PCS_Admin – Pagina 4 – Pordenone Docs Fest

Iscrizione film

Cinemazero, organizza la 19a edizione del festival “Pordenone Docs Fest – Le Voci del Documentario” che si propone come occasione speciale per la presentazione e promozione di documentari di alta qualità realizzativa e artistica, pensati per un pubblico vasto ed eterogeneo (il festival è “audience oriented”, organizzato e ospitato da un Cinema d’essai di lunga tradizione), con attenzione tematica – non esclusiva – alla stringente attualità, ai temi sociali, ai diritti umani, all’ecologia.

Prima della compilazione leggere attentamente il REGOLAMENTO. 

Possono essere iscritti film che:

  • Siano stati prodotti al più tardi nel 2025 (non film realizzati nel 2024 o anni precedenti).
  • NON abbiano avuto proiezioni pubbliche in Italia prima della possibile proiezione a Pordenone Docs Fest: al festival va garantita, pena esclusione, l’anteprima nazionale.
  • NON abbiano avuto passaggi televisivi nel territorio italiano.
  • NON siano già disponibili online su piattaforme gratuite o a pagamento, nel territorio italiano.
  • Abbiano una durata superiore ai 60’

Si chiede cortesemente ai distributori di non inserire tutto il catalogo dei film a loro disposizione, ma di scegliere titoli che possano essere affini allo spirito del festival (vedasi “Premessa” più in alto)

Termine iscrizioni per le produzioni degli anni 2025 e 2026: ore 23.59 del 11 gennaio 2026

Si invita a compilare la scheda in tutti i suoi campi, anche in quelli non obbligatori. 

CLICCA QUI PER PROCEDERE CON L’ISCRIZIONE

Call for students 2025

Il cinema documentario è una delle forme migliori per conoscere e interpretare la modernità.

“L’apprendimento non è il prodotto dell’insegnamento, ma il risultato dell’esperienza vissuta.” – John Dewey

Vuoi vivere un’esperienza unica che arricchirà il tuo percorso di studi e alimenterà la tua passione per il cinema documentario?

CALL FOR STUDENTS ACCREDITO + CINQUE NOTTI IN ALBERGO AL PREZZO SPECIALE DI € 79,00

Il Pordenone Docs Fest – Le Voci del Documentario (2-6 aprile 2025), uno dei principali festival d’Italia per il documentario (“Pordenone: la capitale italiana del documentario”, La Repubblica) offre a chi studia cinema un’opportunità imperdibile:

Candidati entro il 10 febbraio 2025 per approfittare della promo Early Bird e, al costo speciale di soli 79 euro, riceverai:

  • L’accredito per accedere a tutte le proiezioni*, le masterclass e le conferenze del festival;
  • Farai parte della Giuria Young, che assegna il proprio premio al miglior documentario in concorso;
  • 5 notti in hotel (camera multipla) presso il confortevole Hotel Santin;
  • Un attestato di partecipazione, valido per richiedere crediti formativi**.

Dall’11 febbraio al 10 marzo 2025, l’offerta sarà ancora disponibile al prezzo di € 129,00 (fino a esaurimento posti).

Regalati un’esperienza formativa straordinaria che ti porterà nel cuore del mondo del documentario. Scoprirai storie, incontrerai personalità internazionali e avrai l’opportunità di fare rete con altre persone giovani appassionate di cinema.

Come candidarti?
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Non lasciarti sfuggire questa occasione unica. Regalati il Pordenone Docs Fest!


Note:

* L’accredito richiede la prenotazione dei posti per le proiezioni scelte. Il cineconcerto finale è escluso dall’accredito: potrai acquistare il tuo biglietto ridotto fino a esaurimento posti.

** Se la tua facoltà richiede documentazione specifica per i crediti formativi, contattaci in anticipo all’email guest@pordenonedocsfest.it per organizzare quanto necessario prima del tuo arrivo.

Aperte le iscrizioni per la 3a edizione di Nord/Est/Doc/Camp

I tre festival Pordenone Docs Fest – Le Voci Del Documentario, Bolzano Film Festival Bozen e Euganea Film Festival con il sostegno di IDM Film Commission Südtirol, Trentino Film Commission, Veneto Film Commission, Friuli Venezia Giulia Film Commission, e la collaborazione del Fondo Audiovisivo FVG, lanciano la 3a edizione di Nord/Est/Doc/Camp, il laboratorio di consulenza e tutoring destinato a quattro documentari medio e lungometraggi prodotti o co-prodotti nel Nord-Est, che dopo due edizioni si è affermato come appuntamento e opportunità unici per produttori e autori del Triveneto.

Le iscrizioni sono aperte da mercoledì 18 dicembre, la scadenza per l’invio dei progetti è il 7 febbraio 2025.

Bando completo e modulo di iscrizione sono sul sito www.nordestdoccamp.com.

Nord/Est/Doc/Camp propone un percorso di feedback, networking e formazione a tappe, attraverso i festival partner, per mettere a disposizione di registi e produttori in un contesto informale la competenza di esperti selezionati, in una serie di incontri e workshop mirati a esprimere il massimo potenziale dai film in lavorazione: dal montaggio alla post-produzione, dai festival alla distribuzione, con l’obiettivo di consolidare il profilo e la drammaturgia delle opere e ampliarne le prospettive di diffusione e distribuzione.

Il progetto si rivolge a film documentari e ibridi (non di finzione) in fase di montaggio, prodotti o co-prodotti da società con sede in Trentino-Alto Adige, Veneto e Friuli-Venezia Giulia, di durata finale prevista superiore ai 45 minuti.

Le prime due edizioni hanno visto la partecipazione di 8 progetti, tra cui nel 2023 Lisca bianca – Nata libera di Giuseppe Galante e Giorgia Sciabbica (produzione Ginko Film) e The Other Side of the Pipe di Marko Kumer (produzione Incipit Film), entrambi in anteprima allo scorso festival Visioni dal Mondo a Milano, e Vista mare di Julia Gutweniger e Florian Kofler (produzione Albolina Film), presentato alla Settimana della Critica di Locarno e in numerosi altri festival internazionali, vincitore del premio come Miglior Documentario Italiano al Festival dei Popoli, distribuito da Trent Film; tra i progetti della 2a edizione il primo a debuttare è stato Noi siamo gli errori che permettono la vostra intelligenza di Erika Rossi (produzione Ghirigori), presentato e vincitore del Premio del Pubblico al PerSo – Perugia Social Film Festival 2024.

Per informazioni su Nord/Est/Doc/Camp e sull’iscrizione all’edizione 2025: nordestdoccamp@gmail.com

Arrivederci, Berlinguer! vince il premio Bella Ciao

L’Associazione Bella Ciao di Saluzzo ha deciso di conferire il premio per l’edizione 2024 all’opera “Arrivederci Berlinguer” di Michele Mellara, Alessandro Rossi con la musica di Massimo Zamboni, nato da un’idea di Riccardo Costantini e Luca Ricciardi e prodotto dall’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico e da Pordenone Doc Fest – Cinemazero.

L’opera consiste in un film su Enrico Berlinguer, con immagini tratte dalla vita politica e dal funerale, con commento musicale dal vivo.

Il cineconcerto andrà in scena venerdì 11 ottobre 2024 alle ore 21 al cinema teatro Magda Olivero di Saluzzo, evento che l’Associazione Bella Ciao organizza in collaborazione con il Ratatoj di Saluzzo. (Info e prevendite: www.cinemateatromagdaolivero.it).

“Arrivederci Berlinguer” è basato su immagini d’archivio tratte dal film collettivo “L’addio a Enrico Berlinguer”, girato dai più importanti registi italiani dell’epoca, e su altri materiali, tutti conservati dall’Archivio AAMOD. Il lavoro rende omaggio a un uomo amatissimo dalla sua gente, stimato dagli avversari, che si è dedicato alla politica fino all’estremo sacrificio, stando sempre dalla parte dei più deboli.

La figura di Enrico Berlinguer ancora oggi, nonostante siano trascorsi quarant’anni dalla prematura e tragica scomparsa, rimane un punto di riferimento di una certa idea d’intendere l’impegno e l’agire politico, e significativamente il film descrive il rapporto fra Berlinguer e la sua gente, le sue compagne e i suoi compagni.

L’associazione Bella Ciao ha deciso di premiare quest’opera, concepita in una forma artistica particolare come il cineconcerto, perché gli autori hanno saputo andare oltre la celebrazione, offrendo al pubblico, soprattutto a quello più giovane che non ha conosciuto Enrico Berlignuer, l’immagine di una politica diversa, attraverso la quale “ il mondo, anche questo terribile, intricato mondo di oggi può essere conosciuto, interpretato, trasformato, e messo al servizio dell’uomo, del suo benessere, della sua felicità.  La lotta per questo obiettivo è una prova che può riempire degnamente una vita” (Enrico Berlinguer).

Basaglia 100

2024 In occasione del centenario della nascita di Franco Basaglia, Cinemazero in collaborazione con Pordenone Docs Fest – Le Voci del documentario omaggia   lo psichiatra e neurologo italiano con Basaglia 100, una speciale rassegna cinematografica itinerante capace di testimoniare l’assoluta attualità del suo pensiero e della sua azione sociale.

Tre gli appuntamenti in programma (più un evento speciale) per riflettere sull’eredità di Franco Basaglia, attraverso proiezioni di opere – ora contemporanee, ora storiche – in grado di raccontare efficacemente la straordinaria opera di innovazione dell’approccio alla malattia psichica messa in atto da Basaglia, capitolo fondamentale della storia sociale del Novecento italiano (e non solo).

Sarà il documentario e tu slegalo di Maurizio Sciarra – che sarà presente in tutte le sale della regione – ad aprire la rassegna venerdì 11 alle 20.00 al Visionario di Udine e alle 20.45 a Cinemazero di Pordenone, lunedì 21 ottobre alle 18.30 al Teatrino Franco e Franca Basaglia di Trieste e martedì 22 ottobre al Kinemax di Gorizia alle 20.30. Nel film gli allievi diretti di Basaglia e le generazioni immediatamente successive raccontano le idee con cui lo psichiatra elaborò le rivoluzionarie teorie sulla salute mentale. Ponendo al centro della cura la persona e il suo disagio, riuscì a demolire le istituzioni manicomiali, eliminando pratiche come la contenzione fisica e l’elettroshock.

Secondo appuntamento mercoledì 16 ottobre alle 20.45 a Cinemazero e venerdì 18 alle 20.00 al Visionario con 50 anni di CLU,la prima cooperativa sociale del mondo, costituita da 28 persone: due sociologi, due psicologi, cinque infermieri, un assistente sanitario, due medici e sedici privati che avevano tutti lo stesso indirizzo di residenza: via San Cilino 16, Trieste. Sono internati in ospedale psichiatrico e quindi non avevano diritti civili e politici, tanto che inizialmente il Tribunale di Trieste rigettò l’istanza di costituzione.

“La storia della Cooperativa Lavoratori Uniti Franco Basaglia” spiega la regista Erika Rossi che sarà presente a entrambe le proiezioni – “ci riporta ancora una volta a riscoprire quel vento di libertà che si respirò a Trieste negli anni ’70, che la videro protagonista, teatro della più importante riforma pubblica attuata nel nostro Paese. Le persone che resero possibile quel cambiamento fortunatamente sono ancora qui e ce lo possono raccontare, e dimostrarci che cambiare il mondo è possibile.”

Ultimo appuntamento con il celebre documentario Nessuno o tutti: Matti da Slegare, girato nel 1976 e diretto da Silvano Agosti, Marco Bellocchio, Stefano Rulli e Sandro Petraglia in programmazione a Cinemazero mercoledì 23 ottobre, al Visionario venerdì 25 ottobre alle 20.00, e al Teatrino Franco e Franca Basaglia di Trieste lunedì 28 ottobre alle 18.00. Ospite della serata Franco Basaglia degli Archivi Basaglia.

Uno dei pochi esempi davvero convincenti di cinema militante italiano, capace di sviscerare il tema della “pazzia” con un’analisi reale che si giova degli apporti e delle lotte degli antipsichiatri e delle esperienze di recupero con gli operai emiliani. Il film, infatti, penetra tanto all’interno dell’ospedale psichiatrico di Colorno (Parma) quanto all’esterno dei suoi confini seguendo alcuni pazienti ormai dimessi e impegnati nel mondo del lavoro. Il mondo dentro l’istituzione e il mondo fuori di essa finalmente dialogano con reciproco stupore, mescolando i loro confini nelle vite palpitanti dei “matti”, quelli finalmente slegati.

Proiezione speciale al Teatrino Franco e Franca Basaglia di Trieste lunedì 14 ottobre con Il Viaggio di Marco Cavallo di Erika Rossi (ancora una volta presente in sala) e Giuseppe Tedeschi,  a completamento della “discesa in città” di Marco Cavallo per la Barcolana 2024, che avverrà sabato 12 ottobre. 

Nel 1973 nel primo reparto vuoto del manicomio di San Giovanni a Trieste, un gruppo di artisti costruisce Marco Cavallo: un grande cavallo di legno e cartapesta che contiene idealmente i desideri degli internati e che – quarant’anni dopo – si mette in viaggio attraverso gli ospedali psichiatrici giudiziari d’Italia. Tredici giorni, 4418 chilometri e sedici città per ricordare alla società che il folle che ha commesso un crimine è anche un uomo bisognoso di cure,

Basaglia 100 è un’iniziativa di Cinemazero e Pordenone Docs Fest – Le voci del documentario, in collaborazione con Visionario di Udine, La Cappella Underground, il Palazzo del Cinema di Gorizia e con Cooperativa Noncello, ARTSaM – Associazione Regionale Tutela Salute Mentale, La terra è blu  – forum salute mentale, Archivio Basaglia, #180benecomune e gode del sostegno della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia.

INFO PROIEZIONI

E tu slegalo

Udine, Visionario – venerdì 11 ottobre, ore 20.00 Interviene: il regista Maurizio Sciarra

Pordenone, Cinemazero – 11 ottobre, ore 20.45 Intervengono: il regista Maurizio Sciarra, Savina Capuzzello (presidente ARTSaM – Associazione Regionale Tutela Salute Mentale)

Trieste, Teatrino Franco e Franca Basaglia – lunedì 21 ottobre, ore 18.30 Interviene: il regista Maurizio Sciarra

Gorizia, Kinemax -martedì 22 ottobre, ore 20.30 Intervengono: il regista: Maurizio Sciarra, Franco Perazza (ex direttore DSM Gorizia)

50 anni di CLU

Pordenone, Cinemazero – mercoledì 16 ottobre, ore 20.45 Intervengono: la regista Erika Rossi, Stefano Mantovani (presidente Coop Noncello)

Udine, Visionario – venerdì 18 ottobre, ore 20.00 Interviene: la regista Erika Rossi

Nessuno o tutti: Matti da slegare

Pordenone, Cinemazero – mercoledì 23 ottobre, ore 20.45 Intervengono: Franco Basaglia (Archivio Basaglia, Venezia), Piero Colussi (Cinemazero) Serata dedicata alla memoria di Lucio Schittar

Udine, Visionario – venerdì 25 ottobre, ore 20.00 Interviene: Franco Basaglia (Archivio Basaglia, Venezia)

Trieste, Teatrino Franco e Franca Basaglia lunedì 28 ottobre, ore 18.00 Intervengono: Franco Basaglia (Archivio Basaglia, Venezia)

Prevendite attive

www.cinemazero.it

www.kinemax.it

www.lacappellaunderground.org

www.visionario.info

Arrivederci, Berlinguer! nelle migliori sale italiane!

Un appuntamento speciale in occasione del quarantesimo anniversario della morte di Enrico Berlinguer, avvenuta esattamente 40 anni fa, l’11 giugno 1984. Arriva nelle sale italiane, al momento più di 50 (ovviamente anche a Cinemazero) per soli tre giorni, proprio in concomitanza con l’anniversario – dal 10 al 12 giugno –, il documentario Arrivederci, Berlinguer! per la regia di Michele Mellara e Alessandro Rossi e con le musiche composte ed eseguita da Massimo Zamboni.

Il film, presentato in anteprima alla XVI edizione di Pordenone Docs Fest, è prodotto da Pordenone Docs Fest, Cinemazero, l’Archivio Audiovisivo del Movimento Operaio e Democratico e distribuito da Wanted Cinema.

Arrivederci Berlinguer! è un film concerto: le musiche di Massimo Zamboni commentano i materiali d’epoca provenienti dal documentario L’addio a Enrico Berlinguer, che fu realizzato durante i funerali del segretario del PCI da alcuni dei più importanti registi italiani. Tra i molti, Bernardo e Giuseppe Bertolucci, Roberto Benigni, Carlo Lizzani, Giuliano Montaldo, Ettore Scola e Gillo Pontecorvo si misero dietro alla macchina da presa per omaggiare questo straordinario leader, venuto improvvisamente a mancare l’11 giugno 1984. Queste scene della cerimonia sono assemblate assieme ad alcune riprese di Enrico Berlinguer durante la sua attività politica, in un montaggio che vuole restituire all’oggi tutta l’umanità, la forza e la dignità di un personaggio centrale nella politica italiana degli anni Settanta e Ottanta.

“Abbiamo cercato di ridurre il senso celebrativo/liturgico dei filmati originali legato a quei tempi e di privilegiare il rapporto umano, caldo e vivo, che Berlinguer riuscì ad avere con le masse popolari” – commentano i registi – “Nel nostro nuovo assemblaggio abbiamo inserito il Berlinguer vivente ad intervallare i tempi espansi della lunga cerimonia. Questo attraverso un’attenta selezione di una serie di rari filmati nei quali si mostra l’affetto e la partecipazione della gente verso il suo leader, in un rapporto simbiotico di incontro che ne cementa nel tempo la relazione”.

Il cinceoncerto ha avuto la sua prima a Pordeone Docs Fest nel 2023, e ora arriva in sala come film. Massimo Zamboni ricorda di “aver visto adulti seguire in lacrime il concerto di Pordenone e le repliche a Roma e Bolgona: ho ascoltato il silenzio denso di emozione al termine di quelle esibizioni, ho avvertito in sala un affratellamento dimenticato. Ora, la possibilità per tutti di rivedere su schermo con lo sguardo dell’oggi quel milione e mezzo di persone giunte da ogni angolo d’Italia ad accompagnare il feretro è un atto di coscienza civile e collettiva”.

Il montaggio è pensato in chiave emozionale, per coinvolgere il pubblico poggiandosi sulle composizioni musicali: la reiterazione del gesto, le folle, la commozione delle donne, dei politici, delle masse operaie, degli ultimi e dei capi di stato, i pugni alzati: tutto questo diventa sinfonia visiva e musicale allo stesso tempo. 



I vincitori della XVII edizione

C’era il mondo, quest’anno più di sempre, al Pordenone Docs Fest, il festival del documentario di Cinemazero. La XVII edizione ha confermato una partecipazione straordinaria del pubblico, sempre numerosissimo e interessato nei tantissimi incontri con ospiti e registi. Oltre 3.000 i biglietti staccati e 6.000 le presenze totali, tra proiezioni, incontri, tavole rotonde, laboratori, convegni, masterclass. Ben 27 i Paesi rappresentati, dai cinque continenti, 24 i film in anteprima nazionale e più di trecento gli ospiti, tra registi, produttori, studiosi, esperti, addetti ai lavori del mondo Industry.

Per cinque densissimi giorni, la cittadina friulana è stata ancora una volta “capitale del documentario”. Tra il pubblico, sessanta studenti di cinema da tutta Italia e i tanti giovani delle scuole del territorio sono la prova di quanto il festival sappia guardare e parlare al futuro. Spettatori e ospiti hanno affollato non solo il cinema e la mediateca, ma anche le strade del centro, i locali e gli hotel. Ogni giorno, anche lo spazio VR di Piazzetta Cavour ha visto file di curiosi per provare l’esperienza di vedere un documentario in realtà virtuale tra i tanti selezionati per raccontare storie da ogni angolo del globo.

«Dietro a ogni film c’è un essere umano», dice Riccardo Costantini, curatore del festival. «Rimettere al centro i diritti umani significa pensare alle persone, ai loro bisogni più semplici, quali amare, essere felici, poter condurre una vita in sicurezza, sognare… Il nostro è un evento culturale con una forte impronta sociale, con la ferma volontà di rendere visibili storie e film che diversamente rimarrebbero fuori dai circuiti cinematografici e mediatici classici e con l’ambizione di contribuire con questo lavoro a cambiare almeno un po’ le cose».

La serata di chiusura, inoltre, ha visto l’intervento da Bruxelles della Vicepresidente del Parlamento Europeo Pina Picierno, che ha lodato l’attività del festival.

Il Gran Jury Award è andato a Mediha di Hassan Oswald, che dopo aver emozionato il pubblico durante la serata di apertura quando è stato consegnato il premio Courage of Images alla giovane protagonista, conquista anche un premio squisitamente cinematografico.

Per i giurati «Mediha racconta una realtà che va oltre ogni finzione. Racconta l’atrocità dell’Isis attraverso un video diario che ha dato alla protagonista la forza di affrontare un trauma devastante e la forza di reagire. In Mediha il cinema è stato terapia ed è diventato autoguarigione». Hanno consegnato il premio il Maestro Marco Bellocchio, presidente di Giuria, assieme a Firouzeh Khosrovani e a Dario Zonta. Doppio premio anche per The Giants di Laurence Billiet e Rachael Antony, con protagonista Bob Brown (che ha raggiunto Pordenone dall’Australia), politico e attivista australiano intervenuto in sala per raccontare le lotte e i risultati di una vita dedicata alla protezione dell’ambiente, dei fiumi e delle foreste, che ottiene il Green Documentary Award, per il miglior film a tematica ecologica e anche lo Young Audience Award. La motivazione dei giovani del Cinemazero Young Club e degli studenti accorsi da tutta Italia è un’ottima presentazione per la lunga vita che il festival augura a questo film: «Il documentario evidenzia il valore della gentilezza, della non violenza e della tolleranza attraverso le battaglie di Bob Brown che, con il suo impegno, ci insegna cosa vuol dire salvaguardare il nostro pianeta trasmettendo la sua sincera speranza alle nuove generazioni. Ci emoziona la sua visione del mondo: una “casa per i gentili di cuore” che racchiude un pensiero di rispetto e inclusività in cui ci rispecchiamo». Grazie al film, moltissime persone, fuori dall’Australia, potranno conoscere la sua storia e il suo esempio, che va oltre ogni confine e il festival, così come si impegna a far conoscere al più ampio pubblico possibile i titoli che ospita, si è impegnato anche per diffondere un messaggio così importante anche al di là di Pordenone, organizzando alcuni incontri anche a Trieste e a Cortina per valorizzare la sua presenza in Italia. Il pubblico invece ha votato per lo sconvolgente Beyond Utopia, che quindi conquista l’Audience Award.

Anche l’apprezzata selezione VR a il suo vincitore e il Premio Virtual Reality è andato a GAWI di Myriam Hernandez, Isabel Monarca e Lorenzo Pajarito, ospiti eccezionali dal Messico a Pordenone per il festival: è stato questo il titolo più apprezzato dai moltissimi che hanno visitato lo spazio VR. Il documentario è un’immersione nello speciale rapporto del popolo Raramuri del nord del Messico con la terra, i boschi e i fiumi, un legame che portano avanti da millenni. Una richiesta d’aiuto perché la natura non venga distrutta in nome del profitto per pochi.

Il Premio della Critica (composta da Michela Manente, Roberto Baldassarre e Frèdèric Pascali), in collaborazione con l’Associazione Festival italiani di Cinema e il Sindacato nazionale Critici cinematografici italiani, è andato invece a Kabul Beauty di Margaux Benn e Soléne Chalvon Fioriti «perché permette di ritrovare una realtà scomparsa dalle nostre cronache quotidiane, quella afgana, nella quale la condizione femminile continua a essere relegata in una situazione tale per cui solo il coraggio, la volontà e la solidarietà riescono a ritagliare per le donne spazi di libertà ed emancipazione». I giurati hanno anche voluto dare una Menzione speciale a Copa 71 di Rachel Ramsay e James Erskine «per il valore documentale di un avvenimento calcistico unico per la sua epoca, mai riconosciuto dalla Federazione Internazionale, emblema di un radicale cambiamento del costume e della solidarietà».

Il pubblico, oltre a seguire le proiezioni, anche per l’ultimo giorno ha chiuso l’edizione rispondendo in massa alla master class di Marco Bellocchio e Denis Brotto e con il sold out della produzione originale del festival (insieme a LUCE – Cinecittà), Acqua, porta via tutto: il cine-concerto con immagini dell’Istituto Luce con la regia di Roland Sejko, le musiche originali di Teho Teardo e i versi inediti di Gianmario Villalta. Tra le produzioni è stato anche dato l’annuncio della pubblicazione sulle maggiori piattaforme di ascolto del podcast Proibito!  Cronache di Processo per stupro di Irene Tommasi.

VR Space

Uno speciale stand “spaziale”, dove provare le ultime novità della tecnologia e delle visioni di racconto del reale in realtà virtuale, allestito per il festival in Piazza Cavour, nel cuore della città, per mostrare al pubblico che direzione prende la narrazione contemporanea del mondo intorno a noi.

Ingresso libero. Dalle 9.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 19.00 in Piazza Cavour.

I video selezionati:

Escape to Shanghai (East City Film. UK, 2023. 16’)
Doris Fogel fugge con la famiglia dalla Germania nazista per rifugiarsi a Shanghai e cercare una nuova vita lontano dagli orrori dell’Europa occupata. Le riprese immersive a Shanghai, Chicago e Berlino, si uniscono a ricostruzioni 3D per raccontare una parte meno conosciuta dell’Olocausto.

Texada (Claire Sanford, Josephine Anderson. Canada, 2023. 17’)
Le cave dell’isola canadese di Texada offrono uno sguardo su due differenti esperienze dello scorrere del tempo: quella degli abitanti dell’isola e quella del calcare estratto. Le riprese immersive alternate ad animazioni 3D astratte, creano un contrasto suggestivo tra la percezione umana del tempo e la scala geologica.

Les pied en haut: Lou (Hubblo. Canada, 2022. 13’ + 13’)
Esistono tante sfumature di autismo quante sono le persone autistiche. Questa esperienza interattiva consente di percepire il mondo attraverso gli occhi e le orecchie di Lou, permettendo di immedesimarsi nella sua infanzia e nella sua adolescenza.

Nadiya (Piotr Armianovski. Ucraina, 2023. 4’)
In un villaggio sul confine russo-ucraino incontriamo Nadiya, un’anziana la cui casa è stata distrutta dai bombardamenti russi. La sua storia riflette la perdita culturale che la guerra ha inflitto alla comunità.

GAWI (Dansker Digital. Messico/Svezia, 2023. 10’)
Il popolo Rarámuri del nord del Messico si prende cura della propria terra da millenni. Questo documentario immersivo, ci immerge in uno spazio onirico e spirituale, volando attraverso canyon, cieli azzurri e foreste al ritmo della musica, dei rituali e delle antiche poesie Rarámuri.

Anticipation of rain (Naima Karim. Bangladesh/Olanda, 2022. 7’)
L’artista Naima Karim dipinge un paesaggio della sua memoria tra la foresta e la spiaggia del Bangladesh dove l’arrivo del monsone, una volta associato alla speranza e al rinnovamento, è ora un momento di paura a causa del cambiamento climatico.

Once a Glacier (Jiabao Li. USA, 2023. Durata: 9’)
Attraverso l’animazione l’autrice ci porta in un viaggio alla scoperta del legame emotivo tra lei e un ghiacciaio mescolando i suoi ricordi d’infanzia in Alaska con la triste realtà dell’enorme massa di ghiaccio che si sta inesorabilmente sciogliendo.

La Giuria della XVII edizione di Pordenone Docs Fest

Sarà il regista Marco Bellocchio il Presidente dell’edizione 2024, affiancato dalla regista e iraniana, premiata all’IDFA il miglior documentario Firouzeh Khosrovani e Dario Zonta giornalista e produttore di documentari e film di successo internazionale (i pluripremiati film di Gianfranco Rosi e Pietro Marcello), nella scelta del miglior documentario tra le anteprime nazionali in concorso.

Marco Bellocchio

Regista, sceneggiatore, produttore. Diplomato in regia presso il Centro Sperimentale di Cinematografia nel 1962, debutta nel 1965 con I pugni in tasca, un film che guadagna il plauso della critica per la sua rappresentazione cruda della provincia emiliana e delle dinamiche familiari. Il suo secondo film, La Cina è vicina del 1967, vince il Leone d’argento alla Mostra del Cinema di Venezia, offrendo un ritratto profetico della tensione politica in Italia prima degli eventi del ’68.
Bellocchio continua a sperimentare con documentari politici e civili come Nessuno o tutti – Matti da slegare del 1975, che ha anticipato la riforma dei manicomi di Basaglia. Esplora temi come la contestazione politica e la critica sociale in molti dei suoi progetti successivi, tra cui Sbatti il mostro in prima pagina, Nel nome del padre e Marcia trionfale. Nel corso degli anni, riceve numerosi riconoscimenti per il suo lavoro, tra cui premi a Cannes e Berlino. I suoi film più recenti includono Il traditore del 2019, che ottiene innumerevoli premi, e il documentario Marx può aspettare del 2021. Nello stesso anno riceve la Palma d’oro alla carriera al Festival di Cannes. Sempre attivo e influente, Bellocchio continua a produrre opere significative, incluso il suo recente lavoro Esterno Notte presentato a Cannes nel 2022. Nel 2023 viene premiato per la migliore sceneggiatura originale ai Nastri d’argento per il film Rapito.

Firouzeh Khosrovani

Nata a Teheran, si trasferisce in Italia per seguire i suoi studi artistici all’Accademia di Brera. Nel 2002 torna in Iran per studiare giornalismo. Il suo film d’esordio è Life Train (2004), un documentario sulla terapia ludica dedicata ai bambini traumatizzati dal terremoto di Bam. Nel 2007 dirige Rough Cut, una vera e propria allegoria documentaristica che denuncia l’oppressione politica e socioculturale sulle donne iraniane attraverso il destino dei manichini femminili mutilati nelle vetrine di Teheran. Il film vince tredici premi internazionali e impone Khosrovani come regista di rilievo per il cinema del reale. Con il suo documentario Fest of Duty segue due ragazze iraniane durante la delicata transizione dall’adolescenza all’età adulta ritualizzata nella Cerimonia del Dovere, mettendo in luce le contraddizioni della società orientata da prescrittivi modelli di genere. Il film vince il premio Oxfam dell’IDFA nel 2014. Il suo
più recente documentario Radiograph of a Family vince come miglior film al festival IDFA 2020.

Dario Zonta

Voce imprescindibile del popolare programma radiofonico di Rai Radio3 Hollywood Party, è stato redattore e collaboratore della rivista «Lo Straniero» e critico cinematografico de «L’Unità». Si specializza nel cinema documentario e sperimentale, dialogando con gli autori e investigando il loro metodo di indagine e costruzione dell’esperienza cinematografica. È produttore di tutti i film di Pietro Marcello, incluso La bocca del lupo, Bella e perduta e Martin Eden, quest’ultimo presentato in concorso alla 76° Mostra del Cinema di Venezia. Ha contribuito anche alla produzione di film significativi per il cinema documentario italiano come Tutto parla di te di Alina Marazzi, Sacro GRA (Leone d’oro alla Mostra del cinema di Venezia nel 2016) e Fuocoammare (Orso d’oro al Festival Berlino nel 2016) di Gianfranco Rosi, e Che fare quando il mondo è in fiamme? di Roberto Minervini.

Acqua, porta via tutto – Cineconcerto con le musiche da vivo di Teho Teardo

Il cinema documentario in tutte le sue declinazioni, dal cineconcerto esclusivo per i cento anni dell’Istituto LUCE, con musiche dal vivo di Teho Teardo e testi – in versi – di Gian Mario Villalta, al podcast su “Processo per stupro”: il Pordenone Docs Fest, che si terrà dal 10 al 14 aprile, è un grande evento capace di produrre cultura, oltre a essere una vetrina esclusiva sul cinema del reale, in anteprima nazionale. Il festival è organizzato da Cinemazero sotto l’alto patrocinio del Parlamento Europeo, col sostegno del Ministero della Cultura, della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, del Comune di Pordenone e di Fondazione Friuli. 

Acqua, porta via tutto è il titolo del film e cineconcerto – prodotti dal festival e Cinecittà – LUCE – che, come da tradizione, si tiene nella serata finale del festival, domenica 14 aprile a Cinemazero. Con la regia di Roland Sejko (Premio David Donatello, Nastro D’argento), le musiche composte ed eseguite dal vivo di Teho Teardo (Ciak d’Oro, premio Ennio Morricone) e il suo quartetto, con i versi inediti – creati per lo spettacolo – di Gian Mario Villalta (Premio Viareggio per la poesia), è un’opera che celebra l’acqua, la sua bellezza, la sua cruciale importanza per il mondo di oggi, in tutte le sue forme ed essenze: nutrimento, vita, madre, forza (anche distruttiva), fonte di lavoro, custode di “relitti e memorie”… E vuole farlo portando con sé un messaggio chiaro: l’acqua è una risorsa sempre più rara e “dimenticata”, un elemento fondante le nostre esistenze.  

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