PnDocsFest: è di Mattia Balsamini la foto della XVI edizione – Pordenone Docs Fest

PnDocsFest: è di Mattia Balsamini la foto della XVI edizione

È di Mattia Balsamini la foto simbolo della XVI edizione del Pordenone Docs Fest. Le voci del documentario, il festival di Cinemazero che ogni anno porta in città il meglio del cinema del reale da tutto il mondo. Nel 2023 la kermesse si terrà dal 29 marzo al 2 aprile e vedrà una novità: per la prima volta il manifesto presenta un’immagine a firma di un artista, locale ma di chiarissima fama, fotografo giovane ma già affermato nel mondo, nella cui figura e opera la dimensione internazionale si intreccia con quella locale. Nato a Pordenone nel 1987, Balsamini si trasferisce giovanissimo negli Stati Uniti per studiare fotografia e inizia a lavorare in California, prima in ambito commerciale, poi presso lo studio di David LaChapelle, una star del settore. «A quel punto ho deciso che volevo farlo io, quel mestiere. Sono tornato in Italia e mi sono messo in gioco», Balsamini racconta così la sua scelta controcorrente, «all’inizio ho abitato a Milano, ma non vedevo l’ora di venire in Friuli. Ho un legame molto forte con questi luoghi». Ed ecco che sono arrivati i lavori per i più grandi marchi internazionali e – fra gli altri – Financial Times, Fondazione Prada, GQ, GEO, Internazionale, Liberation, il Max Planck Institut di Monaco, il MIT di Boston, la NASA, TIME, The New York Times, The Observer, il Politecnico di Milano, The Guardian, Vogue, WIRED… Inevitabile la sinergia con il Pordenone Docs Fest, che ha sempre avuto uno sguardo globale, restando ben radicato sul territorio e pronto a valorizzare gli artisti contemporanei, come da tradizione di Cinemazero. E i punti di contatto non si fermano qui: l’impegno per l’ambiente è un altro aspetto che lega il festival, che da anni porta avanti azioni mirate alla sostenibilità, e il lavoro di Balsamini. La foto simbolo di Pordenone Docs Fest 2023 è legata a un articolato progetto di ricerca artistica che verrà presentato all’inizio del prossimo anno dedicato all’inquinamento luminoso e all’incredibile “scomparsa del buio”, luce e oscurità che sono anche elementi caratterizzanti del cinema. Nel suo lavoro, Balsamini mette al centro storie che intrecciano scienza, tecnologia, temi sociali e problematiche ambientali, rappresentandoli in modo onirico. «Mi dedico agli aspetti più oscuri, meno conosciuti, cercando di portarli alla luce in una chiave tale da incuriosire, per attirare l’attenzione di chi non li aveva mai considerati. In particolare, nella mia ricerca fotografica rivaluto il rapporto tra luce e ombra. Di qui il tema del buio, inteso non come entità da cui proteggersi ma come spazio per esprimermi, per dare respiro a ciò che non si considera, per far emergere qualità che vengono appiattite dalla troppa luce che ci circonda giorno e notte».

È questo anche il senso del festival del documentario di Pordenone: raccontare la realtà in modo essenziale, andare oltre il sensazionalismo mediatico e l’infinità di immagini viste, prodotte e rilanciate in continuo. Spegnere le luci, rallentare e darsi il tempo per riflettere, con i tanti film che si vedranno a Cinemazero e grazie alle foto di Mattia Balsamini.

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