Pordenone Docs Fest Day 3 – Pordenone Docs Fest

Pordenone Docs Fest Day 3

Venerdì 27 marzo Pordenone Docs Fest entra nel vivo con una giornata ricchissima di appuntamenti che attraversano temi urgenti del presente – dai diritti delle donne alla memoria dei conflitti, dal lavoro alle crisi ambientali. 

La mattina si apre alle 10.30 con l’anteprima nazionale di Girls Don’t Cry delle registe Sigrid Angelika Klausmann e Lina Lužytė. Il film racconta cosa significhi essere adolescenti oggi attraverso le storie di sei ragazze provenienti da paesi e contesti diversi, unite dalla stessa determinazione a rivendicare il diritto all’autodeterminazione. L’evento è realizzato in collaborazione con Voce Donna ETS ed è a ingresso gratuito, aperto anche alle scuole. 

Nello stesso orario altra proiezione importante, dedicata al pubblico più giovane. Non è un’anteprima, ma si è ritenuto necessario, per il tema trattato, inserirla nel palinsesto di questa edizione: Giulio Regeni – Tutto il male del mondo, il primo documentario che ricostruisce la verità giudiziaria sul sequestro, le torture e l’uccisione del ricercatore italiano ritrovato morto nei pressi del Cairo il 3 febbraio 2016. Inoltre, sarà inaugurata per l’occasione davanti a spazioZero una panchina gialla, simbolo permanente di riflessione sui diritti fondamentali e sull’urgenza di difenderli. 

Sempre nella mattinata, prende il via NIUDOC 2026 – Where Stories Begin!, progetto dedicato ai giovani talenti del documentario. L’iniziativa offre a registi e registe emergenti la possibilità di presentare le proprie idee attraverso sessioni di pitching e incontri one-to-one con produttrici e produttori del Nord Est e dei Balcani.  L’obiettivo è favorire la collaborazione transfrontaliera e creare un ponte tra nuove voci e professionisti del settore. Il progetto è promosso da Pordenone Docs Fest insieme a Lago Film Fest e CNA Cinema Audiovisivo FVG e Veneto, in collaborazione con il Fondo per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia. 

Nel pomeriggio, alle 14.30 nella Sala Pasolini, con la sezione Italian Doc Future si riflette sui diritti e sul lavoro. Il primo è The Trials di Marta Massa, che racconta il caso di Maja T., giovane attivista non binary detenutə in isolamento a Budapest e coinvoltə nel cosiddetto “Budapest Complex”, processo politico legato alla repressione delle opposizioni in Ungheria. A seguire Macchina Continua di Ruben Gagliardini conduce lo spettatore a Fabriano, dove per secoli il rumore della grande macchina F3 ha scandito il ritmo della vita e del lavoro. Quando l’impianto si ferma, il silenzio diventa il simbolo di un’Italia che ha progressivamente smantellato il proprio tessuto industriale. I due incontri sono moderati dai registi Alessandro Rossi e Michele Mellara. 

Terzo appuntamento in sala alle 15.00 con la retrospettiva dedicata alla memoria della Guerra Civile Spagnola con La vecchia memoria di Jaime Camino, monumentale documentario del 1977 che ricostruisce la storia della Repubblica e del conflitto attraverso una straordinaria composizione di testimonianze.  Alle 18.00, invece, l’attenzione si sposta sulla retrospettiva dedicata all’assedio di Sarajevo con una serie di opere realizzate durante il conflitto. Ecce Homo di Vesna Ljubić è una toccante sinfonia urbana che restituisce la vita quotidiana della città sotto assedio attraverso suoni, gesti e immagini;  Les 20 heures dans le camp di Chris Marker racconta l’esperienza di un gruppo di rifugiati che crea un proprio telegiornale per riappropriarsi dell’informazione. Il percorso prosegue con Sarajevo Film Festival di Johan van der Keuken, riflessione sul senso del fare cinema in una città bombardata, e con Waiting for Godot… in Sarajevo, documento dedicato alla storica messa in scena di Aspettando Godot diretta da Susan Sontag nel 1993 come atto di resistenza culturale. Interviene Alessandro Del Re. 

Alle 15.15 sarà presentata l’anteprima nazionale di Confessions of a Mole della regista Mo Tan, presente in sala. Tornata in Cina per il Capodanno dopo anni trascorsi all’estero, l’autrice si ritrova immersa nelle dinamiche familiari e nelle superstizioni dei genitori, fino a quando una diagnosi di cancro al seno trasforma quella visita in un viaggio intimo e doloroso. Mescolando documentario e animazione in stop-motion, il film diventa un racconto tragicomico sulla famiglia, sulla fragilità e sulla possibilità di riconciliarsi con il passato.  

Alle 16.00  spazioZero ospita l’incontro industry “Oltre i confini – strategie, coproduzioni e opportunità per il documentario”, dedicato alle coproduzioni internazionali e alle opportunità di collaborazione tra autori, produttori e istituzioni dell’area adriatico-balcanica. 

Spazio ai temi ambientali, da sempre cifra stilistica del festival con l’anteprima nazionale alle 17.15 di Melt del regista austriaco Nikolaus Geyrhalter – che sarà presente in sala – in collaborazione con Bolzano Film Festival Bozen e Legambiente Pordenone. Attraverso immagini spettacolari girate in tutto il mondo – dall’Antartide all’Islanda, dal Canada alle Alpi – il film racconta la lenta ma inesorabile scomparsa dei ghiacci, trasformando il paesaggio in una testimonianza visiva del cambiamento climatico. Un’opera maestosa e dolorosa che osserva la fusione quotidiana delle nevi come una perdita irreversibile per le generazioni future.  

Dopo la proiezione consueto ormai l’incontro a spazioZero con AperiDocs!, accompagnato dalla musica del Cuerdas Trio, che intreccia chitarra classica, elettrica e charango in un viaggio sonoro tra tradizioni colte e popolari dell’America Latina. 

La serata prosegue alle 21.00 con l’anteprima nazionale in collaborazione con Amnesty International Italia di The Beauty of the Donkey della regista svizzero-albanese Dea Gjinovci, che sarà presente in sala in compagnia del padre, protagonista del documentario. Il film racconta il ritorno in Kosovo di Asllan, padre della regista, che dopo cinquant’anni di esilio decide di tornare nel villaggio della propria infanzia insieme alla figlia. Di quel luogo non resta quasi nulla, distrutto dalla guerra del 1998, ma attraverso un gesto poetico padre e figlia coinvolgono la comunità locale per ricostruire i ricordi perduti e affrontare i traumi della storia.  

La serata si trasforma in una festa musicale con il concerto esclusivo dell’artista Arbëreshë, che rielabora i canti popolari albanesi intrecciando voce, chitarra e strumenti tradizionali in un dialogo tra memoria e contemporaneità. Più tardi, intorno alle 22.30, la musica si riversa a  spazioZero con l’energia travolgente della Kosovo Wedding Band, ensemble che porta sul palco l’energia delle tradizioni balcaniche trasformandole in un’esperienza musicale collettiva e irresistibilmente danzante. 

Infine, la giornata si conclude con l’anteprima nazionale di Edge of the Night del regista estone Vladimir Loginov. Il film racconta un’intera notte nella città di Tallinn, seguendo le vite di chi abita le ore più silenziose: neonati che piangono, musicisti di strada, infermieri, nottambuli e solitudini urbane. Un mosaico poetico e sorprendente che trasforma la notte in uno spazio di sogni, desideri e umanità condivisa. 

Iscriviti alla Newsletter


Sei unə studentə?