Non categorizzato – Pagina 2 – Pordenone Docs Fest

Anticipazioni XIX edizione

Dal 25 al 29 marzo 2026, sotto l’alto patrocinio del Parlamento Europeo, il Pordenone Docs Fest trasforma nuovamente la città in un punto di riferimento internazionale per il cinema del reale. Giunto alla sua XIX edizione, il festival di Cinemazero si conferma tra i principali appuntamenti europei dedicati al documentario, segnando una tappa significativa nel percorso che conduce verso “Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027”.

L’edizione di quest’anno nasce da una consapevolezza precisa: viviamo immersi in un flusso continuo di immagini che rivendicano una presunta immediatezza ma che, proprio per la loro sovrabbondanza, rischiano di produrre assuefazione e perdita di senso. In un’epoca di sovraesposizione visiva, il dolore altrui può trasformarsi in rumore di fondo e lo sguardo in superficie distratta. Il Pordenone Docs Fest sceglie quindi una direzione netta: non rincorrere lo shock visivo, ma restituire complessità, profondità e tempo alla visione.

In questo solco si inserisce l’anteprima nazionale di Peacemaker di Ivan Ramljak – che sarà presente al festival -, già vincitore del festival DOK Leipzig, che ricostruisce la figura di Josip Reihl Kir, capo della polizia di Osijek (Croazia) nel 1991, uomo che scelse il dialogo come strumento di mediazione. Attraverso materiali d’archivio e testimonianze, il film restituisce il ritratto di una scelta individuale capace di interrogare il presente: una riflessione anche sull’attuale ascesa di estremismi, sempre più incontrollati e preoccupanti anche nel territorio balcanico.

Tra le opere più intense e attuali della selezione figura l’anteprima nazionale di A Fox Under a Pink Moon di Mehrdad Oskouei, film vincitore di IDFA, il più grande festival di documentario d’Europa: il diario visivo di Soraya, giovane artista afghana in Iran (che col regista sarà presente al festival), che filma con il proprio smartphone la sua quotidianità sospesa tra paura e desiderio di futuro. Il film è un esempio emblematico di come il dispositivo personale possa diventare strumento di autorappresentazione e resistenza narrativa: il racconto dei suoi tentativi di fuga dall’Iran, per evitare violenze in una società maschile e contraria alle libertà femminili, e della sua arte sono un manifesto alla autodeterminazione e un grido di speranza.

Il rapporto tra immagini e percezione è al centro anche di The Longer You Bleed di Ewan Waddell, che, presentato in anteprima nazionale alla presenza del regista, segue un gruppo di giovani ucraini mentre osservano la propria patria attraverso i feed di Instagram. Tra ironia (talvolta paradossale, sconvolgente) e sperimentazione visiva, il film diventa una riflessione potente su come consumiamo le immagini del dolore e su come queste, inevitabilmente, finiscano per consumare noi.

Lo sguardo del festival si apre inoltre a traiettorie femminili e a storie di trasformazione. In Wise Women, sempre in anteprima nazionale, la regista Nicole Scherg (presente al festival) accompagna lo spettatore tra Etiopia, Brasile e Austria, accanto a cinque ostetriche – figure chiave non sempre ricordate e quasi sempre femminili – che trasformano ogni nascita in un gesto di libertà e responsabilità, ricordando come il modo in cui veniamo al mondo contribuisca a definire il nostro futuro.

Il programma prevede anche l’anteprima nazionale di Confessions of a Mole della regista cinese Mo Tan, ironico racconto di formazione tra tradizione e desiderio di apertura globale che ci racconta moltissimo dei contrasti dell’attuale società cinese, e 32 Meters, produzione turco-iraniana che segue la protagonista Halime mentre sfida stereotipi e consuetudini organizzando un torneo di tiro al bersaglio tutto al femminile nel suo villaggio, testimoniando la voglia e possibilità di cambiamento nella Turchia Contemporanea.

Accanto alle proiezioni, il Pordenone Docs Fest rafforza il proprio ruolo di piattaforma per il futuro del settore, con un ricchissimo programma internazionale parallelo alle proiezioni (professionisti ospiti da tutta Europa e 5 giorni di intense sessioni tutte in inglese), sempre più occasione di confronto e crescita di collaborazioni. Fra la ricca offerta Industry un momento centrale sarà il panel dedicato alla didattica del documentario, che metterà a confronto le migliori pratiche italiane ed europee per integrare il cinema del reale nei curricula scolastici, promuovendo l’alfabetizzazione visiva e la cittadinanza culturale, in linea con il lavoro di educazione visiva e restituzione di “sguardi democratici”, in particolare al pubblico del futuro. Il documentario rappresenta infatti uno strumento educativo e didattico eccezionale per gli studenti contemporanei.

Fra le varie proposte, torna inoltre NIUDOC – Where Stories Begin, spazio industry dedicato ai talenti emergenti del Nord Est e dell’area balcanica, realizzato in sinergia con Lago Film Fest, CNA Cinema Audiovisivo FVG e Veneto, in collaborazione con il Fondo per l’Audiovisivo del FVG. Il percorso — che include tutoring, pitching e mentoring internazionale con distribuzioni internazionali prestigiose come Taskovski Films e Impronta Films — si conferma come una piattaforma di sviluppo e networking a forte vocazione internazionale, mettendo in dialogo giovani filmmaker con professionisti, decision maker e realtà produttive europee. I progetti selezionati saranno accompagnati fino alla presentazione finale al Lago Film Fest.

Tra appuntamenti industry, progetti di accessibilità culturale come “Città aperta” (dedicato alla cultura per tutte e tutti), che sarà un progetto chiave verso Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027, e l’attenzione costante ai temi dei diritti, il festival conferma la propria identità di organismo vivo e responsabile. Con decine di anteprime nazionali e ospiti da tutto il mondo, il Pordenone Docs Fest 2026 propone cinque giorni di cinema necessario: uno spazio di visione “democratica”, libera e consapevole, fuori dalle logiche commerciali e di “eccesso di informazione”, capace di restituire allo sguardo la sua funzione critica in un tempo dominato dall’eccesso di immagini.

Aspettando Pordenone Docs Fest 2026

8 documentari, 8 serate, 8 temi diversi, 8 appuntamenti speciali di Aspettando Pordenone Docs Fest per prepararsi al meglio alla XIX edizione del festival del cinema documentario che quest’anno
si terrà dal 25 al 29 marzo a Cinemazero.
Come sempre una proposta molto varia e articolata per riflettere insieme sulla nostra realtà, sull’attualità e su visioni ed esperienze che formano il presente.
Spazio a temi quali l’omicidio di Giulio Regeni, il terrorismo rosso, le migrazioni, i diritti dei minori, la situazione in Iran, la guerra in Ucraina la Palestina e Gaza, la dittatura in Albania… la storia e la politica contemporanea, i conflitti, le battaglie sociali, attraversando Paesi, oltre quelli già citati, come Polonia, Bielorussia, Afghanistan, Serbia, Bosnia, per un percorso selezionato – e di grande qualità – per ricordare il passato, vivere il presente e riflettere sul futuro.

Venerdì 30 gennaio | h 20.45

Giulio Regeni – Tutto il male del mondo (Simone Manetti. Italia, 2026. 70’)

Il primo documentario che ricostruisce la verità giudiziaria sul sequestro, le torture e l’omicidio del ricercatore italiano ritrovato ucciso nei pressi del Cairo il 3 febbraio del 2016.
Un documentario che ripercorre il caso di Giulio Regeni, tra verità negate, indagini spezzate e silenzi che pesano come macigni. A raccontare la storia di Giulio, per la prima volta, sono i suoi genitori, Claudio e Paola: un padre e una madre che hanno trasformato il dolore in coraggio, sfidando la dittatura di al-Sisi. Con loro, la voce dell’avvocata Alessandra Ballerini, nella battaglia che dopo otto anni ha condotto al processo contro quattro agenti egiziani. Un racconto di amore, giustizia e resistenza.
Interviene il regista Simone Manetti

Giovedì 5 febbraio | h 20.45

The Guest (Zvika Gregory Portnoy e Zuzanna Solakiewicz. Polonia, Qatar, 2024. 78’)
L’incontro – poetico e intenso – tra una famiglia polacca e un giovane rifugiato siriano, bloccato nei boschi al confine con la Bielorussia, racconta le tensioni di una crisi migratoria divenuta terreno di scontro politico.
Nel 2021 il confine tra Polonia e Bielorussia diventa una terra di nessuno, dove i rifugiati restano intrappolati in un crudele gioco politico. Maciek accoglie in casa Alhyder, giovane siriano stremato. Tra paura, attesa e scelte impossibili, nasce un legame fragile e umano. Un documentario intimo che, senza clamore, racconta lo stallo, il pericolo e la forza silenziosa della solidarietà.

Nell’occasione verrà presentato il cortometraggio La scuola Penny Wirton di Pordenone realizzato da Cinemazero e Pordenone Docs Fest che da poco inaugurata ha lo scopo di insegnare l’Italiano ai minori stranieri non accompagnati: in Friuli Venezia Giulia sono ben 700, ciascuno con il proprio peso dei traumi subiti durante viaggi dolorosi e lunghi.
In collaborazione con Mondovisioni – I documentari di Internazionale, Penny Wirton Pordenone, Associazione Migranti, Caritas Diocesana di Concordia-Pordenone.

Mercoledì 11 febbraio | h 20.45
Toni, mio padre (Anna Negri. Italia, 2025. 109’)
Interviene la regista Anna Negri

Un ritratto intimo e sincero del rapporto tra la regista e suo padre, Toni Negri, che intreccia memoria personale e storia collettiva in un dialogo profondo tra affetti, politica e libertà.
A quattordici anni Anna vede suo padre Toni Negri arrestato, accusato di essere il capo occulto del terrorismo italiano negli anni di piombo. Anni dopo, da quell’assenza nasce un film: un dialogo intimo tra una figlia e un padre al tramonto. A Venezia, sapendo che sarà l’ultima volta, camminano insieme tra parole essenziali e silenzi carichi di senso. È il racconto di due generazioni ferite che provano, finalmente, a ritrovarsi.

Giovedì 19 febbraio | h 19.00

Past Future Continuos – Gli uccelli del Monte Qaf (Firouzeh Khosrovani. Iran, Norvegia, Italia, 2025. 80’)

Interviene la regista Firouzeh Khosrovani

Un racconto poetico sull’esilio di Maryam, che osserva da lontano la casa della sua famiglia in Iran tramite videocamere: un viaggio tra passato e presente, nostalgia e radici perdute, sullo sfondo di un Paese irraggiungibile.
Maryam fugge dall’Iran a vent’anni, nascosta tra le pecore che attraversano le montagne verso la Turchia. La rivoluzione ha inghiottito i suoi amici, la famiglia la salva mandandola via per sempre. Dall’America, guarda i genitori attraverso videocamere tremolanti: un filo fragile con la sua terra. Quando la rete si spegne, si spezza anche il legame. Un racconto poetico di esilio, memoria e nostalgia, come il Monte Qaf: un ritorno impossibile, che vive solo nei sogni.

In collaborazione con Zalab

Giovedì 26 febbraio | h 20.45

2000 metri ad Andrijvka (Mstyslav Chernov. Ucraina, 2025. 106’)
In occasione del quarto anniversario dell’inizio della Guerra in Ucraina

Mai abbiamo visto la guerra così vicina e così realistica: una testimonianza unica per comprendere la dinamica degli scontri bellici contemporanei e la situazione attuale del conflitto ucraino.
Nel 2023, durante una controffensiva destinata a fallire, il reporter Mstyslav Chernov segue una brigata ucraina tra gli alberi di una foresta trasformata in trincea. Un miglio di terra verso Andriivka, villaggio occupato dai russi, diventa un viaggio nell’anima della guerra. Con incredibili riprese sul campo delle bodycam dei soldati, emerge una verità straziante: più avanzano nella loro patria distrutta, più comprendono che per loro questa guerra potrebbe non finire mai. Una guerra di trincea, alla conquistra di pochi metri, con un numero di vittime enorme.

In collaborazione con Wanted Cinema

Sabato 28 febbraio | h 16.30 ANTEPRIMA ASSOLUTA

Orcolat – Il racconto del terremoto del Friuli ’76 (Federico Savonitto. Italia, 2026, 92′)

Intervengono il regista Federico Savonitto e i produttori Marco Caberlotto e Lucio Scarpa

Un racconto corale che intreccia memoria, identità e rinascita del Friuli a cinquant’anni dal terremoto del 1976. Attraverso le testimonianze di artisti, sportivi, scrittori e studiosi – tra cui Dino Zoff, Fabio Capello, Manuela Di Centa, Paolo Rumiz, Davide Toffolo e Tullio Avoledo – il film restituisce un mosaico emotivo di quel momento storico che ha segnato il territorio e la sua gente.
Lontano da ogni retorica, Orcolat esplora non solo la forza e la solidarietà della ricostruzione, ma anche le sue contraddizioni e le ombre dei primi interventi di soccorso. Lo sguardo del regista Federico Savonitto si apre a una dimensione internazionale, che parla non solo a chi quegli eventi li ha vissuti ma a un pubblico di tutte le età. Con le musiche di Elisa Toffoli, dei Tre Allegri Ragazzi Morti e di Lorenzo Commisso il film diventa un viaggio nella memoria e nella resistenza di un popolo capace di rinascere, trasformando il dolore in energia vitale e patrimonio condiviso.

In collaborazione con Kublai Film

Giovedì 5 marzo | h 20.45 (Dorra Zarrouk. Egitto, Arabia Saudita, 2024. 79’)


La storia di una famiglia palestinese fuggita da Gaza, sospesa tra dolore, perdita e il desiderio di ritorno. Attraverso ricordi, immagini d’archivio e testimonianze, il film ritrae la resilienza di chi tenta di ricostruire un futuro dopo la fuga.
Una famiglia palestinese con otto figli fugge da Gaza tre mesi dopo l’inizio della guerra. Tra loro c’è Nadine, giovane madre di due gemelle nate dopo anni di attesa. Hanno perso casa, beni e affetti, lasciando un luogo amato, affollato e vivo. In Egitto sognano il ritorno, ma la distruzione di Gaza incombe come una seconda Nakba. Con la chiave della loro casa in mano, portano con sé memoria e nostalgia di un mondo che forse non rivedranno più.

In collaborazione con Mondovisioni – I documentari di Internazionale, Neda Day

Giovedì 12 marzo | h 20.45

Waking Hours (Federico Cammarata e Filippo Foscarini. Italia, 2025. 78’) Intervengono i registi


Un viaggio immersivo nella foresta balcanica, spazio reale e simbolico in cui un gruppo di passeur afgani vive nell’attesa di traghettare migranti oltre il confine: un racconto notturno di sospensione, pericolo e trasformazione.
Nella foresta della rotta balcanica, dove il visibile si dissolve, nasce un film che trasforma il bosco in corpo vivo e luogo di metamorfosi. Attorno al fuoco, presenze furtive si raccolgono mentre in lontananza rimbombano spari. Poco oltre, un muro di metallo segna l’inizio dell’Europa. Un clan di passeurs afgani attende chi deve attraversare, vagando in una notte senza fine. La foresta diventa confine, rifugio e soglia, spazio di smarrimento e speranza.

In collaborazione con Luminalia

Giovedì 19 marzo | h 20.45

Film di Stato (Roland Sejko. Italia, 2025, 78’) Interviene il regista

Un’esplorazione attraverso materiali d’archivio della propaganda sotto il regime di Enver Hoxha: un viaggio nella costruzione del potere e nelle immagini che per decenni hanno definito e controllato la narrazione dell’Albania.
Per oltre quarant’anni l’Albania coincide con un solo volto: Enver Hoxha. Film di Stato attraversa quel regime usando le immagini che il potere ha creato per raccontare se stesso. Film di propaganda, archivi segreti, materiali inediti compongono un viaggio ipnotico dentro un paese isolato, dove il cinema era strumento di controllo. Oggi, quelle stesse immagini si ribellano e svelano crepe, silenzi, paure. Un racconto potente su come il potere costruisce la propria memoria e su ciò che, col tempo, non riesce più a nascondere.

In collaborazione con Cinecittà – LUCE

Call for students 2026

Dal 25 al 29 marzo 2026 Pordenone diventerà la capitale del cinema del reale grazie al Pordenone Docs Fest, uno degli appuntamenti più importanti dedicati al documentario contemporaneo. Per le studentesse e gli studenti universitari c’è un’opportunità unica: partecipare al festival dall’interno entrando a far parte della Young Jury.

Essere nella Young Jury significa passare dall’altra parte dello schermo e vivere il festival come protagonista, condividendo un’esperienza intensa di visione, confronto e formazione all’interno di una vera community internazionale.

Cosa offre l’esperienza Young Jury

Le persone selezionate avranno la possibilità di:

  • Entrare ufficialmente nella Young Jury, visionare i documentari in concorso ed esprimere il proprio voto per l’assegnazione dello Young Award.
  • Incontrare e dialogare con registe, registi e protagonisti delle opere in programma, provenienti da tutto il mondo.
  • Esplorare la sezione XR, dedicata alle migliori esperienze documentarie in realtà virtuale e aumentata.
  • Partecipare a masterclass esclusive, panel e momenti di approfondimento per scoprire i meccanismi e le professioni del settore audiovisivo.
  • Prendere parte a workshop dedicati alla creazione documentaria.
  • Fare networking condividendo cinque notti in hotel con le altre e gli altri membri della giuria, favorendo la nascita di amicizie e collaborazioni professionali.
  • Arricchire il proprio curriculum vitae e ricevere un attestato ufficiale valido per il riconoscimento dei CFU.

Promo Early Bird

Chi si candida entro il 20 febbraio può accedere alla Promo Early Bird, che include accredito al festival, alloggio in hotel e partecipazione alla giuria al costo agevolato di 79 euro.

Come candidarsi

La candidatura è aperta alle studentesse e agli studenti universitari interessati al cinema documentario e ai nuovi linguaggi audiovisivi. Per partecipare è sufficiente compilare il modulo di iscrizione.

Un’occasione concreta per vivere il cinema documentario da dentro, formarsi, confrontarsi e costruire nuove relazioni nel mondo del cinema del reale.

NIUDOC 2026 – Where Stories Begin

APERTE LE ISCRIZIONI

Sei un autore e un’autrice con un’idea originale per un documentario?

Vuoi svilupparla con il supporto di esperti del settore? 

NIUDOC è un’iniziativa di CNA Cinema Audiovisivo FVG, CNA Cinema Audiovisivo Veneto, Pordenone Docs Fest – Le voci del documentario e Lago Film Fest, in collaborazione con il Fondo per l’Audiovisivo del Friuli Venezia Giulia.

CHI PUÒ PARTECIPARE? 

  • Autori e autrici Under 35 con un progetto di documentario (senza limitazioni di formato, tipologia o tematica, inclusi VR/XR e nuovi media)
  • Autori e autrici nazionali e internazionali interessati a sviluppare progetti in connessione o legati al Triveneto (regioni Friuli Venezia Giulia, Trentino, Veneto), con i suoi territori e le sue storie, oppure con un’ottica transfrontaliera e legata all’area balcanica (in particolare Serbia, Slovenia e Croazia)
  • L’idea può essere per un lungometraggio, cortometraggio o mediometraggio. Anche se non hai ancora definito il formato per la tua idea, puoi comunque candidarti!

COME FUNZIONA?

  • La prima fase di pitch (la presentazione avverrà in lingua inglese) e incontri avverrà il 27 Marzo 2026 a Pordenone
  • I progetti selezionati parteciperanno a una serie di speed date di matchmaking con affermate realtà produttive del Nord Est e dell’area Balcanica, creando opportunità concrete per lo sviluppo del progetto.
  • Un programma di tutoring online guiderà gli autori e le autrici nello sviluppo, scrittura e realizzazione di un pitch deck e teaser, tra Aprile e Luglio, che verrà presentato a Luglio 2026 a Lago Film Fest.
  • Sia a Pordenone che a Revine Lago, una giuria di esperti/e decreterà un vincitore.

I Progetti Vincitori Potranno Ricevere:

  • CinemaRental: buono per il noleggio attrezzature
  • KublaiFilm: realizzazione del DCP
  • ZaLab: l’opportunità di una possibile distribuzione sulla piattaforma streaming ZaLab View 

Inoltre, a Pordenone ciascun progetto selezionato potrà concorrere per due prestigiosi premi dedicati al supporto e allo sviluppo del film:

  • il DocsConnect Taskovski Training Award in collaborazione con Taskovski Films
  • L’Impronta Films Consultancy Award in collaborazione con Impronta Films, che offre fino a 6 sessioni di mentoring durante un periodo di 12 mesi, per un progetto di documentario in fase di sviluppo

Nel corso della partecipazione al Lago Film Fest nel luglio 2026, al progetto vincitore sarà offerta l’opportunità di avviare una collaborazione con Piattaforma Lago, nell’ambito delle numerose iniziative organizzate nel corso dell’anno. 

COME CANDIDARSI?

Invia la tua candidatura entro il 13 Febbraio 2026 23:59, compilando il seguente FORM

TERMINI E CONDIZIONI

La candidatura del progetto potrà essere presentata in italiano. Se selezionato, i materiali e la presentazione del progetto sono richiesti in lingua inglese. 

Sono ammessi solo progetti la cui titolarità è in capo all’autore.

Gli autori selezionati sono tenuti a confermare la propria partecipazione entro 48 ore dalla ricezione della comunicazione di selezione, nonché ad assicurare la completa disponibilità agli incontri programmati nei rispettivi festival e al programma di tutoring.

Per maggiori informazioni, scrivi a info.niudoc@gmail.com o info@pordenonedocsfest.it.

Come Pordenone Docs Fest e Lago Film Fest, sappiamo che la diversità è una fonte di creatività e innovazione. Per questo, ci impegniamo a garantire pari opportunità, a promuovere l’equità e l’inclusione, un linguaggio ampio e a creare un ambiente in cui tutte le persone possano sentirsi valorizzate e rispettate. 

Anticipazioni XIX edizione

Si terrà dal 25 al 29 marzo 2026 a Cinemazero, sotto l’alto patrocinio del Parlamento Europeo, la XIX edizione di Pordenone Docs Fest, il festival internazionale che ogni anno propone i migliori documentari per leggere l’attualità, scelti tra centinaia di titoli, confermandosi come uno dei principali appuntamenti italiani dedicati al cinema del reale: la città tornerà ad essere la “capitale del documentario”, con un festival in crescita verso “Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027”, di cui, con Cinemazero, è uno dei soggetti protagonisti. Anche quest’anno il festival coinvolgerà ospiti internazionali da tutto il mondo, proponendo molte decine di anteprime nazionali e film selezionati direttamente dai più prestigiosi festival del pianeta o inviati dalle grandi distribuzioni internazionali per avere a Pordenone la loro prima italiana, offrendo uno sguardo ampio, critico e contemporaneo sui grandi temi del nostro tempo.

In un’epoca dove i conflitti e le polarizzazioni si fanno intensi e globali, il curatore Riccardo Costantini annuncia un’edizione che avrà come uno dei concetti chiave ‘Gli assedi’: «La nostra quotidianità è sotto l’assedio costante di immagini che appaiono non mediate, che sembrano “naturalmente” riportate alla nostra vista “senza filtri” e per questo maggiormente credibili: noi pensiamo sia invece l’esatto contrario e che quello che manca oggi sia soprattutto una narrazione che analizzi la realtà con precisione e profondità, cosa che può fare il grande documentario contemporaneo che da sempre Pordenone Docs Fest propone in anteprima. L’ambizione dunque è che “gli assedi” del nostro tempo (ora fisici e contestualizzati – da Gaza all’Ucraina -, ora sociali – i diritti umani sempre meno tutelati –, ora fondanti le nostre comunità – la democrazia sotto scacco in moltissimi Paesi) possano apparire più comprensibili grazie al lavoro che il festival propone”.

Nella stessa direzione, questa edizione ha sentito l’esigenza di inaugurare una nuova sezione tematica, Different Perspectives, pensata per affrontare i grandi temi dell’attualità con uno sguardo laterale, umano e non mediato. In un’epoca in cui siamo spesso saturi e anestetizzati da immagini continue di distruzione e conflitto, la sezione propone visioni alternative, meno dirette ma profondamente incisive, capaci di introdurre complessità e senso e disinnescare la potenziale anestesia di sguardo che la reiterata visione di immagini sui conflitti può innescare.

Dalla Cina arriva Confessions of a Mole (coproduzione cinese e polacca), un ironico e originale diario visivo della regista Mo Tan, che diventa la cineasta che ha sempre sognato di essere, vivendo tutte le contraddizioni della società cinese contemporanea. Il racconto volutamente scanzonato dei legami familiari, degli amori, della necessità di mantenere vive le rigide tradizioni, ma anche del desiderio di essere pienamente sé stessa offrono uno spaccato fresco e originale, estremamente comunicativo e divertente, facendo trapelare una riflessione profonda su cosa significhi oggi essere una giovane cinese che vuole essere “cittadina del mondo”.

Tra le altre attese anteprime c’è la produzione turco-iraniana 32 Meters, un documentario delicato e profondamente umano che racconta l’emancipazione femminile oggi in un villaggio rurale turco e ribadisce l’attenzione per le questioni di genere che il Pordenone Docs Fest porta avanti da sempre. Protagonista è Halime, una donna che non si riconosce nel ruolo tradizionale imposto alle donne nella sua comunità patriarcale e, convinta che ci sia molto di più nella vita oltre alla casa e ai figli, decide di organizzare un torneo di tiro al bersaglio riservato alle donne, sfidando una tradizione millenaria che consente ai soli uomini di maneggiare le armi. L’iniziativa incontra resistenze e opposizioni, soprattutto da parte degli uomini del villaggio, il cui consenso è considerato necessario. Con uno sguardo empatico e un umorismo sottile, 32 Meters mostra come anche le idee più radicate sui ruoli di genere possano essere messe in discussione, realizzando un ritratto speranzoso di una comunità in trasformazione e di una donna determinata a cambiare lo status quo.

Oltre alle espressioni più recenti, il festival cerca negli sguardi del passato esempi e memoria ancora necessari per parlare all’oggi. In programma dunque troviamo due retrospettive, con appuntamenti speciali legati alla storia e ai suoi anniversari, in cui di nuovo rientrano “gli Assedi”: da quelli storici della Spagna della Guerra Civile al più importante e doloroso assedio contemporaneo, quello di Sarajevo.

Nella retrospettiva Sarajevo, l’assedio: 1992–1996, curata da Alessandro Del Re, in occasione dei trent’anni dalla fine dell’assedio di Sarajevo, evento centrale della guerra in Bosnia, il festival mostra – per la prima volta in forma completa – come l’assedio sia stato raccontato in immagini davvero dai più grandi autori del cinema internazionale, non solo di documentario, come Jasmila Žbanić, Susan Sontag, Pawel Pawlikowski, Johan van der Keuken, tra gli altri.

La seconda retrospettiva, curata da Federico Rossin, si intitola invece ¡No pasarán! Ripensare la guerra civile spagnola, novant’anni dopo e riparte dell’anniversario dello scoppio della guerra civile spagnola (1936) non proponendo la selezione di film girati durante il conflitto, ma uno sguardo originale e stratificato, grazie alle opere realizzate negli ultimi anni della dittatura franchista e nei primi anni della Transizione democratica, quando il paese iniziò a rielaborare criticamente il proprio passato. Film che riflettono sul lutto, sulle memorie divise, sul disincanto e sulla necessità di ricostruire una coscienza civile. Un percorso quanto mai attuale, in un momento storico segnato dal ritorno di pulsioni autoritarie in tante democrazie contemporanee.

Entrambe le retrospettive vogliono testimoniare la cultura (e la necessità) della pace, da sempre uno degli obbiettivi del festival.

Colonna portante del Pordenone Docs Fest è inoltre l’impegno verso il settore professionale per cui è prevista una ricca serie di eventi industry dedicati a registi, produttori e operatori del settore, che per cinque giorni potranno incontrarsi, confrontarsi e interrogarsi sul futuro del documentario con un’ottica generativa e condivisa, anche con alcuni panel internazionali – realizzati con il sostegno specifico del Piano Cinema e Immagini per la Scuola del Ministero della Cultura – dedicati al ruolo cruciale del documentario nell’educazione dei giovani d’oggi.

Ai temi ricorrenti a cui il Pordenone Docs Fest dedica particolare attenzione, oltre alle questioni di genere c’è l’impegno ambientale, concretizzati rispettivamente nel Manifesto per una comunicazione ampia e responsabile e nel Manifesto Green, che continueranno a essere punti di riferimento per azioni concrete.  Tra queste, unendo l’impegno costante del festival nella restituzione dell’importanza di figure e ruoli storicamente marginalizzati e l’attenzione alle pratiche ecologiche, l’omaggio alla memoria di Silvia Zenari (nel 70° della sua scomparsa, 1956), biologa e geologa friulana, figura da riscoprire per il largo pubblico e studiosa fondamentale per la ricerca naturalistica del Novecento che le valse il riconoscimento dell’Accademia dei Lincei, capace di ricerche pionieristiche in un’epoca in cui la ricerca scientifica dei suoi ambiti era esclusivamente appannaggio maschile e a cui è intitolato il Museo di Storia Naturale di Pordenone.

Il festival presenterà poi le prime azioni di due progetti di “Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027” che lo vedono protagonista, strettamente legati ai suoi storici impegni: da un parte “Città aperta”, un percorso pionieristico di accessibilità alla cultura sviluppato con numerosissime realtà del territorio, dall’altra “La fabbrica dei sogni” con residenze artistiche di alto profilo legate alla valorizzazione degli archivi filmici, sonori, fotografici che costituiscono la ricca – ma talvolta dimenticata – memoria visiva del territorio, passando dai film familiari agli eccezionali archivi di Cinemazero (Pasolini, Modotti, Fellini, Tarkovski…).

Il festival rinnova inoltre il suo impegno sociale con i “No Sponsor”: un’iniziativa “al contrario” in cui è il festival a donare visibilità gratuita a realtà che operano per la tutela dei diritti e la pace di rilevanza internazionale come Emergency, Medici Senza Frontiere, Un ponte per.

Pordenone Docs Fest è realizzato sotto l’Alto Patrocinio del Parlamento Europeo con il contributo di Ministero della Cultura, Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia, Promo Turismo FVG, Comune di Pordenone – Assessorato alla Cultura, Fondazione Friuli; con il sostegno di Servizi CGN, Cooperativa Sociale ITACA,  Friuli-Venezia Giulia Film Commission, IDM FILM Funding, Trentino Film Commission, Veneto Film Commission, Ordine dei Giornalisti – Consiglio Nazionale, AGIS Triveneto, AVI – Associazione Videoteche e Mediateche Italiane, CNA Cinema e Audiovisivo FVG, Europa Cinemas e il supporto di AFIC, Associazione Il Capitello, Ordine dei Giornalisti – FVG, Confcommercio Ascom Pordenone.

È un’iniziativa protagonista di “Pordenone Capitale Italiana della Cultura 2027”.

XIX edizione Pordenone Docs Fest

Dal 25 al 29 marzo 2026 torna uno degli appuntamenti culturali più attesi: la XIX edizione di Pordenone Docs Fest – Le voci del documentario, il festival ideato e organizzato da Cinemazero che da anni porta a Pordenone il meglio del cinema del reale.

Per cinque giorni la città accoglierà un ricco programma di anteprime, documentari provenienti da tutto il mondo, ospiti internazionali, masterclass, retrospettive e numerosi eventi speciali. Il festival si conferma così un luogo di riferimento per il documentario contemporaneo e per il confronto tra pubblico, autori e autrici e professionisti e professioniste del settore.

Invitiamo a segnare le date in agenda: Pordenone Docs Fest sarà un’occasione preziosa di incontro, condivisione e dialogo attorno al cinema e ai temi che lo attraversano.

Nei prossimi mesi sarà disponibile il programma completo, insieme alle novità e agli approfondimenti che caratterizzeranno questa XIX edizione.

UAU! un’arena urbana

Ogni martedì, dal 01 luglio al 19 agosto, si riaccenderà anche il grande schermo di UAU! ai Giardini “Francesca Trombino”, che ogni anno Cinemazero valorizza come uno dei luoghi più soggettivi della città, con un programma ricercato di “Documentari all’aperto”, arricchito sempre dalla presenza di ospiti, con contenuti di importanza sociale e d’attualità a ingresso gratuito. 

CLICCA QUI PER SFOGLIARE L’INTERO PROGRAMMA

Martedì 01 luglio h. 21.30

GOING UNDERGROUND

Punk, New Wave, musica indipendente e sperimentale: tutto questo è… GAZNEVADA!
I Gaznevada, fra Post Punk e New Wave, vivono la loro parabola nella Bologna anni ’70-’80: droga, tumulti, radio libere, etichette indipendenti, Skiantos, Ramones, Pazienza e Tondelli (che li definiva “folli, geniali, miseri e disperati”): il racconto della loro ascesa dall’underground all’Italo disco e alla dance dei Datura, passando per impegno politico ed edonismo puro, fino al disorientamento degli anni ’90. Un ritratto della frenetica cavalcata di una band simbolo di un’epoca.

Intervengono Lisa Bosi, regista “produced by” Oderso Rubini, produttore musicale
(The Great Complotto, Gaznevada, Skiantos, Stupid Set, Confusional Quartet…) Giangiacomo De Stefano, produttore del film.
Prima del film verrà proiettato l’inedito videoclip della canzone dei Gaznevada: Pordenone UFO Attack

Martedì 08 luglio h. 21.30

CUTRO, CALABRIA, ITALIA

Cutro, una notte maledetta, e una storia dolorosa e che si ripete da troppo tempo: una spiaggia italiana accoglie i corpi di centinaia di migranti.
Quattro giorni tra il sole che brucia e i fumi che soffocano, inseguendo un sogno chiamato futuro. Nessuno guarda il mare, tutti lottano per arrivare vivi. Ma all’alba del 26 febbraio 2023, a pochi metri da Cutro, il caicco Summer Love si spezza contro una secca. Il mare prende 94 vite (25 sono minori), ne lascia 81 a raccontare. Un viaggio di speranza che si trasforma in tragedia, a un passo dall’Italia.

Interviene Mimmo Calopresti, regista

Martedì 15 luglio h. 21.30

L’ERA D’ORO

Un racconto delicato e universale: una famiglia al femminile, tre generazioni di donne affrontano presente e futuro.
Lucy, giovane palermitana a Hull (UK), vive l’amore a distanza con Kitim, conosciuto in Sicilia. Ora aspetta una bambina, Futura, e accanto a lei ci sono la madre e la sorella, tre donne unite da affetto, forza e memoria. In un momento di dolce attesa e cambiamento, Lucy sceglie di tornare a Palermo, pronta a riscrivere la propria storia e affrontare con coraggio la sfida più grande: diventare madre.

Interviene Camilla Iannetti, regista

Martedì 22 luglio h. 21.30

CRISI Commemorare è come smettere di amare

ANTEPRIMA ASSOLUTA

Dove il vecchio non muore e il nuovo non nasce, è Crisi. Nell’incontro con i materiali d’archivio di Deborah Beer e Gideon Bachman su Pier Paolo Pasolini custoditi da Cinemazero, si aprono tre interrogativi: come ci si confronta, oggi, con la presenza di Pasolini, con la voce di Pasolini e con l’immagine di Pasolini? La scrittura audiovisiva di Alessandro Gagliardo e Furtherset si apre alla problematicità di queste domande, tentando una risposta per i nostri giorni di guerra. A coloro che “erano e sono gioventù” è dedicata la visione.

Una produzione di Obliquo, con Cinemazero e in collaborazione con altriformati, esito della residenza “Pier Paolo Pasolini: epigenesi di una goccia”
LIVE PERFORMANCE Video/Schermo: Alessandro Gagliardo Live Electronics: Furtherset

Martedì 29 luglio h. 21.30

STING LIKE A BEE

L’Ape Piaggio per molti ragazzi è tutto: casa, libertà, viaggio, simbolo…e protagonista di infinite avventure tutte italiane.
Più che un documentario, un viaggio nel cuore dei piccoli paesi del Centro-Sud Italia, dove un gruppo di adolescenti condivide la passione per gli Ape Piaggio. Tra realtà e finzione, il film di Leone Balduzzi dà voce a chi sogna un posto nel mondo, trasformando un casting in occasione di riscatto. Un racconto libero e inaspettato, dove anche in periferia si può sognare a tutto gas.

Interviene Giorgia Pedini, sceneggiatrice

Martedì 05 agosto h. 21.00

DIARI DELLA LIBERAZIONE

Gli “sguardi liberati” e inediti dei cineasti amatoriali raccontano – testimoni oculari della Storia – la caduta del fascismo e la Liberazione. Nelle loro immagini incredulità, commozione e felicità, ma anche i drammi di allora la lotta partigiana, la fuga dei tedeschi da Roma, i bombardamenti.

Musicazione dal vivo di Guglielmo Pagnozzi
Interviene Paolo Simoni, Fondazione Home Movies – Archivio Nazionale del Film di Famiglia

a seguire

DIARI DELLA LIBERAZIONE

Tre donne, tre diari, tre prospettive diverse si collegano nonostante le distanze geografiche che le separano. Magda è un’orgogliosa partigiana a Milano, Madeleine studia da poco a Parigi e Käte a Berlino attende la fine della guerra sapendo di essere dalla parte dei vinti.

Interviene Matteo Parisini, regista.

Martedì 12 agosto h. 21.00

A LUCI SPENTE

La storia di Loris Stecca, pugile sul tetto del mondo, ma anche uomo in caduta libera… Oggi, a 65 anni, ha ancora un avversario: sé stesso.
Nel 1984 Loris Stecca è il più giovane campione mondiale di boxe d’Italia. Oggi, dopo 8 anni di carcere, lavora come netturbino. Dai trionfi alla caduta, la sua storia travolge anche il fratello Maurizio, oro olimpico. Tra gloria, abisso e redenzione, il passato torna a bussare, come un ultimo avversario da affrontare a luci spente. Un racconto di ferite profonde e forza disperata, sempre in mezzo al ring della vita: rialzarsi e combattere, fino alla fine.

Intervengono Mattia Epifani, regista e Alessandro Marotto, produttore

Martedì 19 agosto h. 21.00

VITTORIA

Adottare. Una storia di amore e ostinazioneinterpretata dalle stesse persone che l’hanno realmente vissuta.
A Torre Annunziata, Jasmine, madre di tre figli, è tormentata da un sogno ricorrente: una bambina bionda che le corre incontro. Quel sogno diventa desiderio, bisogno, scelta. Nonostante le difficoltà economiche e familiari, decide di affrontare il complesso percorso dell’adozione internazionale. In Bielorussia, tra sacrifici e speranza, il sogno di una figlia sembra finalmente prendere forma.

Interviene Alessandro Cassigoli, regista

 Itineranze Doc a Pordenone

Dall’1° al 4 luglio 2025, Cinemazero e Pordenone Docs Fest – Le voci del documentario accolgono la seconda tappa di Itineranze Doc, il programma di formazione dedicato ai nuovi talenti del documentario italiano, promosso da sei dei più importanti festival del documentario italiani, in rete per un progetto eccezionalmente virtuoso: Pordenone Docs Fest, Festival dei Popoli (Firenze) Sole Luna Doc Film Festival (Palermo), PerSo (Perugia), Front Doc (Aosta) e Bellaria Film Festival. 

Un’occasione importante per la città di Pordenone, che, verso la Capitale della Cultura italiana 2027, si conferma punto di riferimento per il cinema del reale e crocevia per autori e autrici internazionali. 

“Siamo particolarmente lieti di questo progetto, che arriva a Pordenone per la prima volta e porta in città alcuni dei migliori talenti italiani e dei tutor / specialisti di documentario più importanti, in un percorso di formazione pieno di futuro e incentrato sullo sviluppo della creatività”, dice Riccardo Costantini, curatore di Pordenone Docs Fest. 

Dopo il debutto al Bellaria Film Festival, l’iniziativa fa tappa a Cinemazero con una residenza di scrittura intitolata “La scrittura, dall’idea al soggetto”, guidata da Francesco Montagner, regista e formatore, già vincitore del Pardo D’oro Cineasti del Presente al Festival di Locarno per il suo Brotherhood

Itineranze Doc, nato nel 2022, con il supporto di MiC e SIAE nell’ambito del programma Per Chi Crea, mette in rete sei tra i più importanti festival italiani per il documentario. Obiettivo: accompagnare giovani filmmaker nello sviluppo del loro primo o secondo lungometraggio. 

A Pordenone, i sei progetti selezionati da tutta Italia si confronteranno in un ambiente immersivo e altamente formativo: quattro giorni di workshop, proiezioni, sessioni individuali e collettive per trasformare un’intuizione in un’idea concreta, pronta a crescere. 

«Crediamo nell’idea di lavorare in rete perché ci permette di entrare in contatto con nuovi autori e autrici e di prenderci cura delle loro idee attraverso un percorso didattico e creativo collettivo e sempre funzionale allo sviluppo e alla crescita», affermano i promotori del progetto. «Ci interessa il processo: per questo ogni tappa ha un focus specifico, dalla scrittura al pitch, fino al confronto con produttori e distributori». 

Con questa seconda tappa, Cinemazero e il Pordenone Docs Fest confermano il loro ruolo centrale nella formazione e nella valorizzazione del nuovo cinema del reale in Italia. 

Il programma proseguirà a settembre, a Palermo, al Sole Luna Doc Film Festival, dove si approfondiranno le scelte registiche e stilistiche, mentre a ottobre, nell’ambito del PerSo-Perugia Social Film Festival di Perugia si affronterà il tema del teaser. Novembre sarà il mese conclusivo: prima al Festival dei Popoli di Firenze, con un workshop dedicato alle strategie produttive e di internazionalizzazione, poi ad Aosta, dove i progetti saranno presentati durante FrontDoc nel pitch finale davanti a professionisti del settore. 

Dalla sua nascita, ITINERANZE DOC ha sostenuto 18 progetti, contribuendo a far nascere nuove opere, alleanze creative e comunità artistiche. Tra i docenti e mentor delle scorse edizioni figurano nomi di rilievo come Marco Alessi, Paolo Benzi, Carlo Chatrian, Pierre-Alexis Chevit, Giovanni Cioni, Beppe Leonetti, Laura Marzi, Sirkka Möller, Francesco Giai Via, Zeynep Guzel, Aline Hervé, Brigid O’Shea. 

Con l’edizione 2025, la rete di ITINERANZE DOC si amplia ancora, continuando a sostenere nuove voci pronte a raccontare il reale con passione, urgenza e sguardo autoriale. 

I PROGETTI SELEZIONATI: 

THE TRIALS di MARTA MASSA 

A Budapest un* attivista stranier* antifascista e non binary è detenut* in isolamento.  

Mentre il Paese protesta contro le misure sempre più restrittive del governo autoritario, il tribunale prepara la sentenza. 
 
 

A.A.A. CERCASI di SARA CECCONI 

Un progetto della Collettiva (Marta Basso, Sara Cecconi, Carlotta Cosmai, Alice Malingri, Giulia Sbaffi). La ricerca di A.A.A. Offresi, un film censurato negli anni ’80, forse perduto per sempre, diventa il motore per indagare il mondo del sex work tra ieri e oggi, attraverso la storia della televisione pubblica e della società italiana. 

LE VACANZE di MATTEO GIAMPETRUZZI 

L’isola di San Domino, situata nell’arcipelago delle Tremiti al largo della costa adriatica del Gargano, sul finire degli anni ‘30 del secolo scorso fu adibita dal regime fascista a località di confino per circa sessanta uomini omosessuali. Oggi le Tremiti sono una destinazione turistica come tante, meta di migliaia di visitatori ogni estate. Questo progetto combina il ritratto dell’isola nel presente con l’evocazione del suo passato e degli spettri che la popolano.  

¿DÓNDE DURMIERON NUESTRAS ABUELAS? di ASTRID ARDENTI 

Scritto con Isabella De Silvestro. Tra partenze e ritorni mai avvenuti, “¿Dónde durmieron nuestras abuelas?” esplora le vite di chi ha lasciato l’Italia del Sud negli anni Cinquanta. Seguendo il destino di tre sorelle, il film interroga le tracce intime e collettive dell’emigrazione italiana verso l’Argentina. 

THIS IS THE BEGINNING OF A BEAUTIFUL LOVE di CRISTIANO GIAMPORCARO 

Scritto con Petra Pirandello 

Bernardo, uomo di 63 anni con varie disabilità, vive di espedienti nella periferia di Palermo. Prossimo alla pensione, decide di iscriversi a scuola per imparare a leggere e scrivere e così, ignaro della sua morte, poter inviare una lettera d’amore alla donna dei suoi sogni: Ingrid Bergman. 

UNO SI DISTRAE AL BIVIO di ALESSANDRA LANCELLOTTI 
Lucania, giorni nostri. Personaggi delle pagine di Rocco Scotellaro, poeta della libertà contadina, prendono vita in quadri in movimento. In controcampo, i giovani eredi di quella civiltà millenaria vivono lo spopolamento di un Meridione alla prova con un futuro post rurale. 

Post Pordenone Docs Fest


Ogni anno il festival non riesce – per densità di palinsesto – a mostrare tutti quei film legati alla realtà che vorrebbe: ecco allora che si affianca all’iniziativa di anteprime di Aspettando Pordenone Docs Fest, una nuova iniziativa come Post Pordenone Docs Fest.
Vi trovano spazio temi di assoluta attualità, dalla questione israelo-palestinese – ancora caratterizzata dal conflitto e per questo da affrontare con documentari che diano idea anche di una pace – a temi medico/etici, come fertilità e affermazione di genere, per proseguire con il delicato rapporto fra ecologia e approvvigionamento energetico, concludendo con una necessaria riflessione su come il mercato libero possa danneggiare gli agricoltori, capaci, invece, di resistere se protagonisti di comunità.

TUTTI GLI APPUNTAMENTI:

Mercoledì 14 maggio | h 20.45
I Shall Not Hate (Tal Barda. Canada, Francia, 2024. 92’)

L’appello di un medico palestinese alla giustizia e alla tolleranza per immaginare un futuro per palestinesi e israeliani.
Il film segue la vicenda del dottor Izzeldin Abuelaish, primo medico palestinese a lavorare in un ospedale israeliano. La sua etica improntata al perdono e alla riconciliazione viene messa a dura prova quando un carro armato israeliano bombarda la sua casa, uccidendo tre delle sue figlie. Contro ogni logica e aspettativa, il medico trasforma la tragedia in una campagna globale per sradicare l’odio. Il dottor Abuelaish, però, rimane perseguitato dal dolore e convinto che, per onorare le sue figlie, debba chiedere conto al governo israeliano dell’attacco non provocato che ha decimato la sua famiglia.

In collaborazione con
Mondovisioni – I documentari di Internazionale
Il Capitello

Sabato 24 maggio | h 20.45
Gen_ (Gianluca Matarrese. Italia, Francia, Svizzera, 2025. 103’)

Lo sguardo di un medico che si confronta ogni giorno con i desideri di persone che riguardano l’identità di genere o la fertilità, e che portano in sé le questioni sensibili del nostro tempo.
Ospedale Niguarda di Milano. Ogni giorno il professor Maurizio Bini incontra coppie che desiderano avere un figlio ma non ci riescono e sostiene il percorso di chi ha iniziato le terapie di affermazione di genere. Il suo approccio è profondamente umano; per lui vengono prima di tutto le persone, la necessità che ciascuno possa realizzare i propri desideri. Nel suo studio l’atmosfera è sempre di immediata accoglienza: attraverso il suo dolce sorridere, le situazioni emotivamente più difficili possono essere più semplici.
Intervengono il regista Gianluca Matarrese,  il Professor Maurizio Bini

In collaborazione con Barz & Hippo

Mercoledì 28 maggio | h 20.45
The Other Side of the Pipe (Marko Kumer. Italia, Slovenia, 2024. 75’)

Un ritratto umano di una battaglia tutt’ora in corso, portata avanti col profondo desiderio di tutelare l’ambiente, la democrazia e i valori europei.
Il Southern Gas Corridor è il più grande progetto europeo energetico mai concepito prima, un gasdotto lungo circa 3500 km che parte
 dall’Azerbaigian e arriva fino al Sud Italia. Lo sanno bene l’agricoltore greco Themis, l’insegnante in pensione Ippazio e il giovane attivista Giacomo, le cui vite e terre sono interessate e stravolte dalla costruzione del gasdotto. I tre uniranno le forze in una lotta internazionale volta a contrastare il progetto, senza alcun timore delle possibili conseguenze, anche personali, delle loro proteste.
Interviene il regista Marko Kumer

In collaborazione con
Incipit Film
Legambiente Pordenone
Nord Est Doc Camp

Mercoledì 4 giugno | h 20.45
Farming The Revolution (Nishtha Jain. India, Francia, Norvegia, 2024. 101’)

I pericoli del mercato libero per l’agricoltura, e la dimostrazione dello spirito pluralistico, di sfida e resistenza, di cui è capace il popolo
indiano di fronte alle ingiustizie.
Nel novembre 2020, Gurbaz Sangha, giovane agricoltore del Punjab, intraprende con il suo trattore un viaggio fino a Delhi per unirsi a oltre mezzo milione di persone provenienti da ogni parte del Paese per opporsi alle nuove leggi sull’agricoltura del governo di Narendra Modi. I contadini ritengono che, se attuate, avrebbero un impatto estremamente negativo sul settore agricolo, lasciando gli agricoltori in balia del libero mercato. Le cittadelle  dei manifestanti erette intorno a Delhi, in cui le donne emergono come attori politici paritari, ridefiniscono il senso di comunità e solidarietà.

In collaborazione con
Incipit Film
Legambiente Pordenone

Ingresso alle singole proiezioni
Intero € 8,00
Ridotto € 6,00
Ridotto € 4,00 (riservato ad abbonati Pordenone Docs Fest)
CinemazeroCard € 5,50
CinemazeroYoungCard € 3,00 (riservato a Under 25)

Itineranze Doc – i 6 progetti selezionati

Scelti i sei progetti che parteciperanno al programma di formazione e training dei festival italiani dedicati al cinema del reale.


Sono stati selezionati i 6 progetti che prenderanno parte a Itineranze Doc 2025, il programma di formazione e training gratuito che vuole supportare a livello creativo e produttivo giovani autori e autrici di cinema del reale nello sviluppo del loro primo (o secondo) lungometraggio.

L’esperienza dal 2022 mette in rete in rete sei festival attenti al documentario in Italia, per accompagnare giovani talenti lungo le fasi di avvicinamento alla realizzazione della loro opera. Un cammino che si sviluppa in 6 tappe, da vivere nel cuore di ogni festival, a stretto contatto con professionisti e addetti ai lavori e la guida di docenti d’eccezione. Da quest’anno, il progetto vede il sostegno del MiC e di SIAE, nell’ambito del programma “Per Chi Crea”.

 
Si parte dall’8 al 10 maggio nell’ambito del Bellaria Film Festival, dove i partecipanti si incontreranno per la prima volta e presenteranno ufficialmente i loro progetti.

Quindi il programma proseguirà fino a novembre attraverso Sole Luna Doc Film Festival, PerSo – Perugia Social Film Festival, Festival dei Popoli, FrontDoc e, per la prima volta, con la collaborazione di Pordenone Docs Fest.


A guidare il laboratorio itinerante saranno quest’anno i tutor Chiara Andrich (direttrice artistica del Sole Luna Doc Film Festival), Alberto Diana (regista e programmatore del Festival dei Popoli) e Gianluca Rossi (sceneggiatore e direttore artistico di FrontDoc).

I progetti selezionati

THE TRIALS di MARTA MASSA

A Budapest un* attivista stranier* antifascista e non binary è detenut* in isolamento.

Mentre il Paese protesta contro le misure sempre più restrittive del governo autoritario, il tribunale prepara la sentenza.

A.A.A. CERCASI di SARA CECCONI

Un progetto della Collettiva (Marta Basso, Sara Cecconi, Carlotta Cosmai, Alice Malingri, Giulia Sbaffi). La ricerca di A.A.A. Offresi, un film censurato negli anni ’80, forse perduto per sempre, diventa il motore per indagare il mondo del sex work tra ieri e oggi, attraverso la storia della televisione pubblica e della società italiana.


LE VACANZE di MATTEO GIAMPETRUZZI

L’isola di San Domino, situata nell’arcipelago delle Tremiti al largo della costa adriatica del Gargano, sul finire degli anni ‘30 del secolo scorso fu adibita dal regime fascista a località di confino per circa sessanta uomini omosessuali. Oggi le Tremiti sono una destinazione turistica come tante, meta di migliaia di visitatori ogni estate. Questo progetto combina il ritratto dell’isola nel presente con l’evocazione del suo passato e degli spettri che la popolano.


¿DÓNDE DURMIERON NUESTRAS ABUELAS?” di ASTRID ARDENTI

Scritto con Isabella De Silvestro. Tra partenze e ritorni mai avvenuti, “¿Dónde durmieron nuestras abuelas?” esplora le vite di chi ha lasciato l’Italia del Sud negli anni Cinquanta. Seguendo il destino di tre sorelle, il film interroga le tracce intime e collettive dell’emigrazione italiana verso l’Argentina.


THIS IS THE BEGINNING OF A BEAUTIFUL LOVE di CRISTIANO GIAMPORCARO

Scritto con Petra Pirandello

Bernardo, uomo di 63 anni con varie disabilità, vive di espedienti nella periferia di Palermo. Prossimo alla pensione, decide di iscriversi a scuola per imparare a leggere e scrivere e così, ignaro della sua morte, poter inviare una lettera d’amore alla donna dei suoi sogni: Ingrid Bergman.


UNO SI DISTRAE AL BIVIO di ALESSANDRA LANCELLOTTI
Lucania, giorni nostri. Personaggi delle pagine di Rocco Scotellaro, poeta della libertà contadina, prendono vita in quadri in movimento. In controcampo, i giovani eredi di quella civiltà millenaria vivono lo spopolamento di un Meridione alla prova con un futuro post rurale.

Tutte le informazioni su: itineranzedoc.it

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