiosi premi dedicati al supporto e allo sviluppo del film:

  • il DocsConnect Taskovski Training Award in collaborazione con Taskovski Films
  • L’Impronta Films Consultancy Award in collaborazione con Impronta Films, che offre fino a 6 sessioni di mentoring durante un periodo di 12 mesi, per un progetto di documentario in fase di sviluppo

Nel corso della partecipazione al Lago Film Fest nel luglio 2026, al progetto vincitore sarà offerta l’opportunità di avviare una collaborazione con Piattaforma Lago, nell’ambito delle numerose iniziative organizzate nel corso dell’anno. 

COME CANDIDARSI?

Invia la tua candidatura entro il 13 Febbraio 2026 23:59, compilando il seguente FORM

TERMINI E CONDIZIONI

La candidatura del progetto potrà essere presentata in italiano. Se selezionato, i materiali e la presentazione del progetto sono richiesti in lingua inglese. 

Sono ammessi solo progetti la cui titolarità è in capo all’autore.

Gli autori selezionati sono tenuti a confermare la propria partecipazione entro 48 ore dalla ricezione della comunicazione di selezione, nonché ad assicurare la completa disponibilità agli incontri programmati nei rispettivi festival e al programma di tutoring.

Per maggiori informazioni, scrivi a info.niudoc@gmail.com o info@pordenonedocsfest.it.

Come Pordenone Docs Fest e Lago Film Fest, sappiamo che la diversità è una fonte di creatività e innovazione. Per questo, ci impegniamo a garantire pari opportunità, a promuovere l’equità e l’inclusione, un linguaggio ampio e a creare un ambiente in cui tutte le persone possano sentirsi valorizzate e rispettate. 

Anticipazioni XIX edizione

Si terrà dal 25 al 29 marzo 2026 a Cinemazero, sotto l’alto patrocinio del Parlamento Europeo, la XIX edizione di Pordenone Docs Fest, il festival internazionale che ogni anno propone i migliori documentari per leggere l’attualità, scelti tra centinaia di titoli, confermandosi come uno dei principali appuntamenti italiani dedicati al cinema del reale: la città tornerà ad essere la “capitale del documentario”, con un festival in crescita verso “Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027”, di cui, con Cinemazero, è uno dei soggetti protagonisti. Anche quest’anno il festival coinvolgerà ospiti internazionali da tutto il mondo, proponendo molte decine di anteprime nazionali e film selezionati direttamente dai più prestigiosi festival del pianeta o inviati dalle grandi distribuzioni internazionali per avere a Pordenone la loro prima italiana, offrendo uno sguardo ampio, critico e contemporaneo sui grandi temi del nostro tempo.

In un’epoca dove i conflitti e le polarizzazioni si fanno intensi e globali, il curatore Riccardo Costantini annuncia un’edizione che avrà come uno dei concetti chiave ‘Gli assedi’: «La nostra quotidianità è sotto l’assedio costante di immagini che appaiono non mediate, che sembrano “naturalmente” riportate alla nostra vista “senza filtri” e per questo maggiormente credibili: noi pensiamo sia invece l’esatto contrario e che quello che manca oggi sia soprattutto una narrazione che analizzi la realtà con precisione e profondità, cosa che può fare il grande documentario contemporaneo che da sempre Pordenone Docs Fest propone in anteprima. L’ambizione dunque è che “gli assedi” del nostro tempo (ora fisici e contestualizzati – da Gaza all’Ucraina -, ora sociali – i diritti umani sempre meno tutelati –, ora fondanti le nostre comunità – la democrazia sotto scacco in moltissimi Paesi) possano apparire più comprensibili grazie al lavoro che il festival propone”.

Nella stessa direzione, questa edizione ha sentito l’esigenza di inaugurare una nuova sezione tematica, Different Perspectives, pensata per affrontare i grandi temi dell’attualità con uno sguardo laterale, umano e non mediato. In un’epoca in cui siamo spesso saturi e anestetizzati da immagini continue di distruzione e conflitto, la sezione propone visioni alternative, meno dirette ma profondamente incisive, capaci di introdurre complessità e senso e disinnescare la potenziale anestesia di sguardo che la reiterata visione di immagini sui conflitti può innescare.

Dalla Cina arriva Confessions of a Mole (coproduzione cinese e polacca), un ironico e originale diario visivo della regista Mo Tan, che diventa la cineasta che ha sempre sognato di essere, vivendo tutte le contraddizioni della società cinese contemporanea. Il racconto volutamente scanzonato dei legami familiari, degli amori, della necessità di mantenere vive le rigide tradizioni, ma anche del desiderio di essere pienamente sé stessa offrono uno spaccato fresco e originale, estremamente comunicativo e divertente, facendo trapelare una riflessione profonda su cosa significhi oggi essere una giovane cinese che vuole essere “cittadina del mondo”.

Tra le altre attese anteprime c’è la produzione turco-iraniana 32 Meters, un documentario delicato e profondamente umano che racconta l’emancipazione femminile oggi in un villaggio rurale turco e ribadisce l’attenzione per le questioni di genere che il Pordenone Docs Fest porta avanti da sempre. Protagonista è Halime, una donna che non si riconosce nel ruolo tradizionale imposto alle donne nella sua comunità patriarcale e, convinta che ci sia molto di più nella vita oltre alla casa e ai figli, decide di organizzare un torneo di tiro al bersaglio riservato alle donne, sfidando una tradizione millenaria che consente ai soli uomini di maneggiare le armi. L’iniziativa incontra resistenze e opposizioni, soprattutto da parte degli uomini del villaggio, il cui consenso è considerato necessario. Con uno sguardo empatico e un umorismo sottile, 32 Meters mostra come anche le idee più radicate sui ruoli di genere possano essere messe in discussione, realizzando un ritratto speranzoso di una comunità in trasformazione e di una donna determinata a cambiare lo status quo.

Oltre alle espressioni più recenti, il festival cerca negli sguardi del passato esempi e memoria ancora necessari per parlare all’oggi. In programma dunque troviamo due retrospettive, con appuntamenti speciali legati alla storia e ai suoi anniversari, in cui di nuovo rientrano “gli Assedi”: da quelli storici della Spagna della Guerra Civile al più importante e doloroso assedio contemporaneo, quello di Sarajevo.

Nella retrospettiva Sarajevo, l’assedio: 1992–1996, curata da Alessandro Del Re, in occasione dei trent’anni dalla fine dell’assedio di Sarajevo, evento centrale della guerra in Bosnia, il festival mostra – per la prima volta in forma completa – come l’assedio sia stato raccontato in immagini davvero dai più grandi autori del cinema internazionale, non solo di documentario, come Jasmila Žbanić, Susan Sontag, Pawel Pawlikowski, Johan van der Keuken, tra gli altri.

La seconda retrospettiva, curata da Federico Rossin, si intitola invece ¡No pasarán! Ripensare la guerra civile spagnola, novant’anni dopo e riparte dell’anniversario dello scoppio della guerra civile spagnola (1936) non proponendo la selezione di film girati durante il conflitto, ma uno sguardo originale e stratificato, grazie alle opere realizzate negli ultimi anni della dittatura franchista e nei primi anni della Transizione democratica, quando il paese iniziò a rielaborare criticamente il proprio passato. Film che riflettono sul lutto, sulle memorie divise, sul disincanto e sulla necessità di ricostruire una coscienza civile. Un percorso quanto mai attuale, in un momento storico segnato dal ritorno di pulsioni autoritarie in tante democrazie contemporanee.

Entrambe le retrospettive vogliono testimoniare la cultura (e la necessità) della pace, da sempre uno degli obbiettivi del festival.

Colonna portante del Pordenone Docs Fest è inoltre l’impegno verso il settore professionale per cui è prevista una ricca serie di eventi industry dedicati a registi, produttori e operatori del settore, che per cinque giorni potranno incontrarsi, confrontarsi e interrogarsi sul futuro del documentario con un’ottica generativa e condivisa, anche con alcuni panel internazionali – realizzati con il sostegno specifico del Piano Cinema e Immagini per la Scuola del Ministero della Cultura – dedicati al ruolo cruciale del documentario nell’educazione dei giovani d’oggi.

Ai temi ricorrenti a cui il Pordenone Docs Fest dedica particolare attenzione, oltre alle questioni di genere c’è l’impegno ambientale, concretizzati rispettivamente nel Manifesto per una comunicazione ampia e responsabile e nel Manifesto Green, che continueranno a essere punti di riferimento per azioni concrete.  Tra queste, unendo l’impegno costante del festival nella restituzione dell’importanza di figure e ruoli storicamente marginalizzati e l’attenzione alle pratiche ecologiche, l’omaggio alla memoria di Silvia Zenari (nel 70° della sua scomparsa, 1956), biologa e geologa friulana, figura da riscoprire per il largo pubblico e studiosa fondamentale per la ricerca naturalistica del Novecento che le valse il riconoscimento dell’Accademia dei Lincei, capace di ricerche pionieristiche in un’epoca in cui la ricerca scientifica dei suoi ambiti era esclusivamente appannaggio maschile e a cui è intitolato il Museo di Storia Naturale di Pordenone.

Il festival presenterà poi le prime azioni di due progetti di “Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027” che lo vedono protagonista, strettamente legati ai suoi storici impegni: da un parte “Città aperta”, un percorso pionieristico di accessibilità alla cultura sviluppato con numerosissime realtà del territorio, dall’altra “La fabbrica dei sogni” con residenze artistiche di alto profilo legate alla valorizzazione degli archivi filmici, sonori, fotografici che costituiscono la ricca – ma talvolta dimenticata – memoria visiva del territorio, passando dai film familiari agli eccezionali archivi di Cinemazero (Pasolini, Modotti, Fellini, Tarkovski…).

Il festival rinnova inoltre il suo impegno sociale con i “No Sponsor”: un’iniziativa “al contrario” in cui è il festival a donare visibilità gratuita a realtà che operano per la tutela dei diritti e la pace di rilevanza internazionale come Emergency, Medici Senza Frontiere, Un ponte per.

Pordenone Docs Fest è realizzato sotto l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo con il contributo di Ministero della Cultura, Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, Promo Turismo FVG, Comune di Pordenone – Assessorato alla Cultura, Fondazione Friuli; con il sostegno di Servizi CGN, Cooperativa Sociale ITACA,  Friuli-Venezia Giulia Film Commission, IDM FILM Funding, Trentino Film Commission, Veneto Film Commission, Ordine dei Giornalisti – Consiglio Nazionale, AGIS Triveneto, AVI – Associazione Videoteche e Mediateche Italiane, CNA Cinema e Audiovisivo FVG, Europa Cinemas e il supporto di AFIC, Associazione Il Capitello, Ordine dei Giornalisti – FVG, Confcommercio Ascom Pordenone.

È un’iniziativa protagonista di “Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027”.

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