RETROSPETTIVA: Retro Sarajevo PT.2
27 Marzo, 18:00, Sala Totò - CinemazeroEcce Homo
Vesna Ljubić. Bosnia, 1994. 31’
Personale riflessione sulla morte e la vita durante l’assedio, Ecce Homo è una toccante sinfonia urbana in tempo di guerra.
Ecce Homo nasce a Sarajevo, dove la regista Vesna Ljubić viveva, e prende forma “produttivamente” grazie a scambi al mercato nero che hanno reso possibile la realizzazione tecnica del film. Quello che Ecce Homo restituiscesulla narrazione dell’assedio è unico nella sua filmografia: Ljubić non cerca spiegazioni, ma un senso profondo in ciò che osserva, restituendolo attraversogesti, rumori, sensazioni, ricordi e persino canti. Senza bisogno di parole,la regista offre una piccola verità non detta di quei giorni, un ritratto intimo ma collettivo della vita sotto assedio.
In collaborazione con
43 Alpe Adria Cinema – Trieste Film Festival
A seguire
Les 20 heures dans le camps
Chris Marker. Francia, 1993. 26’
Nel campo di rifugiati di Roska, un gruppo di giovani bosgnacchi crea un telegiornale rimontando, cucendo, prendendo informazioni da altri telegiornali riappropriandosi così dell’informazione.
Chris Marker realizzò una trilogia dedicata ai Balcani, di cui fanno parte anche Casque bleu e Un maire au Kosovo. In questo breve documentario segue un gruppo di rifugiati e rifugiate che ogni giorno scrivono, mettono in scena e presentano il proprio telegiornale. Tentano di riappropriarsi dell’ informazione, dando vita a una “televisione su cassetta”, come quella via cavo. Un tentativo di riprendersi la narrazione di ciò che sta accadendo, trasformando l’atto di informare in un atto di resistenza.
A seguire
Sarajevo Film Festival
Johan van der Keuken. Olanda, 1993. 14’
Come si può fare un festival di cinema in tempo di guerra? Invitato al festival di Sarajevo il regista olandese torna con questo film che è anche una riflessione sul senso stesso del fare cinema.
Nel ventesimo mese dell’assedio, durante un inverno duro e implacabile per i cittadini e le cittadine di Sarajevo, la città scelse di organizzare un festival di cinema. Tra l3 ospiti di quell’edizione c’era Johan van der Keuken, che, una volta arrivato, decise di restare e filmare. La sua macchina da presa segue le storie di Haris Pašović, organizzatore del festival, e di una studentessa di architettura, intrecciando le loro voci a una riflessione più ampia sul ruolo del cinema in tempo di guerra.
A seguire
Waiting for Godot… in Sarajevo
Susan Sontag. Francia, 1993. 26’
Nell’estate del 1993, Susan Sontag era a Sarajevo per mettere in scena Aspettando Godot di Beckett. Questo documentario ne conserva la testimonianza, trasformando l’opera in un’autentica traccia di quella città e del suo spirito.
Il documentario cattura l’atmosfera di Sarajevo durante la messa in scena di Aspettando Godot, cogliendo quella inesausta volontà di rimanere viv3 di attric3 e cittadin3 durante l’assedio. Il legame tra Sontag e Sarajevo fu fondamentale non solo per il suo impegno culturale durante il conflitto, ma anche perché l’autrice dedicò ampie riflessioni in Davanti al dolore degli altri a quanto stava accadendo. Oggi la piazza antistante il teatro di Sarajevo è intitolata alla memoria di Susan Sontag.
Interviene
Alessandro Del Re – Senior Programming Manager per MUBI, Italia, già co-direttore artistico di Lago Film Fest è co-fondatore di InLaguna Film Festival e Rete Cinema in Laguna. Ha scritto per varie riviste di settore e partecipato a volumi collettivi (Paolo Benvenuti, Matias Pineiro, Dario Argento). Collaboratore di festival internazionali quali Viennale, Short Waves, Pordenone Docs Fest e IsReal.