PCS_Admin – Pagina 7 – Pordenone Docs Fest

Tango con Putin ritorna in sala!

Natalia Sindeeva, direttrice dell’unica televisione indipendente russa: “Dozhd TV – Il canale dell’ottimismo”, è stata dichiarata “agente straniero” da Mosca lo scorso 29 ottobre. Il provvedimento interessa anche due suoi collaboratori, due giornalisti che assieme a lei continuano da mesi a fare informazione libera dalla Lettonia, attraverso Youtube. Proprio in questi giorni la storia di “Dozhd TV” e di Natalia arriva nei cinema italiani con il documentario “Tango con Putin”, a Cinemazero di Pordenone, Visionario di Udine e Kinemax di Gorizia dal 3 novembre.

Il film, con il titolo originale di “F@ck this job”, è stato presentato in anteprima nazionale lo scorso aprile, in occasione della XV edizione del Pordenone Docs Fest, e oggi viene distribuito in sala da OpenDBB. Uno dei primi gesti di Putin dopo l’invasione dell’Ucraina è stato la chiusura di Dozhd, il 4 marzo, un’isola di libertà politica e di attenzione ai diritti civili, l’ultima emittente rimasta a dare voce alle minoranze, nota come Rain TV. Dozhd infatti significa pioggia. “Tango con Putin” ne racconta l’ascesa e il declino.

È il 2008 quando Natalia, una donna ricca di 35 anni, in cerca di fama e visibilità, decide, piena di ottimismo, di lanciare una nuova televisione indipendente: Dozhd TV. Accanto a lei c’è una squadra di giornalisti giovani ed entusiasti, tra cui Vera Krichevskaya, regista del documentario. Insieme, si troveranno presto a combattere una guerra tra verità e propaganda e Natalia perderà i suoi soldi. Suo malgrado, la sua “creatura” diventerà l’unica voce libera nella Russia di Putin. Quando la televisione compie dieci anni, è costretta a chiudere. Poi, sappiamo, riaprirà e chiuderà ancora, in una storia che non sembra finire.

“Tango con Putin” è un importante documento, che mostra le contraddizioni e la censura del governo russo. Il racconto in presa diretta è di Vera Krichevskaya, regista e testimone delle scelte controcorrente, ambiziose e coraggiose della sua editrice. Vera, co-fondatrice e co-proprietaria di Dozhd TV, afferma: «Sono stata la seconda persona a entrare in redazione, piena di ottimismo e ingenuità, come Natalia, la protagonista. Lei è riuscita a crederci fino al 2019, mentre io avevo già perso tutto lo slancio. La chiusura dell’emittente e del nostro sogno di una televisione indipendente in Russia sarebbe stata il cuore del film. Ma come sempre nei documentari, non si sa mai come va a finire».

PnDocsFest: è di Mattia Balsamini la foto della XVI edizione

È di Mattia Balsamini la foto simbolo della XVI edizione del Pordenone Docs Fest. Le voci del documentario, il festival di Cinemazero che ogni anno porta in città il meglio del cinema del reale da tutto il mondo. Nel 2023 la kermesse si terrà dal 29 marzo al 2 aprile e vedrà una novità: per la prima volta il manifesto presenta un’immagine a firma di un artista, locale ma di chiarissima fama, fotografo giovane ma già affermato nel mondo, nella cui figura e opera la dimensione internazionale si intreccia con quella locale. Nato a Pordenone nel 1987, Balsamini si trasferisce giovanissimo negli Stati Uniti per studiare fotografia e inizia a lavorare in California, prima in ambito commerciale, poi presso lo studio di David LaChapelle, una star del settore. «A quel punto ho deciso che volevo farlo io, quel mestiere. Sono tornato in Italia e mi sono messo in gioco», Balsamini racconta così la sua scelta controcorrente, «all’inizio ho abitato a Milano, ma non vedevo l’ora di venire in Friuli. Ho un legame molto forte con questi luoghi». Ed ecco che sono arrivati i lavori per i più grandi marchi internazionali e – fra gli altri – Financial Times, Fondazione Prada, GQ, GEO, Internazionale, Liberation, il Max Planck Institut di Monaco, il MIT di Boston, la NASA, TIME, The New York Times, The Observer, il Politecnico di Milano, The Guardian, Vogue, WIRED… Inevitabile la sinergia con il Pordenone Docs Fest, che ha sempre avuto uno sguardo globale, restando ben radicato sul territorio e pronto a valorizzare gli artisti contemporanei, come da tradizione di Cinemazero. E i punti di contatto non si fermano qui: l’impegno per l’ambiente è un altro aspetto che lega il festival, che da anni porta avanti azioni mirate alla sostenibilità, e il lavoro di Balsamini. La foto simbolo di Pordenone Docs Fest 2023 è legata a un articolato progetto di ricerca artistica che verrà presentato all’inizio del prossimo anno dedicato all’inquinamento luminoso e all’incredibile “scomparsa del buio”, luce e oscurità che sono anche elementi caratterizzanti del cinema. Nel suo lavoro, Balsamini mette al centro storie che intrecciano scienza, tecnologia, temi sociali e problematiche ambientali, rappresentandoli in modo onirico. «Mi dedico agli aspetti più oscuri, meno conosciuti, cercando di portarli alla luce in una chiave tale da incuriosire, per attirare l’attenzione di chi non li aveva mai considerati. In particolare, nella mia ricerca fotografica rivaluto il rapporto tra luce e ombra. Di qui il tema del buio, inteso non come entità da cui proteggersi ma come spazio per esprimermi, per dare respiro a ciò che non si considera, per far emergere qualità che vengono appiattite dalla troppa luce che ci circonda giorno e notte».

È questo anche il senso del festival del documentario di Pordenone: raccontare la realtà in modo essenziale, andare oltre il sensazionalismo mediatico e l’infinità di immagini viste, prodotte e rilanciate in continuo. Spegnere le luci, rallentare e darsi il tempo per riflettere, con i tanti film che si vedranno a Cinemazero e grazie alle foto di Mattia Balsamini.

Fire of Love a Spazio UAU!

“Fire of love”, un film d’avventura unico, poetico e stupefacente, chiude la rassegna di documentari allo spazio UAU! martedì 30 agosto alle 21, a ingresso libero. Il programma dedicato ai viaggi della seconda arena estiva di Cinemazero, nei giardini “Francesca Trombino” in via Brusafiera, termina con un incredibile percorso alla ricerca dei vulcani attivi del pianeta. Protagonista è una coppia di intrepidi scienziati francesi, Katia e Maurice Krafft, che negli anni settanta e ottanta inseguirono per chilometri lo spettacolo delle eruzioni vulcaniche, di colate laviche e nuvole di cenere, filmando e fotografando tutto ciò che osservavano. Non misero da parte la loro passione neanche in viaggio di nozze, quando scelsero come meta l’isola vulcanica di Santorini.

Il film di Sara Dosa, “Fire of love”, presentato quest’anno al Trento Film Festival, ricostruisce quelle straordinarie vicende attraverso le pellicole in 16mm dei due spericolati vulcanologi. Il loro archivio è la testimonianza avvincente di una vita dedicata all’esplorazione e a un’ossessione che li ha uniti per sempre, spingendoli, forse, a sfidare le leggi della natura stessa. 

Hanno osservato e, per primi, documentato circa 175 vulcani attivi, in Islanda, Africa, Sudamerica, Italia e in molti altri luoghi, allo scopo anche di sensibilizzare le comunità che vivevano alle pendici dei vulcani del pericolo che correvano.

Le serate di UAU!, tutte a ingresso libero, sono organizzate grazie al sostegno del Comune di Pordenone, della Regione FVG e di FriulOvest banca. 

In caso di pioggia l’evento si tiene, sempre alla stessa ora, a Cinemazero.

Afghan Cycles a Spazio UAU!

Ci sono luoghi del mondo in cui andare in bicicletta, per le donne, rappresenta ancora oggi un atto sovversivo: succede in Afghanistan, come racconta il documentario in programma martedì 23 agosto alle 21 allo spazio UAU! in via Brusafiera, nei giardini “Francesca Trombino”. Con “Afghan cycles”, della regista statunitense Sarah Menzies, il programma della seconda arena urbana di Cinemazero giunge al suo penultimo appuntamento, in collaborazione con il Pordenone Docs Fest e Fiab – Aruotalibera. Interviene Francesca Monzone, giornalista sportiva, specializzata in ciclismo. Insieme a lei saranno presenti Habiba Halimi, Nazifa Hassani, Marjan Seddiqi e Mahnaz Mohammadi, giovani cicliste afghane protagoniste del film e rifugiate politiche in Italia.

Alla serata saranno presenti i referenti locali di Amnesty International Italia e si potrà firmare l’appello al governo italiano per chiedere di agire in difesa delle persone perseguitate dai talebani, a oltre un anno dal loro ritorno al potere in Afghanistan. 

“Afghan cycles” è la storia di un gruppo di donne che, sulle due ruote, ha provato a lottare per i propri diritti. In Afghanistan, a donne e ragazze è negata la più elementare libertà di movimento, quella in bicicletta, che è per loro simbolo di libertà, della possibilità di muoversi e viaggiare senza dover chiedere il permesso. Il film racconta come le atlete della prima squadra di ciclismo femminile afgana sono riuscite a compiere – per un breve intervallo di tempo, purtroppo – una vera e propria rivoluzione, in sella alla bicicletta.

Il viaggio che chiude la rassegna allo spazio UAU!, il 30 agosto, è un’incredibile esplorazione dei vulcani del mondo. “Fire of love” è un film d’avventura unico, poetico e stupefacente su una coppia di scienziati francesi, Katia e Maurice Krafft, realizzato interamente con il montaggio dei loro filmati di viaggio alla ricerca di vulcani attivi del pianeta, negli anni Settanta e Ottanta. 

Le serate di UAU!, tutte a ingresso libero, sono organizzate grazie al sostegno del Comune di Pordenone, della Regione FVG e di FriulOvest banca. 

In caso di pioggia l’evento si tiene, sempre alla stessa ora, a Cinemazero.

Aleksandar Zograf a Spazio UAU!

È dedicato al graphic journalism, alla musica e ai Balcani, l’appuntamento del 16 agosto alle 21 allo spazio UAU! in via Brusafiera. Aleksandar Zograf, uno dei maggiori esponenti a livello internazionale di graphic journalism, presenta il suo ultimo libro: “Il quaderno di Radoslav e altre storie della Seconda guerra mondiale”, uscito per la casa editrice torinese 001 Edizioni. Durante la serata i disegni dal vivo di Zofraf, proiettati sul grande schermo, saranno accompagnati dalla narrazione di Alessandro Gori, viaggiatore instancabile, innamorato dei Balcani. Parole e immagini saranno accompagnate dalla musica dei Fior delle bolge, trio dalle melodie minimali e sotterranee. L’evento è realizzato da Cinemazero in collaborazione con il Museo della Jugoslavia e Vicino/Lontano Mont.

Aleksandar Zograf, pseudonimo di Saša Rakezic, nato a Pančevo, allora Jugoslavia, nel 1963, si è fatto conoscere in Italia con il volume “Lettere dalla Serbia” del 1999, scritto durante i bombardamenti della NATO nel suo paese. Da allora, Zograf collabora con Internazionale e Osservatorio Balcani e Caucaso Transeuropa. “Il quaderno di Radoslav” raccoglie storie ambientate nella Seconda guerra mondiale, in una prospettiva europea e transnazionale. Uno dei trenta episodi a fumetti, da cui ha origine il titolo, è ispirato a un diario che l’autore ha acquistato in una bancarella di libri usati, un quaderno in cui Radoslav, ragazzo di cui si conosce solo il nome, narra tutta la sua vita, dalla nascita nel 1915 a una frase rimasta sospesa a metà, nel 1944. Il libro comprende un lungo racconto autobiografico, “Breve storia di famiglia”, che racchiude la vita del nonno di Zograf, che aderì al movimento della resistenza durante la Seconda guerra mondiale e fu poi imprigionato a Goli Otok, l’isola in cui erano internati i prigionieri politici, in Dalmazia.

Gli appuntamenti con i viaggi allo spazio UAU! continuano il 23 agosto con “Afghan cycles”, documentario di Sarah Menzies, su un gruppo di donne coraggiose che, in Afghanistan, hanno provato a lottare per i propri diritti. Alla proiezione, in collaborazione con FIAB Pordenone Aruotalibera e Amnesty International Italia, interviene Francesca Monzone, giornalista sportiva.

Le serate di UAU!, tutte a ingresso libero, sono organizzate grazie al sostegno del Comune di Pordenone, della Regione FVG e di FriulOvest banca.

In caso di pioggia l’evento si tiene a Cinemazero.

Memorias del Subdesarrollo a SpazioUAU!

Il film cubano “Memorias del subdesarrollo”, un classico del cinema, è in programma martedì 9 agosto alle 21 allo spazio UAU! in via Brusafiera, l’arena estiva di Cinemazero dedicata al documentario. L’evento è in collaborazione con Cartel Cubano – Venezia e l’Associazione di Amicizia Italia-Cuba. Saranno presenti l’ambasciatrice di Cuba in Italia Mirta Grand Averhoff e il giornalista Luigi Mezzacapa, autore del libro “Cinema cubano tra realismo e realtà”.

“Memorias del subdesarrollo” (in italiano “Memorie del sottosviluppo”), vero e proprio capolavoro del 1968, è stato il primo film cubano a suscitare attenzione internazionale. Il regista, Tomás Gutiérrez Alea, autore poi del famoso “Fragola e cioccolato”, esprime un punto di vista vigoroso e originale sulla Rivoluzione nel suo paese. Sullo schermo, i ricordi d’infanzia del protagonista, Sergio, un intellettuale borghese, si intrecciano con riprese documentarie e televisive che mostrano le più note vicende dell’epoca, dalla deposizione del dittatore Fulgencio Batista all’invasione della Baia dei Porci. Quei fatti, nel contesto della guerra fredda, stavano portando il mondo sull’orlo di un conflitto nucleare.

Il documentario è tratto da un romanzo di Edmundo Desnoes e può essere interpretato al contempo come rivoluzionario e anti-rivoluzionario, a dimostrazione della grande libertà di espressione che, all’epoca, era consentita nella Cuba di Fidel Castro.

Gutiérrez Alea, morto nel 1996 a L’Havana, all’età di 67 anni, è stato uno dei più importanti esponenti del cinema cubano. Laureato in legge, sin da giovanissimo iniziò a dedicarsi alla settima arte e, nel 1951, partì per Roma, dove si diplomò al Centro sperimentale di cinematografia, formandosi nel contesto del Neorealismo, da cui fu molto influenzato. “Memorias del subdesarrollo” è considerato uno dei suoi migliori lavori.

Il programma dello spazio UAU! prosegue il 16 agosto con un viaggio musicale e visivo nei Balcani: Aleksandar Zograf, uno dei maggiori esponenti a livello internazionale del graphic journalism, presenta il suo nuovo libro “il Quaderno di Radoslav e altre storie della II guerra mondiale”. Lo spettacolo sarà accompagnato dal vivo dai Fior delle bolge. L’evento è in collaborazione con il Museo della Jugoslavia e Vicino/Lontano Mont.

Le serate di UAU!, tutte a ingresso libero, sono organizzate grazie al sostegno del Comune di Pordenone, della Regione FVG e di FriulOvest banca.

In caso di pioggia l’evento si tiene, sempre alla stessa ora, a Cinemazero.

Ananda a SpazioUAU!

Martedì 2 agosto ripartono dall’India i viaggi nell’arena estiva UAU!

Il film documentario “Ananda” sarà accompagnato dall’incontro con il regista Stefano Deffenu

Riprendono con un favoloso viaggio in India le serate dedicate al documentario nello spazio UAU! in via Brusafiera, in collaborazione con il Pordenone Docs Fest. Martedì 2 agosto alle 21, la suggestiva arena urbana di Cinemazero nei giardini “Francesca Trombino” ospita la proiezione di “Ananda”, un personale diario per immagini di un’India antica, un vagabondaggio alla ricerca di una inafferrabile tribù di bambini fantasma, gli Ananda, sospesa tra sogno e realtà. Sarà presente il regista Stefano Deffenu, in tour in tutta Italia con il supporto della Fondazione Sardegna Film Commission.

Al suo esordio alla regia, Deffenu ha curato anche la fotografia e il montaggio del film, mentre ha scritto la sceneggiatura con Bonifacio Angius e Pierre Obino. “Ananda” è stato presentato in anteprima mondiale alla 55^ edizione del Karlovy Vary International Film Festival, in Repubblica Ceca. Nelle sale italiane dal 23 marzo, il documentario è prodotto e distribuito dallo stesso Bonifacio Angius de Il Monello Film e si avvale delle musiche di Francesco Simula e Luigi Frassetto. Il sodalizio con Angius inizia diversi anni fa e, nel 2021, Deffenu è attore co-protagonista e co-sceneggiatore de “I Giganti”, presentato a Locarno.

«Ananda è una mia personale ricerca – sottolinea Deffenu – verso una pace che probabilmente non troverò mai. Un viaggio alla ricerca di me stesso, ma anche di mio fratello, che in un certo modo ritrovo nei visi dei bambini e nella loro gioiosa anarchia e che mi ha portato dalla Sardegna fino alle pendici dell’Himalaya». Quella ricerca, per il regista, non è finita con il ritorno a casa, «ma è continuata per dieci lunghi anni, in un viaggio doloroso che ha trovato la sua catarsi in un misto di sorrisi e lacrime, musica e immagini, divinità, saggi, antichi maestri e fantasmi. Dieci anni che non sono comunque bastati a supplire a una mancanza gigantesca. La mia prospettiva era di realizzare un film personale che elevasse il documentario al di sopra del solito diario di viaggio turistico occidentale».

Il programma di UAU! prosegue martedì 9 agosto con la riscoperta di un classico della storia del cinema: il primo film cubano a ottenere attenzione internazionale: “Memorias del subdesarrollo”, del 1968.

Le serate di UAU!, tutte a ingresso libero, sono organizzate grazie al sostegno del Comune di Pordenone, della Regione FVG e di FriulOvest banca.

In caso di pioggia l’evento si tiene, sempre alla stessa ora, a Cinemazero.

One Day One Day a Spazio UAU!

Martedì 19 luglio alle 21:30 allo spazio UAU! in via Brusafiera, Cinemazero, in collaborazione con la cooperativa sociale Nuovi vicini e con il Pordenone Docs Fest, vi invita a un importante momento di riflessione sul vero prezzo del cibo che mangiamo: la proiezione del documentario “One day One day”, sul dramma del caporalato in agricoltura, nell’ambito delle iniziative di lungo periodo collegate alla Giornata mondiale del Rifugiato. 

Interviene Olmo Parenti, giovanissimo e promettente regista, che proprio in questi giorni ha ricevuto, a Bologna, il Premio Cipputi, ispirato al famoso operaio disegnato da Altan e dedicato al cinema che racconta il mondo del lavoro.  

Si legge nella motivazione del riconoscimento che “One day one day” è «un film intenso, che non fa sconti e ci ricorda che in Italia oltre 500mila immigrati, moderni schiavi, vivono senza documenti e in condizioni di estrema precarietà: condizioni che tutta l’Italia conosce, ma si gira dall’altra parte per non vederla. Il valore del film sta proprio nella capacità del regista di guardare negli occhi queste persone e far emergere la loro umanità. Molti di loro cercano rifugio e lavoro nelle campagne del nostro Paese, dove vengono impiegati per raccogliere il cibo che acquistiamo poi nei supermercati. Il film mostra le vite di queste persone dall’interno dei ghetti e delle baraccopoli sparse nel nord della Puglia, gli unici luoghi disposti ad accoglierli. Un giorno, forse, le cose andranno meglio. Forse». 

L’ingresso è libero. 
In caso di pioggia la proiezione si tiene a Cinemazero.

UAU! … di viaggi, a volte sognati, a volte non visti…

I giochi d’acqua, le fronde dei salici in movimento, il fascio di luce che illumina uno schermo davvero speciale, un piccolo tesoro “nascosto” in pieno centro a Pordenone… Non potrai non dire UAU!

Un salotto a cielo aperto e a ingresso gratuito, fortemente voluto da Cinemazero per valorizzare un luogo ameno e poco frequentato della nostra città. Una speciale programmazione pensata per il pubblico giovane – ma non solo – con documentari originali, fuori dai canoni della grande distribuzione, di elevata qualità e interesse, acclamati da critica e grandi maestri, con un occhio speciale per il viaggio, per i paesi del mondo, per quello che – soprattutto in questi ultimi due anni – avremmo voluto conoscere, ma non abbiamo potuto vedere.

UAU! Uno spazio per il cinema che sa sorprendere e incantare, un’arena per un pubblico che ama essere stupito.

Martedì 12 luglio – ore 21.30
​UAU! – Un’Arena Urbana – Giardini “Francesca Trombino”

VIAGGIO IN RUSSIA

NAVALNY
di Daniel Roher Or.: USA, 2022 Durata: 98’

Nell’agosto 2020, Alexei Navalny è costretto a un atterraggio di emergenza per poi cadere in coma: risulterà essere stato avvelenato con gas nervino. Al suo ritorno in Russia viene arrestato con l’accusa di appropriazione indebita e condannato a nove anni di carcere. Il docufilm ricostruisce le indagini e la coraggiosa lotta di un uomo contro la corruzione: un documentario fondamentale per capire la Russia di Putin.


Martedì 19 luglio – ore 21.30
​​UAU! – Un’Arena Urbana Giardini – “Francesca Trombino”
in collaborazione con Pordenone Docs Fest e Caritas Pordenone

VIAGGIO IN ITALIA

ONE DAY ONE DAY
di Olmo Parenti Or.: Italia, 2022 Durata: 78’
Premio “Cipputi” 2022 Interviene Olmo Parenti, regista del film

In Italia oltre 500.000 immigrati vivono senza documenti. In assenza di un’alternativa, molti di loro cercano rifugio e lavoro nelle campagne, dove vengono impiegati per raccogliere il cibo che tutti mangiamo. One Day One Day racconta un anno della vita di queste persone dall’interno della baraccopoli pugliese di Borgo Mezzanone.

Martedì 2 agosto – ore 21.00
UAU! – Un’Arena Urbana – Giardini “Francesca Trombino”
Proiezione alla presenza del regista Stefano Deffenu

VIAGGIO IN INDIA

ANANDA
di Stefano Deffenu Or.: Italia, 2020 Durata: 60’

Un vagabondaggio nell’antica India, dove il tempo porterà lo sguardo di un ingenuo viaggiatore a confondersi tra l’illusione di false verità e la consapevolezza di una bugia che pare più vera del vero. La ricerca di una tribù di bambini fantasma, gli Ananda, che appare e scompare lungo una strada densa di magia e di primitiva superstizione condurrà alla ricerca di un sogno perduto.

Martedì 9 agosto – ore 21.00
UAU! – Un’Arena Urbana – Giardini “Francesca Trombino”

Omaggio a Cuba
In collaborazione con Cartel Cubano – Venezia e Associazione di Amicizia Italia-Cuba

VIAGGIO A CUBA

MEMORIAS DEL SUBDESARROLLO
di Tomás Gutiérrez Alea. Or.: Cuba, 1968. Durata: 97’

L’America latina raccontata dall’America latina. La Rivoluzione vista da Cuba. Un cult della storia del cinema torna sul grande schermo. Fidel ha trionfato, tutto è cambiato. I ricordi infantili del protagonista si intrecciano con riprese documentarie, televisive, immagini della Baia dei Porci. Il 22 ottobre 1962, John F. Kennedy annuncia l’isolamento di Cuba. Il mondo è sull’orlo della guerra atomica.  Un film da vedere almeno una volta nella vita.

Intervengono:

Mirta Grand Averhoff – Ambasciatrice di Cuba in Italia
Luigi Mezzacappa – giornalista autore di Cinema cubano tra realismo e realtà

Martedì 16 agosto – ore 21.00
​​UAU! – Un’Arena Urbana – Giardini “Francesca Trombino”
Cineconcerto
in collaborazione con Museo della Jugoslavia e  Vicino/Lontano Mont

VIAGGIO NEI BALCANI

ZOGRAF / FIOR DELLE BOLGE  in

​​il Quaderno di Radoslav e altre storie 

Aleksandar Zograf è uno dei maggiori esponenti a livello internazionale del graphic journalism; il suo nuovo libro “il Quaderno di Radoslav e altre storie della II guerra mondiale”, diventa incontro e racconto attraverso musica, disegno, parole, fumetto: poeti, narratori, avventurieri, viaggiatori si mescolano in una serata tra passato e futuro, tra Italia e Balcani, tra il mondo che è stato e quello che sarà. 

Lo spettacolo è accompagnato dal vivo dai Fior delle bolge, trio dalle melodie minimali fumose e sotterranee e, con loro, dalla narrazione di Alessandro Gori, viaggiatore instancabile…soprattutto nei Balcani.

Alan Liberale – percussioni, batteria
Luca Zuliani – violoncello
Federico Galvani – fisarmonica, sintetizzatore e voce
Alessandro Gori – viaggi, idee, voce
Alexsandar Zograf – disegni dal vivo

Martedì 23 agosto – ore 21.00
​​UAU! – Un’Arena Urbana – Giardini “Francesca Trombino”
Proiezione in collaborazione con FIAB Pordenone Aruotalibera

VIAGGIO IN AFGHANISTAN

AFGHAN CYCLES
di Sarah Menzies Or.: USA, 2018→2021, 90’

In Afghanistan a donne e ragazze è negata la più elementare libertà di movimento: per loro, le due ruote sono un simbolo di libertà, della possibilità di muoversi e viaggiare senza dover chiedere il permesso. Le atlete della prima squadra di ciclismo femminile afghana hanno compiuto – per un breve intervallo di tempo, purtroppo – una vera e propria rivoluzione, in sella alla bicicletta. Questa è la loro storia.

Interviene Francesca Monzone, giornalista sportiva

Martedì 30 agosto – ore 21.00
​​UAU! – Un’Arena Urbana – Giardini “Francesca Trombino”

VIAGGIO NEI VULCANI DEL MONDO

FIRE OF LOVE
di Sara Dosa Or.: Canada, USA 2022, Durata: 93’

Gli intrepidi e spericolati vulcanologi francesi Katia e Maurice Krafft hanno viaggiato per il mondo alla ricerca di eruzioni vulcaniche e nuvole di cenere. Fortunatamente, hanno filmato tutti i loro viaggi, e il loro incredibile archivio personale di pellicole in 16mm è una testimonianza avvincente di una vita dedicata all’esplorazione, alla ricerca di eruzioni vulcaniche e nuvole di cenere… Fino alla fine.

La cinepresa non è una bomba molotov

È stato ritrovato un documentario importantissimo, praticamente inedito, con Damiano Damiani (ricorre il centenario della nascita del regista originario di Pasiano di Pordenone) e con protagonisti anche Bernardo Bertolucci e Cesare Zavattini. “La cinepresa non è una bomba Molotov”, del fotografo, regista e giornalista tedesco Gideon Bachmann, considerato perduto dopo un solo passaggio televisivo a fine anni ’70 in Germania, torna al pubblico, proprio nell’anno dell’anniversario di Damiani, che fa da narratore e demiurgo del film.

Il documentario pone domande attualissime: il cinema può essere politicamente utile? Può causare sconvolgimento sociale? Il film è davvero una tale forza di cambiamento come si è sempre creduto, o può solo introdurre nuove abitudini, nuove mode, nuove ossessioni? A dare il titolo, “La cinepresa non è una bomba Molotov”, è una frase pronunciata nel film da Bernardo Bertolucci.

Il documentario verrà presentato a Bologna, presso l’Auditorium DAMSLab, lunedì 27 giugno alle 14:45, nell’ambito della XXXVI edizione del festival “Il cinema ritrovato”. L’introduzione è affidata a Riccardo Costantini, responsabile archivi di Cinemazero e coordinatore del festival Pordenone Docs Fest: il documentario infatti è stato restaurato dall’associazione culturale pordenonese presso il laboratorio L’Immagine Ritrovata, a partire da una copia 16mm conservata dalla Cineteca del Friuli.

Protagonista, in un insolito mockumentary, è Damiano Damiani, regista, scenografo e sceneggiatore originario di Pasiano di Pordenone, scomparso a Roma nel 2013, che ha diretto, tra l’altro “Il giorno della civetta” (1968) e alcuni episodi del celebre sceneggiato televisivo sulla mafia “La piovra” (1984-95). Bachmann, per garantirsi la fiducia della produzione tedesca committente, aveva promesso di realizzare un film sulla vita del regista italiano ma durante le riprese scoprì che «Damiani era molto più interessato a lavorare con noi a un film sul cinema di strada che a essere oggetto di un normale lavoro biografico». Così è nato un grande documentario politico, fatto, prosegue l’autore «con la speranza che la politica potesse motivare i giovani e che i film potessero essere veicolo di tale motivazione. Io ero allora, come molti post-sessantotto, convinto che l’educazione e la coscienza fossero le strade future del miglioramento sociale. Io credevo ancora che il cinema fosse uno strumento di rivoluzione».

Oggi, a 44 anni di distanza, immersi in una crisi forse ancor più profonda di allora, rivedere quel documentario e ascoltare le riflessioni di grandi cineasti dell’epoca, può fornire nuovi spunti per interpretare il ruolo del cinema nella società. Per Bachmann, «ciò che i film politici possono fare per noi è darci la sensazione di non essere soli là fuori nella tempesta. Che qualcuno condivida le nostre opinioni. Il cinema può fornire solidarietà».

A seguire, dopo “La camera non è una bomba molotov”, verrà presentato “Il Carso”, cortometraggio di Franco Giraldi ritrovato e restaurato da Cinemazero, Pordenone Docs Fest e Fondazione Cineteca di Bologna, dalla copia d’epoca 35mm di Videa. Il film, prodotto nel 1960 dalla Documento Film e girato durante le vacanze di Natale del 1959 sul Carso triestino era stato dato per perduto, fino al ritrovamento da parte di Lorenzo Codelli di una copia conservata in ottimo stato negli archivi della Cineteca di Bologna. Il regista, attore, scrittore e sceneggiatore sloveno Franco Giraldi, all’epoca ex giornalista cinematografico emigrato a Roma e attivo come assistente alla regia, firmava un personalissimo, dolceamaro affresco ‘western’ sulla propria terra d’origine. Giuseppe Pinori – in seguito direttore della fotografia per Nanni Moretti, Marco Tullio Giordana, i fratelli Taviani – immortalava tramite immagini indelebili il duro lavoro quotidiano dei pescatori e dei contadini di Santa Croce / Sveti Križ. Un villaggio in rapido spopolamento, schiacciato tra il confine con la Jugoslavia di Tito e le pendici a strapiombo sul Golfo di Trieste. È del critico triestino Callisto Cosulich, anche lui emigrato nella capitale, il lirico commento fuori campo.

«In questo documentario, ma anche magnificamente nei suoi film di fiction, il Carso è un vero protagonista: non posso non ricordare lo splendido “Un anno di scuola”, film che ho amato molto e che ho visto nascere, – è il commento di Claudio Magris – Il Carso, per me e per Giraldi, diventa personaggio indissolubile dalla storia di quell’epoca: un territorio aspro, slataperiano, in contrasto con la “vecchia Europa” della città, dove i ragazzi si danno “del lei”. Vedendo questo documentario, non posso non ricordare il magnifico Carso che appare in un film che ritengo un autentico capolavoro di Giraldi, “La frontiera”. Un film bellissimo, forse il suo più bello».

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